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Le due Coree firmeranno la pace

pace fra le due coreeAccordo per raggiungere la completa denuclearizzazione della penisola

«Una nuova storia comincia adesso, la guerra è finita». Lo ha detto oggi il leader nordcoreano, Kim Jong-un, da Panmunjom — il villaggio di confine dove nel 1953 venne siglato l’armistizio che pose fine alla guerra di Corea — al termine del vertice di pace con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in.

Nella dichiarazione congiunta finale, Kim e Moon si impegnati a trasformare entro il 2018 l’armistizio siglato di 65 anni fa in un vero e proprio trattato di pace. Nella “dichiarazione di Panmunjon per la pace, la prosperità e l’unificazione della penisola coreana” si afferma che le parti confermano l’obiettivo comune di realizzare, attraverso una completa denuclearizzazione, una penisola coreana libera dalla minaccia dell’atomica. «Oggi — ha aggiunto Moon — si apre un nuovo capitolo».

La stretta di mano che tutto il mondo attendeva ha avuto luogo alla Peace House di Panmunjom, luogo scelto per i negoziati. Kim, primo leader della famiglia al potere a Pyongyang da settant’anni a essere entrato in Corea del Sud, ha auspicato di «non sprecare l’occasione» della pace. «Siamo uno stesso popolo, dobbiamo essere uniti». Al suo fianco la sorella, Kim Yo-jong, intenta a prendere appunti e in un ruolo sempre più strategico. Il presidente Moon, da parte sua, ha ricordato che «il mondo guarda a Panmunjom, diventato, grazie alla visita di Kim, un simbolo di pace e non di divisione»

Nella dichiarazione congiunta, Kim e Moon hanno ribadito il patto di non aggressione, secondo cui non faranno ricorso alla forza in nessuna forma nei confronti dell’altro paese e hanno accettato di rispettare l’intesa in maniera rigorosa. Come concreto segnale di riconciliazione, Kim e Moon hanno piantato un albero di pino a sud del confine di Panmunjom, simbolo dei migliori auspici per la penisola, scoprendo una roccia su cui sono scolpiti i nomi dei leader e la frase «qui piantiamo pace e prosperità».

Alla base dell’albero, Kim e Moon hanno sistemato della terra prelevata dal monte Halla, nell’isola di Jeju, e dal monte Paektu, i punti più a sud e a nord della penisola. Sul pino è stata poi versata acqua dei fiumi Han, di Seoul, e Taedong, di Pyongyang. Questo è un posto carico di significato», ha sottolineato Kim durante la cerimonia. «Spero — ha aggiunto — di trarre il massimo dalle opportunità della giornata di oggi e spero che assieme a questo pino possano fiorire le nostre relazioni».

Immediate le reazioni internazionali. La Cina ha definito «storico», l’incontro tra il presidente sudcoreano e il leader nordcoreano, auspicando che sia l’inizio di una nuova era di relazioni diplomatiche. «Speriamo e aspettiamo di potere cogliere questa occasione storica come opportunità per avviare un nuovo percorso di stabilità a lungo termine nella penisola», ha detto il ministero degli esteri di Pechino.

La Casa Bianca ha augurato pace e prosperità alla penisola coreana. «Gli Stati Uniti apprezzano lo stretto coordinamento con il nostro alleato, la Repubblica di Corea, e attendono di proseguire discussioni robuste in preparazione del previsto incontro tra il presidente Donald Trump e Kim Jong-un nelle prossime settimane», si legge in un comunicato dello studio ovale. Tra le fine maggio e l’inizio di giugno è infatti previsto l’atteso vertice tra il presidente statunitense e il leader nordcoreano.

© Osservatore Romano - 28 aprile 2018

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