Rassegna stampa etica

Aumentano i minori in povertà nell’area Ocse

poverta infantileSono i minori quelli che negli ultimi vent’anni nei paesi dell’area Ocse hanno pagato il prezzo più alto per la crescita delle diseguaglianze di reddito: un fenomeno che — spiega l’organizzazione internazionale in un rapporto — li rende più vulnerabili e riduce le possibilità di esprimere da adulti il loro potenziale economico e sociale. A preoccupare è soprattutto la crescita della povertà infantile, registrata in quasi due terzi dei paesi Ocse negli ultimi dieci anni.
La media è di un bambino su sette nell’area Ocse oggi in povertà. Tuttavia in Italia il fenomento tocca addirittura il 17 per cento del totale, cioè un minore su sei. Alla crescita della povertà si è affiancato anche l’aumento del fenomeno delle famiglie senza tetto, più marcato in Inghilterra, Irlanda, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Una condizione che, per i bambini può portare a un aumento dell’ansia, alla perdita di contatto con famiglia e amici e a scarsi risultati educativi.
L’Ocse invita i sistemi fiscali e previdenziali a essere più sensibili alle condizioni di vita dei bambini, laddove le politiche governative sembrano privilegiare il sostegno alla popolazione più anziana. La situazione, da questo punto di vista, è critica soprattutto in Europa. In Italia, ad esempio, l’assistenza (previdenziale e non solo) per le persone anziane assorbe il 16,25 per cento del Pil, la quota destinata a sostenere le famiglie è di appena l’1,96, con un gap del 14,3, il più elevato di tutta l’area Ocse, ad eccezione della Grecia dove i rispettivi valori sono del 16,91 e 1,03 per cento del Pil.

© Osservatore Romano - 21 novembre 2019


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