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Un duro scontro tra Italia e Malta ha costretto la nave con oltre seicento persone a bordo a vagare nel Mediterraneo

aquariusROMA, 11. La nave Aquarius con a bordo 629 migranti, tra i quali molti minori non accompagnati, verrà accolta dalla Spagna dopo aver vagato a lungo nel Mediterraneo. Altre ottocento persone sono state intanto tratte in salvo nella notte al largo della Libia. La svolta positiva nella drammatica vicenda della nave carica di profughi è giunta in tarda mattinata, quando il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato che consentirà l’attracco nel porto di Valencia. La Aquarius per moltissime ore è rimasta senza una destinazione sicura di approdo a causa dello scontro consumatosi tra Italia e Malta.
Il contrasto è stato innescato dalla risposta negativa della Valletta alla richiesta giunta da Roma di accogliere in porto, in quanto luogo sicuro più vicino, la nave dell’ong Sos Méditerranée, che il ministro degli interni, Matteo Salvini, non ha autorizzato a giungere in Italia. Al termine di un vertice di oltre tre ore a Palazzo Chigi, il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato che il premier maltese Joseph Muscat, contattato di persona, «non ha assicurato alcun intervento, neppure in chiave umanitaria». In questo modo «si conferma l’ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell’Europa, a intervenire e a farsi carico dell’emergenza» ha detto Conte, sottolineando che «l’Italia si ritrova ad affrontare in totale solitudine l’emergenza immigrazione. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato». Dura la reazione di Muscat, affidata a un tweet: «Siamo preoccupati per la direzione presa dalle autorità italiane sull’Acquarius, che è in alto mare. Vanno manifestamente contro le leggi internazionali e rischiano di creare una situazione pericolosa per tutti quelli che sono coinvolti». L’Italia ha disposto l’invio di due motovedette con medici a bordo pronti a intervenire al fine di garantire la salute di tutti gli occupanti dell’Aquarius che dovessero averne necessità. «Malta non può dire di no a qualsiasi richiesta di intervento», aveva attaccato Salvini, che sempre ieri, in vari post in rete accompagnati dall’hashtag # chiudiamoip orti, ha rivendicato la linea della fermezza. «Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi. Da oggi anche l’Italia comincia a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione clandestina». Malta «non può continuare a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati» hanno poi scritto in un comunicato congiunto Salvini e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, da cui dipende la guardia costiera. Nel comunicato si ribadisce la richiesta alla Valletta di «accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto». L’Italia, ha sottolineato oggi il ministro Toninelli in un’intervista, ritiene che un problema internazionale deve essere «gestito da tutti i partner esposti, Malta è uno di questi». Ma La Valletta ha replicato: «Il nostro governo non è né l’autorità che coordina né ha competenza sul caso dell’Aquarius. Il salvataggio è stato coordinato da Roma». Sta di fatto, però, che la Aquarius ha vagato peregrina nel Mediterraneo senza nessuna indicazione di dove approdare. Sulla nave oltre a 123 minorenni non accompagnati, ci sono 11 bambini e 7 donne incinte. Il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo ha intanto ammonito l’alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, ricordando come oltre 750 persone siano morte quest’anno nel Mediterraneo e chiedendo che sia consentito lo sbarco dei migranti sull’Aquarius.

© Osservatore Romano - 12 giugno 2018


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