Rassegna stampa etica

DdL Zan, le vie illiberali di chi propone la legge

difendiamo la libertàDavide Vairani - Facebook

Alessandro Zan: "Oggi inizia la discussione generale, poi per un problema di contingentamento dei tempi non ce la faremo a continuare ad agosto. Dovremo andare a settembre altrimenti la Camera sarebbe bloccata dall’ostruzionismo che i partiti dell’opposizione hanno già dimostrato di fare perché non vogliono questa legge, l’hanno presa come una bandiera ideologica, senza discutere del merito ma lanciando semplicemente fake news, falsità sul contenuto della legge. Purtroppo perché abbiamo in Italia una destra non liberale ma una destra populista e sovranista che usa le persone LGBT+ per aizzare e ottenere consenso, predicando omotransfobia. Questo è vergognoso, da parte di partiti che siedono in parlamento e che dovrebbero rappresentare tutti i cittadini.

Finita la discussione generale si andrà al voto a settembre, una volta approvata alla Camera dovrà passare la Senato. Non sarà facile perché la Lega ha già presentato una pregiudiziale di costituzionalità che verrà votata prima degli emendamenti. La cosa importante è che si faccia una buona legge. Abbiamo visto errori del passato che hanno svilito la dignità delle persone LGBT e questo non è accettabile. La giurisprudenza ha già consalidato e collaudato la legge Reale-Mancino, stabilendo come le opinioni non possono mai diventare istigazione all’odio e alla violenza. Quelle non sono libere opinioni, quello è un reato".

Cosí Alessandro Zan alle associazioni lgtb davanti alla Camera prima dell'inizio della discussione in aula.
Gli 800 emendamenti presentati dall'opposizione diventano così ostruzionismo vergognoso ed ideologico di una destra illiberale, incapace di discutere nel merito, etc..

 Intanto prima della fine dell'estate niente legge. Una piccola buona notizia di autentica democrazia.


 

Per garantire la pari dignità che la Costituzione italiana riconosce a ciascuna persona (art. 3) è "più efficace introdurre di volta in volta nell’ordinamento norme antidiscriminatorie specifiche riferite a specifiche categorie di soggetti, o rafforzare principi e norme di carattere generale generalizzando, appunto, le esigenze e le pressioni di questi soggetti specifici?".

Il punto interrogativo finale ce l'ho messo io, il virgolettato riprende un passaggio della giornalista Ida Dominijanni in un articolo dal titolo eloquente "Gli effetti collaterali della legge Zan", pubblicato su "Internazionale".

Toglieteci premessa, digressioni e proprie valutazioni, tenete il ragionamento della Dominijanni di "politica del diritto" e avrete il motivo per il quale questo testo di legge è quantomeno inutile e persino controproducente per le persone stesse per le quali si dice di doverlo approvare.

Intanto la marcia di approvazione prosegue spedita. Dopo tre ore di dibattito alla Camera, il dibattito parlamentare proseguirà nei prossimi giorni con il voto su emendamenti ed articoli del provvedimento: "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere" (questa la denominazione del testo unificato secondo l'emendamento approvato e proposto dallo stesso Zan).

"Se si procede in direzione dell’uguaglianza identificando e categorizzando delle differenze – nel nostro caso, quelle delle persone gay, lesbiche, transessuali – l’esito inevitabile è quello di un’ulteriore moltiplicazione differenziale e identitaria delle domande di riconoscimento, inevitabilmente accompagnata da altrettante denunce di esclusione e misconoscimento", prosegue la riflessione la giornalista Dominijanni.

Curioso. È lo stesso identico ragionare dei tanto bistrattati cattolici che in questi ultimi mesi hanno provato a spiegare le ragioni (non soltanto questa) di un testo di legge ideologico. Derisi ed insultati (i cattolici).

"Come abbiamo visto - prosegue Ida Dominijanni -, il testo del ddl Zan elenca e allinea come atti discriminatori e violenti da sanzionare quelli basati 'sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere'. Vengono così per la prima volta trasferiti e cristallizzati in un documento giuridico termini prelevati dal lessico teorico-politico femminista e lgbtq+.
Ma mentre nel dibattito teorico-politico si tratta di termini mobili e porosi, spesso controversi e comunque sempre aperti all’interpretazione, alla contestazione e alla negoziazione, trasposti nel linguaggio giuridico gli stessi termini si irrigidiscono e diventano normativi e divisivi".

Stupefacente. Sembrano parole di un Gandolfini, un Adinolfi o dei giuristi del Centro Studi Livatino, di un Mantovano e Ruiu o Coghe. A loro danno dei pericolosi omofobi (quando va bene), alla giornalista Dominijanni un articolo su "Internazionale".
Essere cattolici e non vergognarsene fa questi strani effetti ..

Dimenticavo. Per quei pochi che ancora non sanno il significato dell'acronimo 'lgbtq+', suggerisco un articolo istruttivo di Michael Gold, "The ABCs of L.G.B.T.Q.I.A.+", pubblicato nel 2018 su "The New York Times". Ogni tanto viene aggiornato, perché quel "+" non è un simbolo matematico, ma "una denotazione di tutto ciò che riguarda lo spettro di genere e sessualità che lettere e parole non possono ancora descrivere".

Qui l'articolo
https://www.internazionale.it/opinione/ida-dominijanni/2020/08/03/legge-zan-effetti-collaterali


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Giovedì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Teresa di Gesù Bambino, O.C. Dr. della Chiesa (1873-1897)

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