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Concluso in Russia l’incontro nazionale dei giovani cattolici. Non temere la chiamata di Dio

Quattro giorni sulle rive del lago Bajkal a confrontarsi su questioni quali la vita interiore e la vocazione, approfondendo il tema generale dell’evento: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio (Luca, 1, 30)». Si è concluso ieri a Bajkalsk, nell’oblast di Irkutsk (distretto federale siberiano), in Russia, l’ottavo Incontro nazionale dei giovani cattolici. Vi hanno partecipato duecentocinquanta fedeli tra i 16 e i 30 anni accompagnati dai vescovi delle rispettive diocesi, da diciassette sacerdoti e religiose di diverse congregazioni.
Era presente anche il nunzio apostolico in Russia e in Uzbekistan, arcivescovo Celestino Migliore: «Dio chiama ognuno a uscire da noi stessi attraverso l’attrattiva e le domande che la realtà suscita e ci lancia alla ricerca di un senso per cui valga la pena vivere. Questa è la vocazione», ha detto nell’omelia della messa di apertura. Raccontando la storia della sua vocazione, monsignor Migliore ha descritto l’entusiasmo di «poter diventare sacerdote e mettermi a servizio della gente come il mio vecchio parroco», e ha rivelato, una volta chiamato a Roma, di aver pianto «perché mi sentivo come tradito da Dio che adesso mi cambiava i piani». Poi, le parole del vescovo, che gli avevano dato «il coraggio di guardare in alto, di fidarmi di Gesù». Così come — ha concluso — «a molti di voi Gesù chiede di non aver paura e di seguirlo nella vita della famiglia, della professione, del lavoro e dell’impegno sociale, magari nel servizio pubblico alla società».
Il tema dell’incontro è stato scelto dalla Commissione episcopale per i giovani, presieduta dal vescovo di San Clemente a Saratov, Clemens Pickel. Il programma, molto denso, ha previsto numerosi momenti di preghiera e meditazione, interventi tematici e confronti a gruppi, iniziative nella natura e, sabato, un pellegrinaggio al monumento alle vittime della repressione, nel capoluogo Irkutsk, a circa 130 chilometri da Baikalsk. Le delegazioni diocesane sono state accompagnate ciascuna dal sacerdote responsabile per la pastorale giovanile. Raggiungere il luogo dell’incontro, soprattutto per i giovani venuti da Mosca, ha rappresentato un viaggio di quasi tre giorni.
Per ogni argomento è stata svolta una relazione di fondo e poi il confronto a gruppi. Si è anche tenuta una “fiera delle vocazioni” che ha visto il coinvolgimento di tutti i cattolici della città. «Vi suggerisco, cari giovani, di discutere la questione della vostra chiamata con Dio, in ginocchio», ha detto in una delle sue meditazioni il vescovo di San Giuseppe a Irkutsk, Cyril Klimowicz. «Si tratta della vostra vita, del vostro futuro, non abbiate paura, Dio non vuole il male per voi. La sua proposta e la sua grazia ci aiutano a compiere la vocazione. Se il Signore chiama veramente, allora darà il potere di realizzare questa chiamata», ha spiegato il presule.
«C’è sete di Dio e di preghiera tra questi giovani cattolici, che amano Maria e il rosario», ha dichiarato a VaticanNews padre Daniele Sollazzo, responsabile della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Madre di Dio a Mosca. La Russia «non è un paese cattolico», quindi questi ragazzi «vanno contro corrente per testimoniare la loro fede» e hanno bisogno di confrontarsi visto che in una nazione così vasta «hanno rare opportunità per incontrarsi, rinsaldare la fede e non sentirsi soli».

© Osservatore Romano - 25 luglio 2018

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