Rassegna stampa etica

Dalla rete: il tema delle differenze di genere, le differenze individuali

kidsEmiliano Lambiase

Nei giorni scorsi, in merito alla disputa Murgia vs Morelli, è riemerso il tema delle differenze di genere e ho avuto modo di leggere la seguente affermazione, fatta da un Ordine professionale: "da circa 50 anni è ormai acclarato che le differenze individuali (per esempio nei gusti, nei comportamenti, nel modo di pensare e di vivere) sono generate dal contesto socio-culturale più che dal sesso di nascita".
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Purtroppo questo è un argomento rispetto al quale sono particolarmente sensibile, soprattutto quando leggo affermazioni categoriche e superficiali. Pertanto, nonostante sul mio profilo abbia più volte espresso il mio pensiero sostenendolo con svariate ricerche, mi ripeterò, così come tendono a ripetersi affermazioni come quella.
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Per confutare quell'affermazione, a mio avviso, basterebbe pensare alle differenze in alcune caratteristiche di personalità favorite dagli ormoni. Volendo però approfondire realmente, e in modo scientifico, l’argomento, consiglio almeno la lettura dei seguenti due manuali (perdonate le citazioni non canoniche che seguiranno):
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2008 - Gender Development (Blakemore, Berenbaum, Liben)
2005 - Gender, Nature, and Nurture. 2nd ed (Lippa)
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Inoltre, a quella che viene definita Psicologia delle differenze sessuali (o di genere) si è progressivamente affiancata la Psicologia evolutiva delle differenze sessuali (o di genere), con lo scopo di ipotizzare e studiare il valore evolutivo delle differenze (o di alcune di esse), e quindi il loro significato e la loro presenza prima della loro nascita e del loro significato culturale.
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Ma vediamo insieme quello che dicono alcuni autori …
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McCarthy, M.M., et al. (2012). Sex Differences in the Brain: The Not So Inconvenient Truth. Journal of Neuroscience, 32(7): 2241–2247.
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Nel 2001, l’Institute of Medicine, un ramo della National Academy of Sciences, negli Stati Uniti, ha concluso che molti aspetti del funzionamento sano e patologico del funzionamento cerebrale mostrano importanti, anche se ancora poco capite, differenze sessuali (Wizemann and Pardu, 2001).
Dieci anni dopo, il National Institute of Mental Health organizzato un seminario intitolato «Differenze sessuali nel cervello, nel comportamento, nella salute mentale e nei disturbi mentali» e concluso che:
• vi è una scarsità di ricerche che esaminano le differenze sessuali a livello neurobiologico e meccanicistico;
• ci sono diffuse differenze sessuali nel cervello;
• c'è bisogno che più neuroscienziati considerino il sesso come variabile nei loro studi.
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Becker, J.B. et al (2018). Editorial overview: Sex and gender. Current Opinion in Behavioral Sciences, 23: ii-iv.
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A gennaio 2016, il National Institute of Health (NIH) ha dato priorità al Sesso Come Variabile Biologica come componente principale del rigore e della riproducibilità nella ricerca sostenuta dal NIH.
Il conseguente aumento degli studi che includono sia le donne che i maschi ha rivelato molte aree in cui le differenze tra i sessi sono evidenti e molte in cui maschi e femmine non differiscono.
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2008 - Gender Development (Judith E. Owen Blakemore, Sheri A. Berenbaum, Lynn S. Liben)
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Il termine stereotipo fu originariamente usato da un giornalista per riferirsi a sistemi di credenze apprese e condivise dai membri di una cultura (Lippman, 1922). Il termine è ora ampiamente usato nelle scienze sociali per riferirsi a credenze sui membri di un particolare gruppo semplicemente perché sono membri di quel gruppo (Biernat e Kobrynowicz, 1999).
Noi ci consideriamo femministi e ci impegniamo per l'ideale che ragazzi, ragazze, uomini e donne abbiano lo stesso valore. Riconosciamo che gli scienziati non sono sempre stati impegnati in questo ideale. Nondimeno, siamo ugualmente impegnati negli ideali della scienza e nella convinzione che dobbiamo essere disposti ad aprirci mentalmente per esaminare i dati, indipendentemente da ciò che mostrano.
Non pensiamo che i risultati della ricerca debbano essere giudicati secondo standard politici, ma piuttosto dal rigore della raccolta dei dati, e dalla loro analisi e interpretazione. Allo stesso tempo, riconosciamo che le posizioni teoriche o le visioni del mondo (Overton, 2006; Pepper, 1942) influenzano il modo in cui vengono poste le domande, i tipi di dati che sono giudicati rilevanti e i modi in cui i dati vengono interpretati.
Nel corso degli anni, probabilmente l'approccio più comune alle differenze sessuali è stato quello che le enfatizza, una prospettiva che è stata definita alfa bias (Hare-Mustin e Marecek, 1988). Le persone che adottano questo approccio hanno generalmente affermato che la natura di maschi e femmine è molto diversa. In passato (anche se molto meno oggi), le persone che massimizzavano le differenze sessuali spesso sostenevano che i maschi avevano un superiorità innata. A causa di questa storia offensiva, non sorprende che molti ricercatori abbiano sentimenti ambivalenti sullo studio delle differenze sessuali (ad es. Bem, 2000).
Una risposta comune è stata quella di minimizzare le differenze tra i sessi, una prospettiva che è stata definita un beta bias. Le persone che minimizzano le differenze sostengono che le differenze sono piccole, incoerenti e artefatte (ad es. Hyde, 2005). È come se alcune persone ritenessero che le differenze tra maschi e femmine debbano essere ridotte al minimo per evitare di giudicare i maschi come superiori.
Tuttavia, come vedremo, non tutte le differenze di sesso sono piccole o incoerenti. Inoltre, come altri hanno notato (Kimball, 2001), anche effetti di piccole dimensioni possono avere un significato pratico, e grandi effetti potrebbero non sempre avere importanza.
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2000 - Sex Differences. Developmental and Evolutionary Strategies (Linda Mealey)
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Il dibattito tra costruzionisti sociali ed essenzialisti non è altrove così visibile come nello studio del sesso e del genere (DeLamater & Hyde, 1998; Udry, 1994). In ambito femminista, alcuni critici del metodo scientifico vorrebbero abbandonare del tutto la nozione di oggettività scientifica e avvicinarsi alla ricerca della conoscenza da una prospettiva esperienziale essenzialmente personale (ad es. Gergen, 1994; Maracek, 1995; Storrs & Mihelich, 1998). Altri vorrebbero stimolare nuovi approcci alla ricerca scientifica rivalutando scoperte e metodi scientifici da una prospettiva femminile (ad esempio, Burbank, 1992; Hrdy, 1986; Gowaty, 1992, 1997a).
[…] mentre le differenze sessuali sono un fatto biologico, esse sono anche un fatto culturale […].
Alcune delle differenze nel trattamento di ragazzi e ragazze possono essere il risultato di imprecisi stereotipi di genere; in altri casi, però, possono essere il risultato di accurati stereotipi e differenze reali esibiti da bambini maschi e femmine (Halpern, 1997).
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2003 – The Essential Difference (Simon Baron-Cohen)
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[…] se c'è un punto da chiarire all'inizio, è questo: cercare le differenze sessuali non è la stessa cosa che parlare di stereotipi. La ricerca delle differenze sessuali ci consente di scoprire come le influenze sociali e biologiche agiscono sui due sessi in modi diversi, ma non ci parla degli individui. Gli stereotipi [...] giudicano gli individui secondo un insieme di ipotesi su un gruppo [...]. Gli stereotipi riducono le persone a una media, mentre la scienza riconosce che molte persone non rientrano nell'intervallo medio del loro gruppo.
Gli anni '60 e '70 videro un'ideologia che ignorava le differenze psicologiche tra i sessi, che fossero mitiche o reali, ritenendole non essenziali, cioè non come il riflesso di profonde differenze tra i sessi in sé, ma come un riflesso delle diverse forze culturali che agiscono sui sessi. Ma l'accumulo di prove da laboratori indipendenti nel corso di molti decenni mi persuade che ci sono delle differenze essenziali che devono essere affrontate. La vecchia idea che queste potrebbero essere di origine completamente culturale è oggi troppo semplicistica. Dobbiamo essere cauti, ovviamente, a presumere che le differenze sessuali siano dovute solo alla biologia. Fare questo sarebbe commettere l'errore opposto a quello visto negli anni '60, quando si pensava spesso che tutte le differenze tra i sessi riflettessero la socializzazione.
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2005 – Gender, Nature and Nurture (Richard A. Lippa)
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Oggi, chiedere se ci siano fattori biologici che portano a differenze sessuali non è solo porre una questione scientifica. È ravvivare vecchie ferite inflitte da ideologie sessiste e affrontare pregiudizi ostinati […]. Le teorie biologiche di genere sono state usate per sminuire e opprimere le donne in un passato non troppo lontano; quindi, non c'è da meravigliarsi che le femministe contemporanee considerino tali teorie con sospetto.
Tuttavia, nessuno può dubitare che uomini e donne siano creature biologiche. Sebbene siano unici in molti modi, gli esseri umani sono animali e, come altri animali, sono stati plasmati da forze evolutive […]. Non siamo solo uomini e donne inculturati; siamo anche uomini e donne incarnati. Troppo spesso nello studio del genere, le teorie biologiche sono state relegate nella categoria del politicamente scorretto o addirittura reazionario.
Le differenze sono differenze. Il modo in cui vengono concettualizzate è una questione di valori.
Come possiamo valutare il ruolo della biologia nelle differenze sessuali umani?
Ci sono quattro tipi di prove rilevanti (Maccoby e Jacklin, 1974):
1. L'età in cui le differenze sessuali emergono
2. La consistenza delle differenze sessuali tra le culture e nel tempo storico
3. La consistenza delle differenze sessuali tra le specie
4. La relazione dei fattori fisiologici (ad esempio, ormoni sessuali e strutture cerebrali) con i comportamenti che manifestano differenze sessuali (ad esempio, aggressività, capacità visuo-spaziale)
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2010 - Sex Differences in the Human Brain, Their Underpinnings and Implications (Ivanka Savic)
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L'argomento delle differenze sessuali può essere un argomento controverso. Mentre alcuni ritengono che la ricerca focalizzata sulle differenze tra uomini e donne possa essere benefica per entrambi i sessi (ad es., Buss, 2003), altri ritengono che tali ricerche semplicemente esagerino piccole differenze che alla fine danneggiano entrambi i sessi (ad es. Eliot, 2009). Sfortunatamente, la fiducia del pubblico nella scienza è stata segnata dal comportamento non etico e discriminatorio di alcuni scienziati nei confronti di gruppi minoritari [...]. Tuttavia, ignorare le reali differenze tra i sessi potrebbe avere conseguenze deleterie per la società.
In particolare, vi sono numerosi eventi biologici che influenzano in modo differente maschi e femmine […] ancor prima che nascano in un dato sistema sociale. Durante il ciclo di vita, accadranno anche numerosi eventi che sono unici per ogni sesso.
Di particolare interesse per questo capitolo sono le differenze sessuali nel cervello attribuite alla genetica. Sebbene la maggior parte delle differenze neuroanatomiche e neurochimiche siano state storicamente attribuite agli ormoni gonadici (cioè, androgeni ed estrogeni), ci sono prove emergenti di effetti genetici diretti sulle differenze sessuali cerebrali anche prima della produzione di ormoni gonadici.
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2010 - Male, Female. The Evolution of Human Sex Differences (David C. Geary) [terza edizione attesa per Agosto 2020)
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In effetti, quando ho scritto la prima edizione di Male, Female […] la maggior parte degli scienziati sociali preferiva credere che […] le differenze sessuali negli esseri umani fossero dovute ampiamente alla socializzazione. Nel decennio passato dalla pubblicazione della prima edizione, la situazione è migliorata […].
Dalla pubblicazione della prima edizione, la letteratura sulle differenze sessuali umane e su tematiche collegate […] è sostanzialmente incrementata.
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2017 - Il cervello in amore (Grazie Attili)
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E se a lungo, per motivi ideologici, è stata negata l’evidenza che gli uomini e le donne hanno strutture cerebrali diverse, le nuove tecniche di neuroimaging hanno fatto sì che si capisse fino a che punto ciò che differenzia un uomo da una donna, un bambino da una bambina, non può essere ricondotto solo all'effetto delle pressioni culturali o dell’educazione.
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2016 – Gender. Psychological Perspectives (Linda Brannon)
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Metto alla fine di questo excursus la citazione del manuale di Linda Brannon, autrice più vicina alle teorie che si fondano sulla costruzione sociale del genere e che, nonostante questo, in modo molto onesto, afferma che prima di fare affermazioni in merito a questo argomento bisognerebbe studiare:
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[...] il genere è attualmente un "argomento caldo" e quasi tutti hanno un'opinione. Queste opinioni solitamente non sono basate sulla ricerca.
I risultati della ricerca sono complessi e talvolta contraddittori, ma il volume della ricerca negli ultimi 50 anni ha prodotto dati sufficienti per fare chiarezza in alcune aree, mentre altre aree non sono ancora così chiare. Credo che sia importante capire questa ricerca piuttosto che trarre conclusioni basate solo su opinioni personali e ritratti derivanti dai media.
[...] nonostante il pregiudizio e le polemiche che hanno circondato il processo di ricerca, la ricerca è un modo valido per comprendere il genere. Sebbene la ricerca scientifica dovrebbe essere obiettiva e priva di pregiudizi personali, questa nozione idealistica spesso devia dal processo di ricerca reale. La ricerca sul genere in particolare è stata tormentata da pregiudizi personali.
Nonostante il potenziale di pregiudizi nel processo di ricerca, credo che la ricerca sia il modo più produttivo per affrontare la valutazione di un argomento. Altri non sono d'accordo con questo punto di vista […]. Un certo numero di studiosi, in particolare studiosi di orientamento femminista, hanno respinto la ricerca scientifica come modo migliore per conoscere il genere. Sebbene io sia d'accordo sul fatto che la scienza non abbia trattato le donne in modo equo [...] credo ancora che la scienza offra le migliori possibilità per una comprensione più completa del genere [...]. Sebbene alcuni studiosi non siano d'accordo, credo che la scienza possa promuovere l'obiettivo dell'equità.
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Ci sono poi alcune ricerche che hanno studiato le differenze sessuali di personalità utilizzando i principali questionari che conosciamo. Tali ricerche, per il modo con il quale sono state svolte, non hanno rilevato, a detta di molti autori (i quali hanno anche spiegato il perché di questa conclusione), solamente differenze presenti per motivi culturali, bensì differenze sostanziali, che riflettono caratteristiche tipicamente maschili e femminili che poi, certamente anche grazie alla cultura e alla socializzazione, prendono determinate forme e manifestazioni. Ecco una piccola bibliografia …
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Feingold A. (1994). Gender differences in personality: a meta-analysis.
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Costa P.T., Terracciano A., McCrae R.R. (2001). Gender differences in personality traits across cultures: robust and surprising findings.
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Chapman B.P., Duberstein P.R., Sorensen S. & Lyness J.M. (2007). Gender differences in Five Factor Model personality traits in an elderly cohort.
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Schmitt D.P. & 121 Members of the International Sexuality Description Project. (2004). Patterns and universals of mate poaching across 53 nations: the effect of sex, culture, and personality on romantically attracting another person’s partner.
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Schmitt D.P., Voracek M., Realo A. & Allik J. (2008). Why can’t a man be more like a woman? Sex differences in Big Five Personality Traits across 55 cultures.
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Mitchelson J.K., Wicher E.W., LeBreton J.M. & Craig S.B. (2009). Gender and Ethnicity Differences on the Abridged Big Five Circumplex (AB5C) of Personality Traits. A differential item functioning analysis.
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Del Giudice M. (2009). On the real magnitude of psychological sex differences.
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Lippa R.A. (2010a). Sex differences in personality traits and gender-related occupational preferences across 53 nations: testing evolutionary and socialenvironmental theories.
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Weisberg Y.J., DeYoung C.G. & Hirsh J.B. (2011). Gender differences in personality across the ten aspects of the Big Five.
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Booth T. & Irwing P. (2011), Sex differences in the 16PF5, test of measurement invariance and mean differences in the US standardisation sample.
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Vecchione M., Alessandri G., Barbaranelli C. & Caprara. G. (2012). Gender differences in the Big Five personality development: a longitudinal investigation from late adolescence to emerging adulthood.
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Del Giudice M., Booth T. & Irwing P. (2012). The distance between mars and venus: measuring global sex differences in personality.
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Kaiser, T., Del Giudice, M., & Booth, T. (2020). Global sex differences in personality: Replication with an open online dataset.
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I risultati di queste ricerche sono stati confermati anche in campioni di persone omosessuali e bisessuali, ma qui vi risparmio le citazioni.
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Ci sono poi alcune ricerche che hanno studiato e cercato di definire in cosa consistano maschilità e femminilità, sempre individuando, a detta degli autori, elementi che caratterizzano specificità esistenti in natura e poi plasmate anche dalla cultura.
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1990 - Gender diagnosticity: A new Bayesian approach to gender-related individual differences.
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1991 - Some Psychometric Characteristics of Gender Diagnosticity Measures: Reliability, Validity, Consistency Across Domains, and Relationship to the Big Five.
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1998 - Gender-related Individual Differences and the Structure of Vocational Interests: The Importance of the People-Things Dimension.
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2001 - Lippa - On deconstructing and reconstructing masculinity-femininity.
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2005 - Psychological Masculinity-Femininity via the Gender Diagnosticity Approach: Heritability and Consistency Across Ages and Populations.
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2009 - Men and Things, Women and People: A Meta-Analysis of Sex Differences in Interests:
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2010 – Sex Differences in Personality Traits and Gender-Related Occupational Preferences across 53 Nations
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2010 – Gender Differences in Personality and Interests: When, Where, and Why?
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2014 - Women’s Representation in 60 Occupations from 1972 to 2010: More Women in High-Status Jobs, Few Women in Things-Oriented Jobs.
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2015 - All STEM fields are not created equal: People and things interests explain gender disparities across STEM fields.
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2018 – Kaiser - Gender equality and sex differences in personality: evidence from a large, multi-national sample
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Quindi, concludendo, si potrà anche non essere d’accordo con queste ricerche, ma non si può dire che “da circa 50 anni è ORMAI ACCLARATO che le differenze individuali [...] sono generate dal contesto socio-culturale più che dal sesso di nascita”. Certo, per non essere d’accordo andrebbero confutate nel metodo e non solo perché contrarie al proprio punto di vista; o, almeno, andrebbero criticate epistemologicamente perché il metodo scientifico che utilizzano è diverso da quello relativo al proprio metodo di indagine o al proprio paradigma teorico di riferimento. Ma, anche in questi casi, sarebbe opportune riconoscere l’esistenza di punto di vista diverso dal proprio e, pertanto, niente è “ormai acclarato”.
Poi possiamo aprire tutti i dibattiti del mondo sul fatto che la cultura e l’educazione influenzano (sempre e comunque) ed è necessario fare in modo che questa influenza non sia costrittiva ma costruttiva. E possiamo anche discutere del fatto che le caratteristiche di cui ho parlato non sono tutte le caratteristiche esistenti, e che quindi sicuramente molte sono maggiormente o esclusivamente influenzate dalla cultura. Ma questo fa parte del dibattito scientifico all'interno del quale possiamo dire per pochissime cose, e in modo unilaterale, che sono “ormai acclarate”. Tanto più che parliamo del dibattito scientifico in una scienza umana.
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P.S.

A proposito di educazione costruttiva e che rende liberi: dalle ricerche che ho citato emerge che nelle società con maggiore libertà e con politiche che favoriscono l'uguaglianza di diritti e di espressione, le differenze sessuali tendono a manifestarsi in modo più ampio.

P.P.S.

Molto interessante il libro di Lippa, Gender, Nature, and Nurture (2005), nel quale l'autore mette alcune immagini con delle linee di interazione tra vari fattori biologici e culturali. Provo a metterne un paio qui
gender culture 1
gender culture 2



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