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Cristiani per la tutela delle biodiversità

Arcobaleno speranza miniFra poche settimane i cattolici, anglicani, luterani, evangelici di tutto il mondo celebreranno insieme il Tempo del Creato, iniziativa ecumenica che mira a sensibilizzare i cristiani sulla necessaria difesa della nostra casa comune. Quest’anno il tema scelto è «La rete di vita», con particolare attenzione alla biodiversità. L’estinzione delle specie viventi sta infatti accelerando. Un recente rapporto delle Nazioni Unite stima che una specie su otto di tutte quelle esistenti oggi sulla Terra è a rischio.
Il Tempo del Creato durerà dal 1° settembre, Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, proclamata dal patriarca di Costantinopoli Dimitrios nel 1989 per gli ortodossi e fatta propria da Papa Francesco nel 2015, fino al 4 ottobre, festa di san Francesco di Assisi, considerato il patrono dell’ecologia in molte tradizioni cristiane. Tra i promotori dell’iniziativa, la Comunione anglicana, la Federazione mondiale luterana, il Consiglio mondiale delle Chiese e l’Alleanza evangelica mondiale, ma anche il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Per vivere al meglio questo mese, una guida è già disponibile on-line per esplorare il significato teologico della biodiversità della terra che alimenta il ciclo della vita. Il documento propone inoltre una liturgia per un incontro ecumenico di preghiera, delle letture bibliche a tema ecologico, dei link a commentari eco-teologici e ad inni. La guida suggerisce anche come le comunità possano lanciare campagne e partecipare a iniziative locali e globali per proteggere l’ecosistema.
«Ci lamentiamo che le creature di Dio stanno scomparendo dalla terra ad un ritmo che difficilmente possiamo comprendere — commentano nell’introduzione della guida i leader delle diverse Chiese aderenti all’iniziativa — dagli umili insetti ai maestosi mammiferi, dal microscopico plancton agli alberi torreggianti: piante e creature si stanno estinguendo e potrebbero scomparire per sempre». Questa devastazione «è di per sé una tragica perdita», proseguono gli autori della guida, che chiedono ai cristiani di «celebrare la bellezza del dono divino della Creazione, con la preghiera, attingendo ai salmi e ad altre scritture»; a «riflettere sul modo in cui distruggiamo il creato»; a «migliorare le conoscenze delle comunità cristiane sulla natura e l’ecologia» e a «difendere la natura nelle proprie case, scuole, chiese». «Incoraggiamo tutta la famiglia cristiana ad unirsi a noi in questo momento speciale per pregare, riflettere e intraprendere azioni coraggiose per preservare il creato in tutta la sua complessità e specificità», proseguono i membri del comitato direttivo del Tempo del Creato, auspicando che nei prossimi mesi i cristiani avranno «l’opportunità di parlare di una sola voce in diverse occasioni», come il vertice mondiale sul clima di settembre alle Nazioni Unite, il sinodo sull’Amazzonia a ottobre e il Congresso mondiale sulla natura a giugno. Un desiderio condiviso anche da Mauricio López Oropeza, segretario esecutivo della Rete Ecclesiale Panamazzonica, secondo il quale il Tempo del Creato è un’opportunità per riflettere «sui modi in cui amiamo le culture in tutta la loro diversità, specialmente la diversità delle comunità nell’Amazzonia. È un’opportunità per amare il volto di Dio e come si presenta nell’Amazzonia». Dal canto suo, in una lettera indirizzata ai vescovi di tutto il mondo, il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale ha invitato i cattolici «a unirsi alla famiglia ecumenica per celebrare il Tempo del Creato», durante il quale «i cristiani si uniscono in preghiera e azione per prendersi cura della nostra casa comune».

© Osservatore Romano - 17 luglio 2019