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Uccise tre giornaliste in Afghanistan

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Tre giovani giornaliste sono state brutalmente uccise ieri in Afghanistan, nella cittadina di Jalalabad. Le tre donne, non ancora ventenni, mentre tornavano a casa dal lavoro sono state assassinate con un colpo di pistola alla testa in due attacchi distinti, ma coordinati, nei quali sono rimasti feriti anche diversi passanti.

Gli agguati avevano come obiettivo anche una quarta giornalista, unica sopravvissuta e ora ricoverata in fin di vita. Lo riferiscono i media di Kabul, precisando che in entrambi gli agguati sono entrati in azione uomini armati non identificati. Nessuno ha rivendicato per ora le uccisioni.

Le giovani croniste, tutte dipendenti della televisione e radio privata Enikass, sarebbero finite nel mirino di talebani e altri gruppi jihadisti, secondo quanto riportato dai media locali. Il direttore di Enikass, Zalmay Latifi, aveva difatti denunciato qualche giorno fa che i dipendenti dell’emittente — come sempre più spesso accade per altre voci dell’informazione nella città afghana al confine con il Pakistan — erano stati presi di mira dai jihadisti pronti a una nuova guerra civile nel Paese.

Non è ancora chiaro il motivo dell’attacco, ma non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi sei mesi sono stati difatti massacrati 14 giornalisti in Afghanistan.

© Osservatore Romano - 4 marzo 2021


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B. Rolando Rivi, seminarista e martire (1931-1945)

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