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Per continuare il viaggio dell’unità

wcclogo colour miniL’undicesima assemblea del World Council of Churches (Wcc) si terrà a Karlsruhe (Germania) nel 2021: il comitato centrale del Wcc, che si è riunito a Ginevra nei giorni scorsi, ha così deciso di accogliere la proposta, formulata nel giugno 2016, dalla Chiesa evangelica di Germania (Ekd), di ospitare l’assemblea che rappresenta il momento centrale della vita del Wcc «per continuare il viaggio come espressione vivente della comunione delle Chiese che cercano di vivere la pienezza della loro comune chiamata all’unità», come è stato ricordato nel presentare la scelta di Karlsruhe.
La proposta della Ekd, che raccoglie tutte le Chiese luterane, riformate e unite della Germania, è stata appoggiata anche da altri membri del Wcc, come il Consiglio delle Chiese cristiane della Germania. Questa proposta nasceva anche dal desiderio di riaffermare la centralità dell’ospitalità che ha caratterizzato, soprattutto negli ultimi decenni, il cammino ecumenico in Germania, all’interno di una riflessione sul ruolo dei cristiani nel rafforzare l’unità dell’Europa e dei rapporti tra l’Europa e il mondo, ispirati dai valori cristiani, tra i quali, come si è detto, la difesa dei diritti umani, la salvaguardia del creato, la lotta a ogni forma di violenza, il superamento di ogni discriminazione, la costruzione della pace grazie alla ricerca del dialogo. L’assemblea di Karlsruhe sarà la terza organizzata in Europa dopo Amsterdam (1948), che segnò la nascita del Wcc, e Uppsala (1968). A margine dell’annuncio è stato ricordato che la Chiesa protestante in Baden, la regione di Karlsruhe, celebrerà nel 2021 i suoi duecento anni di vita, dal momento che nel 1821 venne creata superando le divisioni che avevano segnato nella regione la vita delle diverse tradizioni che si richiamavano alla Riforma del XVI secolo. Nel corso della riunione, la cui conclusione ha coinciso con la visita del Papa, il Comitato centrale del Wcc ha affrontato, in particolare, il pellegrinaggio per la giustizia e per la pace, portati avanti dal World Council of Churches per favorire una sempre maggiore visibile unità dei cristiani, nonché alcune questioni sulle quali è parso importante pubblicare una serie di comunicati per riaffermare la posizione del Wcc. Per questo si è espressa «una forte preoccupazione» per il deteriorarsi della situazione in Terra santa, alla luce degli atti più recenti della violenza al confine della striscia di Gaza, che hanno mostrato un clima di intolleranza che non può essere accettato nella prospettiva di costruire un cammino di pace. Inoltre, si è chiesto di trovare delle forme per «frenare la crescita della violenza nelle Filippine» che si manifesta in molti modi: «la guerra alla droga, condotta dallo stato, ha portato alla morte di più di 22.893 persone, mentre lunga è la serie di violenze denunciate a Mindanao, soprattutto dopo la promulgazione della legge marziale nel 2017». Per questo il comitato centrale del Wcc si è rivolto al governo delle Filippine per chiedere «di mettere fine alla cultura dell’impunità e promuovere delle indagini su tutte le morti di questi ultimi mesi». Si è chiesto anche di vigilare sul processo di pace in Colombia, si sono denunciate le violazioni dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo, si è manifestata speranza per il processo di pace in Corea, soprattutto dopo gli ultimi incontri politici, che sembrano aver aperto una nuova stagione di dialogo, così come auspicato dal Wcc da anni. La riunione è stata anche l’o ccasione per celebrare il settantesimo anniversario della fondazione del World Council of Churches, anche con dei momenti di convivialità, tra gli oltre 350 membri del comitato centrale, con i quali testimoniare che il Wcc vuole «proseguire il proprio cammino condiviso in un viaggio che ha avuto il suo inizio con la chiamata di Dio per essere pellegrini nel mondo in modo da giungere all’unità di tutta la creazione».

Riccardo Burigana

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