Lista rassegna stampa mondo

Aperti al mondo

giovanni x patriarcaDAMASCO, 22. «Apriamo il nostro cuore e le nostre mani a tutti i nostri fratelli di tutte le religioni e origini differenti che hanno a cuore il bene comune e la pace delle nostre terre e delle loro popolazioni»: è quanto si legge nel messaggio di Natale di Giovanni X , patriarca greco-ortodosso di Antiochia.
«Il messaggio del nostro oriente è un messaggio di pace e di apertura al mondo intero. Anatemi, violenze, espulsioni di popolazioni e terrore non fanno parte né del suo passato né del suo presente. Preghiamo — scrive il patriarca — affinché l’oscurità delle guerre sia illuminata dalla luce della grotta» e perché tutti si convincano «che la nostra regione non è un mercato per la vendita di armi e che il destino dei suoi uomini non è morire sulle rive dei mari». Giovanni X ha esortato a pregare «per la pace in Siria, mantenendo la stabilità del Libano, salvaguardando la Palestina e il benessere dell’Iraq e di tutti i paesi e i popoli di questo oriente. Preghiamo per Gerusalemme, ferita nei suoi luoghi santi, in modo che rimanga per sempre la città della preghiera. Preghiamo — ha aggiunto — per la pace in tutto il mondo e perché il Signore benedica il nuovo anno». Un pensiero particolare è rivolto anche ai due arcivescovi metropoliti di Aleppo, Gregorios Yohanna Ibrahim e Boulos Yazigi, rapiti il 22 aprile del 2013. «Preghiamo — ha proseguito il patriarca — per chiunque sia sfollato, rapito o perseguitato. La nostra preghiera durante la gloriosa notte di Natale sarà per tutti coloro che ci hanno preceduto nella speranza della Risurrezione e della vita eterna, in modo che il Bambino li possa stringere sul Suo Cuore Divino e scaldarli alla Sua divina misericordia». Nel messaggio il patriarca ha anche detto che «il nostro ricordo dell’oriente, che vive giorni dolorosi, non ci impedisce di dimenticare la presenza cristiana antiochena in tutti i paesi del mondo. Preghiamo il Bambino della grotta, chiedendo di concedere le sue grazie al mondo intero e ai fedeli della santa sede di Antiochia che vivono nelle varie diocesi qui e nei paesi di emigrazione». Infine, il patriarca rivolge, dal cuore della Chiesa di Antiochia al cuore di tutti, «i più fervidi auguri nella pace di Cristo, nato a Betlemme. Questa Natività è una testimonianza convincente che il cristianesimo è nato nel cuore di questo oriente e che ha fraternizzato con l’altro. Testimonianza anche che l’Antiochia cristiana tende la sua mano a tutti e abbraccia tutti i suoi figli di cui è orgogliosa, ovunque essi siano, fino ai confini del mondo, e che porta al mondo, attraverso la loro presenza, il Vangelo di Cristo e il suo messaggio».

© Osservatore Romano - 23 dicembre 2017

Share this post

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn