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Immensa tristezza

immensa tristezzaGiacciono a faccia in giù, il viso e i corpi semi sommersi nell’acqua torbida del Rio Grande. Sono stretti nella stessa maglietta, forse il tentativo del padre di non perdere la figlioletta durante la traversata del fiume che separa il Messico dagli Stati Uniti. La bimba ha ancora un braccio attorno al collo del papà.
Mostra l’ennesima tragedia dell’immigrazione la foto straziante scattata dalla reporter dell’Ap, Julia Le Duc. Un’immagine che è un pugno nello stomaco e che, come quella del corpo del piccolo Alan Kurdi, sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, sta indignando e commuovendo il mondo e in particolare gli Stati Uniti, dove diventano ogni giorno più aspre le critiche al presidente Donald Trump per la sua politica migratoria, con l’insistenza sulla costruzione del controverso muro al confine messicano.
L’uomo, secondo quanto riferito dai media statunitensi, si chiamava Óscar Alberto Martínez Ramírez e aveva 26 anni. Veniva dal Salvador e oltre due mesi fa aveva chiesto asilo alle autorità degli Usa. Stanco di attendere una risposta che forse non sarebbe mai arrivata, disperato, domenica ha cercato di attraversare il fiume ed entrare a Brownsville, in Texas, con la moglie Tania Vanessa Ávalos e la piccola Valeria, di 23 mesi. Una traversata risultata purtroppo fatale per lui e per la piccola.
La foto che li ritrae in quell’ultimo abbraccio è ora destinata a diventare il simbolo del dramma che si sta consumando lungo quel confine; una denuncia inequivocabile delle conseguenze delle drastiche politiche di chiusura dei confini, della non accoglienza. E come accadde dopo la pubblicazione di un’altra immagine — quella della piccola Yanela in lacrime mentre la madre viene perquisita dalla polizia di frontiera, che contribuì a rivedere almeno in parte le norme sulla separazione delle famiglie migranti — si spera che la foto di Valeria e del padre smuova l’opinione pubblica, spingendo l’amministrazione ad allentare una morsa che negli ultimi mesi è diventata sempre più stretta. E che continua a fare vittime. Perché non è questa l’ultima tragedia di cui si è avuta notizia oggi lungo quel confine. Sempre nella Rio Grande Valley sono stati infatti trovati i corpi di una giovane donna, di due bambini e di un neonato. Secondo le autorità, le vittime, originarie del Guatemala, sono probabilmente morte per disidratazione ed esposizione all’eccessivo caldo.
Tuttavia, le reazioni per ora giungono solo dai media, perché le autorità tacciono. Un silenzio rotto solamente nelle aule del congresso, dove non accennano a diminuire le polemiche, con la camera a maggioranza democratica che stanzia 4,5 miliardi di dollari per alleviare la crisi umanitaria al confine sud e la Casa Bianca già pronta al veto se passasse anche al senato. E questo mentre il responsabile dell’agenzia federale che gestisce i campi al confine con il Messico, quelli dove vengono trattenuti i bambini separati dalle famiglie che entrano illegalmente negli Usa, è costretto ad annunciare le dimissioni, dopo che un gruppo di legali ha denunciato le condizioni terribili in cui i minori sono costretti a vivere.
Il Santo Padre ha visto, con immensa tristezza, l’immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di passare il confine tra Messico e Stati Uniti. Il Papa è profondamente addolorato per la loro morte, prega per loro e per tutti i migranti che hanno perso la vita cercando di sfuggire alla guerra e alla miseria.


© Osservatore Romano - 26-27 giugno 2019