Lista rassegna stampa mondo

Secondo incontro del Comitato superiore per l’attuazione del Documento di Abu Dhabi. Per la convivenza umana

casa della famiglia abramitica secondo fratellanzaSi è svolto venerdì 20 settembre a New York, nella Public Library, il secondo incontro del Comitato superiore istituito ad agosto per raggiungere gli obiettivi contenuti nel Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Noto anche come Dichiarazione di Abu Dhabi, lo storico testo era stato firmato a febbraio negli Emirati Arabi Uniti dal Papa e dal Grande Imam di Al-Azhar, Al-Tayyib.
Dopo la riunione a porte chiuse in Vaticano dello scorso 11 settembre — nel diciottesimo anniversario degli attacchi alle Torri Gemelle — i membri del Comitato in questa circostanza hanno parlato anche alla presenza di centinaia di persone di diverse fedi religiose nel corso di una vera e propria “festa della fratellanza umana”. Nel suo intervento il presidente del Comitato, il cardinale eletto Miguel Ángel Ayuso Guixot, ha sottolineato come la Santa Sede abbia fatto tanto per contrastare il male e che adesso è il momento «di dimostrare in maniera positiva che la famiglia umana può convivere fraternamente». Ed essere parte del Comitato rappresenta il culmine del lavoro di una vita: «creare il dialogo — ha spiegato — per superare la paura nei cuori e nelle anime».
Ultimo in ordine di tempo ad essere annoverato nel Comitato — come ottavo membro, lo scorso 16 settembre, in rappresentanza dall’ebraismo — il rabbino Bruce Lustig ha rilanciato l’importanza della Dichiarazione di Abu Dhabi. È stato incredibile, ha detto, vedere due leader religiosi mondiali firmare un documento che rappresenta uno spartiacque sulla via dell’avvicinamento di ebrei, cristiani e musulmani. E ha aggiunto che i membri del Comitato vogliono portare la guarigione a un mondo frantumato.
Anche Mohamed Khalifa Al Mubarak, che fa parte del Comitato in rappresentanza degli Emirati Arabi Uniti, e di conseguenza dell’islam, ha evidenziato come in un mondo in cui ci sono così tante cose che dividono, il suo Paese si è impegnato a unire. «Quella Dichiarazione — ha commentato — è la più importante firmata nei giorni recenti».
Da parte sua il giudice egiziano Mohamed Mahmoud Abdel Salam, ex Consigliere del Grande imam di al-Azhar, ha osservato che scegliendo di incontrarsi a New York, il Comitato ha voluto rimarcare la portata globale del Documento sulla Fratellanza umana proprio mentre i leader del mondo erano riuniti nella metropoli statunitense per l’apertura della settantaquattresima assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Comitato — ha affermato il giudice — è disposto a lavorare con qualsiasi nazione che sia aperta agli ideali espressi nella Dichiarazione di Abu Dhabi. E ha aggiunto che, insieme al segretario generale dell’Onu, sono già stati fatti i primi passi per una possibile adozione del Documento da parte delle Nazioni Unite. Inoltre ha rilevato che il segretario generale «intende chiedere agli Stati membri di includere i principi contenuti in questo storico Documento nelle rispettive legislazioni».
Infine nel corso dell’appuntamento newyorchese è stato svelato il modello del progetto architettonico per la costruzione della “Casa della Famiglia Abramitica” (in foto) che incarna gli ideali del Documento sulla Fratellanza umana attraverso l’edificazione di una chiesa, di una moschea e di una sinagoga ad Abu Dhabi: tre diversi luoghi di culto uniti tra loro dalle fondamenta uniche intorno a un giardino, immagine che ha un significato importante per ciascuna delle grandi religioni monoteistiche. Gli edifici saranno moderni nella forma esteriore, ma fedeli ciascuno ai canoni architettonici delle tre religioni.
Annunciata a febbraio dal principe ereditario di Abu Dhabi, l’iniziativa sarà una pietra miliare ma anche una metamorfosi nella storia umana, perché — come ha spiegato monsignor Yoannis Lahzi Gaid, segretario particolare del Santo Padre e membro cattolico del Comitato superiore — trasformerà ciò che in passato è stato usato come mezzo di divisione tra i popoli in un punto di contatto.

© Osservatore Romano - 22 settembre 2019

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.