Rassegna stampa etica

Comitato Difendiamo i Nostri Figli sulle politiche del 4 marzo 2018

CDNFRiceviamo e pubblichiamo

Cari amici della famiglia,
il 2018 si è aperto nelle prospettiva di un appuntamento ineludibile: le elezioni politiche che si terranno il prossimo 4 marzo. Benché restiamo convinti che la salvezza per i nostri figli, le nostre famiglie e il nostro Paese non verrà da nessun partito, ma da un servizio leale e assiduo ai principi di Verità e Bene, non possiamo restare passivi e non rispondere alla chiamata alle urne per la composizione del prossimo parlamento italiano.
Massimo Gandolfini ribadisce che non si candiderà con nessuno. Per restare fedele allo spirito di servizio del Family day, che ha una vocazione culturale e sociale, prepolitica, che ne costituisce l’anima profonda. Tuttavia, va detto che non può essere degno del nostro voto chi propone la regolamentazione dell’utero in affitto, le adozioni per le coppie dello stesso sesso, l’eterologa per tutti, l’approvazione della legge liberticida sull’omofobia, che colpisce le opinioni, e la legalizzazione delle droghe.
Per questo motivo sosterremo a livello locale i candidati che hanno dato prova di fedeltà e impegno in favore dei nostri valori. Cambiare il verso alla politica di governo del nostro Paese è necessario, poiché anche la prossima legislatura vedrà in campo forze che avallano la deriva nichilista della nostra società. Ne è dimostrazione la recente nomina “ideologica” di Luigi Manconi alla direzione dell’Unar, personaggio politico che si è sempre battuto per le adozioni alle coppie omosessuali e la legalizzazione dell’Eutanasia e del consumo delle droghe. Preoccupano inoltre le posizioni della presidente della Camera Laura Boldrini, candidata con Liberi e Uguali, che sostiene che bisognerebbe regolamentare la maternità surrogata.
Per questi motivi condurremo una grande azione popolare per portare alla chiusura dell’UNAR e chiederemo alle forze che possono aiutarci con successo di portare fino alle Nazioni Unite un’azione per la messa al bando universale dell’utero in affitto.
A tal proposito i vertici del Comitato, giovedì 8 febbraio, hanno dato vita a un presidio dimostrativo sotto la sede dell’Unar e il presidente Gandolfini ha scritto al premier Gentiloni per chiedere il ritorno alla concertazione per la nomina di un direttore sopra le parti, che riporti l’ente alle sue funzioni originarie, ovvero la lotta alle discriminazioni razziali e religiose.
Nel frattempo il Comitato resta con il fiato sul collo del Ministro della Scuola Valeria Fedeli in marito al varo del nuovo PEC, patto educativo di corresponsabilità. Attendiamo tutt’ora una risposta nell’ottica di fissare delle garanzie sul consenso informato e il primato educativo dei genitori.


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