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Una cattedrale per i copti ortodossi

IL CAIRO, 5. Sarà inaugurata nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, in occasione del Natale copto, a pochi chilometri dal Cairo, una delle più grandi cattedrali del nord Africa e del Vicino oriente. Il luogo di culto, dedicato alla Natività di Cristo, accoglierà almeno tremila fedeli che seguiranno il rito presieduto dal patriarca copto ortodosso Tawadros II , alla presenza, fra gli altri, del presidente della Repubblica egiziana Abdel Fattah el-Sisi.
Una promessa mantenuta quella del capo dello stato che, durante la messa di Natale del 7 gennaio 2017, aveva annunciato la costruzione di una nuova cattedrale per i copti ortodossi e si era anche impegnato a far riparare le chiese danneggiate o distrutte dagli attentati terroristici. L’ultimo attacco è avvenuto il 29 dicembre scorso quando due uomini hanno preso d’assalto una chiesa a Helwan, nella parte meridionale del Cairo. Per garantire ai copti un Natale sereno, il ministero dell’interno ha rafforzato il dispiegamento di uomini e mezzi a protezione delle chiese in tutto il paese. A celebrare domenica 7 gennaio la solennità del Natale del Signore saranno poco più di trecento milioni di fedeli cristiani di tradizione orientale, che seguono il calendario giuliano, dall’Egitto all’Etiopia, dalla Russia all’Ucraina, alla Bieloru s s i a . Secondo il giornale on line «Egypt Today», per la quarta volta consecutiva il presidente el-Sisi prenderà parte alle liturgie natalizie dei copti, consistente minoranza in una nazione a stragrande maggioranza musulmana sunnita. Il portavoce del patriarcato copto, padre Paul Halim, ha precisato che per l’occasione Tawadros II non presiederà i riti natalizi nella cattedrale di San Marco al Cairo (nel quartiere di Abbassiya) dove si trova l’attuale residenza patriarcale. La chiesa è intitolata a San Marco evangelista, considerato e venerato come il fondatore della Chiesa copta. Alcune sue reliquie sono conservate all’interno del tempio. Fu Paolo VI nel giugno 1968 a far restituire ai copti ortodossi dell’Egitto una parte delle reliquie dell’evangelista a seguito di una richiesta del patriarca Cirillo VI , in occasione delle celebrazioni dei millenovecento anni dal martirio di san Marco. Le reliquie del santo furono trafugate nell’828 e portate a Venezia. Le parti restituite da Papa Montini vennero deposte con grande devozione in un altare costruito proprio a questo scopo e si trovano tuttora lì. La nuova cattedrale sorge nel territorio di quella che sarà la capitale amministrativa egiziana e a poca distanza sta per essere ultimata anche la più grande moschea dell’Egitto. Nella zona dei due luoghi di culto il presidente della Repubblica vede «un simbolo di coesistenza». Nel cantiere della cattedrale cruciforme si continua a lavorare a ritmi incalzanti e nelle ultime settimane le maestranze si sono impegnate in una corsa contro il tempo per rendere possibile l’inaugurazione in concomitanza con le celebrazioni natalizie. L’edificio sarà circondato da giardini e da un complesso di strutture che includono le abitazioni e gli uffici del personale religioso, un parcheggio sotterraneo multipiano, sale riunioni, aule multifunzionali e una chiesa di minori dimensioni. La cattedrale vera e propria occupa il secondo piano dello stabile principale, con una superficie di 8100 metri quadrati. La navata può accogliere 7500 fedeli e si sviluppa lungo l’asse est-ovest. All’incrocio con i transetti una cupola, alta trentanove metri e con un diametro di quaranta, poggia su quattro pilastri. Al piano inferiore una chiesa più piccola (1800 metri quadrati) potrà contenere 1200 persone. La cattedrale avrà due campanili che raggiungeranno i sessanta metri d’altezza

© Osservatore Romano - 6 gennaio 2018

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