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Degni testimoni della salvezza umana

· ​Il dono della pace interiore nel messaggio di Natale del patriarca di Mosca ·

 «L’amore di Dio, manifestato nella nascita del Salvatore, dona all’umanità la vera pace. Questa pace non può essere scossa da turbolenze quotidiane o da sconvolgimenti sociali, disordini politici e persino da conflitti armati, perché la pace di Dio contiene arcanamente un’enorme forza spirituale attraverso la quale egli vince tutta l’afflizione e tutte le disgrazie terrene». Nessun riferimento, nemmeno indiretto, all’autocefalia concessa da Costantinopoli alla nuova Chiesa ortodossa ucraina.

Nel messaggio di Natale — che gli ortodossi russi, seguendo il calendario giuliano, festeggiano il 7 gennaio — il patriarca di Mosca, Cirillo, concentra la sua attenzione sull’importanza della pace, anche e soprattutto interiore, e sulla vocazione del cristiano a essere testimone di salvezza: «Siamo dunque degni di questa alta vocazione e, avendo visto il glorioso Natale che avviene in una grotta, allontaniamoci dalla vanezza del mondo, saliamo mentalmente in cielo, glorificando il Creatore di ogni cosa, condividiamo la nostra gioia del Salvatore incarnato con gli altri, specialmente con coloro che hanno bisogno di aiuto, che sono scoraggiati o si trovano in circostanze difficili».

Cirillo, che nella notte fra domenica e lunedì ha presieduto la divina liturgia nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, chiede al Signore di «ispirare tutti noi nell’arduo cammino della vita cristiana, affinché continui a rafforzarsi la nostra fede, non esaurisca la speranza e cresca in noi l’amore; così che, entrando nella celebrazione del Natale, incessantemente annunciamo al mondo il grande mistero della pietà (1 Timoteo, 3, 16), portando a tutti la gioia e la benedetta santa pace di Cristo». Ma come raggiungere questo stato di pace interiore? Come impadronirsi di questo grande dono spirituale? «I padri della Chiesa — scrive il patriarca di Mosca — sono unanimi su questo punto: l’agire della pace di Cristo nella persona umana è un importante segno caratteristico della perseveranza nell’osservanza dei comandamenti evangelici e soprattutto della carità, secondo l’insegnamento di san Paolo, il quale dice come al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E allora, conclude l’apostolo, la pace di Cristo regnerà nei nostri cuori, siccome a essa siete stati chiamati (Colossesi, 3, 14-15)».

© Osservatore Romano - 7-8 gennaio 2019


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