Rassegna stampa etica

Alla scuola di Vincent #Lambert - Il catecumenato della debolezza

agnese martire ama lagnelloQuando si parla di Crimine contro l’umanità si intende, usualmente, una dimensione macroscopica e di generale riprovazione verso una azione criminosa.

Configurare ciò che è stato fatto a Vincent Lambert come una “sconfitta per l'umanità”, come giustamente ha fatto la Santa Sede, è certamente legittimo ma non sufficiente.
Quello che è stato attuato è più di un omicidio ed è più di una sconfitta.
È una volontà decisa e negazionista, ai massimi livelli e con ampi mezzi medici e giustizialisti, ben orchestrati, coesi, rivestiti e patinati, verso una unicità personale irripetibile.

 

Sfruttando le debolezze e le frammentazioni.
La debolezza inerme di Vincent, la debolezza dei genitori e la debolezza di una famiglia frammentata sui fondamenta della vita.

L’ontologia unica e bellissima di Vincent Lambert è stata negata, calpestata, vilipesa.
In tal senso, nella sua sostanza, siamo davanti più che ad una sconfitta, piuttosto siamo davanti ad un crimine contro l’umanità; ad un genocidio tematizzato.

In cui tutta l’umanità, mistericamente presente nell’umanità debole e povera di Vincent, che ".. non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi" (Is. 53,2) è stata “nullificata” nel suo unicum, nel suo esserci.

Relativizzare, in vari modi, far decadere quanto accaduto e negarne la violenza e la virulenza, non aiuta a crescere nell’autocoscienza umana ma spinge ad aumentare la coscienza lacerante del sé, personale e collettivo. Un sé che ascolta i suoi demoni e li nutre e non ascolta, devotamente, piuttosto, la voce luminosa che fa dell’uomo un uomo.

Non cogliere la debolezza come un catecumenato, più che una catechesi, significa vanificare il nostro discepolato di Cristo.
Il catecumenato della debolezza è scuola dell'umano.
È scuola di Bene Comune, è scuola di civiltà.

Infatti, per chi ha il dono della fede, significa non calpestare la Sapienza che ha parlato nella testimonianza, nel martirio di un debole senza voce.

Di questo siamo chiamati a rendere conto.
Non solo del male compiuto ma anche del bene omesso nella patinatura sopraffina di relativizzare gli eventi in cui Dio ci ha parlato e ci ha scosso, perché non ci perdessimo.

Grazie Vincent, agnello nell'Agnello.
Non farci mancare l'acqua che ti abbiamo negato e il nutrimento che ti abbiamo tolto; e, soprattutto, l'amore che ti abbiamo negato.

Paul Freeman

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