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Turchia, lunedì i funerali di monsignor Padovese

Si svolgeranno lunedì prossimo i funerali del vescovo Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia, assassinato a coltellate a Iskenderun dal suo autista. Dopo la cerimonia nella cattedrale dell'Annunciazione a Iskenderun, la salma sarà trasferita a Milano dove però non è stata ancora programmata la cerimonia funebre. La salma sarà poi sepolta nella tomba di famiglia. Monsignor Padovese aveva infatti espresso il desiderio di essere sepolto vicino a sua madre.

IL TELEGRAMMA DEL PAPA
Papa Benedetto XVI si  unisce ai religiosi e a i fedeli della Chiesa turca nel «raccomandare la nobile anima dell'amato pastore» monsignor Luigi  Padovese «all'infinita misericordia di Dio» e nel rendere  grazie «per la sua testimonianza altruistica al Vangelo e per il suo risoluto impegno al dialogo e alla riconciliazione che  hanno caratterizzato la sua vita sacerdotale e il suo ministero  episcopale». È quanto afferma Benedetto XVI in un telegramma di cordoglio per la morte di monsignor Padovese, vicario apostolico in Anatolia  ucciso a coltellate dal suo autista in Turchia, indirizzato al  nunzio apostolico monsignor Antonio Lucibello e firmato del  segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Profondamente addolorato per la morte del vescovo, «il  Santo Padre - continua il telegramma diffuso dalla sala stampa  vaticana - chiede a Lei di trasmettere le sue sentite  condoglianze e l'assicurazione della sua vicinanza nella  preghiera ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli  della Chiesa turca».

CONFERMATO L'ARRESTO DELL'AUTISTA
Il Tribunale penale di Iskenderun ha confermato l'arresto per Murat Altun, il 26enne che ha assassinato ieri il vescovo Luigi Padovese, presidente della Conferenza episcopale turca e vicario apostolico dell'Anatolia. Lo rende noto l'agenzia Anatolie, senza però specificare il capo d'accusa. Dovrebbe comunque trattarsi di omicidio. Altun ha dichiarato alla polizia di aver agito dopo aver avuto una "rivelazione divina". Il sospetto omicida, convertito al cattolicesimo, aveva da poco terminato una terapia psichiatrica. Per oltre quattro anni autista del vicario apostolico, Altun ha pugnalato Padovese nel giardino della abitazione a Iskenderun, nel sud della Turchia.

"Non ci sono moventi politici o religiosi"
"Siamo praticamente certi che non ci sono moventi di carattere politico o di intolleranza religiosa, che non sono connessi con la situazione di tensione di questi giorni perchè l'autore che, da quanto risulta, sarebbe una persona che faceva dei servizi in casa ed era anche l'autista di mons. Padovese soffriva di squilibrio psichico e in particolare negli ultimi giorni di depressione abbastanza evidente". Lo ha detto il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, intervistato dalla Radio Vaticana prima della partenza del Papa per Cipro. Questo drammatico episodio, ha aggiunto il gesuita, influenzerà in un certo qual modo la visita del Papa, "le darà un tono diverso da quello che avrebbe avuto senza di esso". In particolare, ha spiegato ancora alla Radio Vaticana, "un tono di grande intensità alla preghiera, di grande serietà di ciò che è in gioco, la testimonianza del Vangelo può costare anche la vita. Ecco - ha spiegato Lombardi - questo ci invita a vivere questi incontri e questo
pellegrinaggio del Papa nel cuore del Medio Oriente con una intensità spirituale e con una comprensione della serietà di ciò che è in gioco".

Da parte sua, sempre alla Radio Vaticana, il nunzio ad Ankara, mons. Antonio Lucibello, ha però ammesso: "Sappiamo purtroppo poco, a parte il fatto in sè, il fatto di cronaca. L'unico collaboratore che c'era lì, nella sede del Vicariato, mi ha avvisato. Lui era in sede ad Iskenderun, mons. Padovese
invece era fuori con l'autista". "Ho dato istruzioni - ha rivelato il rappresentante vaticano in Turchia - al vicario generale, padre Domenico Bertogli, che è il parroco della nostra comunità di Antiochia, di recarsi subito sul posto; mi sono sentito con l'arcivescovo Ruggero Franceschini, l'arcivescovo di Smirne, che è stato predecessore di mons. Padovese ad Iskenderun, il Vicariato apostolico dell'Anatolia, il quale ha deciso di recarsi sul posto insieme ad un altro suo collaboratore".

Ieri mons. Franceschini aveva detto di non credere personalmente alla spiegazione dell'omicidio unicamente come gesto di uno squilibrato. Si tratta, ha detto infatti mons.Franceschini, di un "luogo comune che era già stato utilizzato per don Andrea Santoro", e che se non c'è nessun "movente politico" dietro l'omicidio potrebbero esserci "focolai fomentati anche dalla stampa", mentre altre volte ci si è serviti di squilibrati per compiere attentati e aggressioni. 
Da parte sua AsiaNews, agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere, registra che "diversi dubbi serpeggiano sulla malattia" dell'autista arrestato e che "tra i fedeli e il mondo turco si fa fatica ad accettare la sola tesi della malattia psichica del giovane". Infatti "diversi attentati negli anni scorsi sono stati compiuti da giovani definiti 'instabilì, rivelatisi poi in legame con gruppi ultranazionalisti e anti-cristiani". "A diversi osservatori - afferma l'agenzia del Pime - pare che governanti, politici, autorità civili turche evitino di riflettere con serietà su questi avvenimenti. E si rischia di liquidare tutta
questa violenza dicendo solo che non si è d'accordo, che è il gesto di un pazzo isolato, un gesto occasionale di un giovane fanatico dell'Islam".
Dai cristiani e dai volontari di alcune ong turche arriva, scrive AsiaNews, "la richiesta che le indagini non si fermino all'arresto dello squilibrato di turno, ma scavino più in profondo". Il corpo di mons. Padovese, riferisce ancora la fonte, "è stato trasferito all'ospedale di Adana, città vicina, più attrezzata, per essere sottoposto ad autopsia". Secondo AsiaNews, "i funerali di mons. Padovese si svolgeranno a Milano, sua città di nascita, non prima di mercoledì 9 giugno".

ASSALTO IN CASA
di Francesca Bertoldi
Era tornato alla residenza vicino al mare per riposare. In un quieto giardino a Iskenderun, nel sud della Turchia, monsignor Luigi Padovese è morto, accoltellato da chi era considerato uno dei suoi collaboratori più fedeli, trattato da sempre come un figlio. A uccidere il vicario apostolico di Anatolia e presidente della Conferenza episcopale turca è stato infatti il suo autista personale, Murat Altun, di appena 26 anni, che da cinque anni accompagnava monsignor Padovese in tutti i suoi spostamenti, Italia compresa. Una persona fidata, sicura, conosciuta da tutto lo staff del presule, che ieri è stato fermato dalla polizia.

Ancora incerto il movente dell'omicidio. Le autorità turche e la prefettura stanno facendo tutti i riscontri della situazione. Rimangono aperte le diverse piste ma per il momento quella dell'omicidio a sfondo politico-religioso sarebbe la meno ipotizzabile, mentre sembra più probabile quella di un raptus di follia da parte del giovane, che da qualche tempo pareva soffrire di crisi depressive. Un'opinione condivisa anche dal Nunzio Apostolico, monsignor Antonio Lucibello, che esclude «una relazione o analogia tra i precedenti fatti di sangue accaduti in questo Paese», in particolare con l'assassinio di don Andrea Santoro avvenuto nel febbraio del 2006 a Trebisonda. «Padre Santoro - spiega il nunzio apostolico - fu ucciso da un giovane per un atto di fanatismo politico-religioso. In questo caso mi sento di escludere un simile gesto di fanatismo compiuto da uno stretto collaboratore, che ha sempre dato l'impressione di essere una persona di fiducia. Tutto è possibile, ma al momento non ci sono spiegazioni plausibili».

Di «gesto di uno squilibrato» ha subito parlato il governatore della regione di Hatay, Celalettin Lekesiz e la stessa assistente del vicario ha confermato il precario stato di salute mentale del giovane autista. «Murat da almeno una quindicina di giorni soffriva di una grave depressione, nell'ultimo periodo si vedeva spesso con monsignor Padovese che stava cercando di aiutarlo a risollevarsi. Gli aveva anche chiesto di accompagnarlo a Cipro, ma l'autista si era rifiutato», ha spiegato ieri suor Eleonora de Stefano, francescana delle missionarie dell'Immacolata Concezione, che ha raccontato le ultime ore di vita del vicario apostolico all'agenzia missionaria Misna. Assistente personale e segretaria di monsignor Padovese da ben 22 anni, suor Eleonora ha raccontato che monsignor Padovese se ne è andato dal vicariato verso le 11.30 alla volta della casa al mare. «Murat l'ha raggiunto più tardi. Doveva pranzare con monsignor Padovese per parlare del prossimo viaggio a Cipro, dove il vicario si sarebbe dovuto recare per la visita del Papa. Alle 13, quando l'ho sentito per l'ultima volta, mi ha detto di annullare sia il biglietto di Murat per Cipro sia il suo, visto che non si sentiva molto bene», racconta ancora suor Eleonora. Su quello che è accaduto dopo, per ora è buio completo, ma dal vicariato sembrano certi che i due uomini fossero da soli a pranzo quando si è verificato l'omicidio.

A non essere pienamente convinto della tesi della follia è però l'arcivescovo di Smirne e predecessore dello stesso Padovese alla guida dei vescovi di Turchia, monsignor Ruggero Franceschini: «La tesi del matto che uccide è un luogo comune che era già stato utilizzato per don Andrea Santoro», ha sottolineato ieri. Monsignor Franceschini esclude il «movente politico» dietro l'omicidio, ma non l'esistenza di «focolai fomentati anche dalla stampa. Anche la persona che ha gettato una bomba molotov sulla nostra cattedrale di San Policarpo, qui a Smirne, è stato definito "un malato mentale" - ha spiegato monsignor Franceschini -. E ci può essere sempre qualcuno che approfitta di difficoltà psicologiche per spingere a fare queste cose».
Da parte sua, il governo turco ha espresso «cordoglio» attraverso un messaggio del ministro della Cultura Ertugrul Gunay, definendo Padovese come «una persona straordinaria che contribuiva al dialogo fra le religioni».

La biografia
. Luigi Padovese era nato a Milano il 31 marzo del 1947. Il 4 ottobre del 1965 fa la prima professione nei frati cappuccini ed esattamente 3 anni dopo quella solenne. Il 16 giugno del 1973 viene ordinato sacerdote. Professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell'Antonianum. Fino ad essere ordinato vescovo è stato per 16 anni direttore dell'Istituto di Spiritualità nella medesima università. Professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è stato visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. Consulente della Congregazione per le Cause dei Santi. L'11 ottobre 2004 viene nominato Vicario Apostolico dell'Anatolia e vescovo titolare di Monteverde. Viene consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno.

© Avvenire - 5 giugno 2010

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