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A Singapore appuntamento con la storia

trump kimAppuntamento con la storia a Singapore per la completa denuclearizzazione della penisola coreana e per costruire un futuro di pace lungo il 38° parallelo. È stato questo l’obiettivo del vertice di oggi nell’isola-stato tra Donald Trump e Kim Jong-un, il primo faccia a faccia tra un presidente degli Stati Uniti e un leader nordcoreano da settant’anni.
Dopo la tanto attesa stretta di mano, durata più di dieci secondi, con Trump che ha rafforzato il contatto poggiando brevemente anche la mano sinistra sul braccio destro di Kim, il presidente e il leader nordcoreano hanno siglato un documento comune. Dopo la firma, immortalata dalle telecamere di tutto il mondo, Trump e Kim si sono spostati in un’altra sala del Capella Hotel, sull’isola di Sentosa, per una ulteriore sessione di colloqui allargati. Nel documento comune, Trump e Kim si sono impegnati a «lavorare verso la completa denuclearizzazione della penisola coreana». Trump — che prima dell’incontro con Kim ha avuto colloqui telefonici con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e con il primo ministro giapponese, Shinzo Abe — ha dichiarato che si impegnerà in prima persona per fornire «garanzie di sicurezza» alla Corea del Nord. Dal canto suo, Kim ha detto: «Abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico e il mondo vedrà un importante cambiamento». «Vorrei esprimere gratitudine al presidente Trump per aver fatto accadere questo incontro», ha aggiunto il leader nordcoreano ai giornalisti. «Non era facile arrivare a Singapore — ha precisato — c’erano ostacoli ma li abbiamo superati per esserci e ritengo che questo sarà un bene per la pace». Tra i punti principali del documento firmato a Sentosa, oltre alla denuclearizzazione della penisola coreana, figurano l’impegno «a stabilire nuove relazioni bilaterali che rispecchino il desiderio dei popoli dei due paesi di pace e prosperità», lo sforzo comune «per costruire uno stabile e duraturo regime di pace nella penisola coreana», l’impegno a recuperare le spoglie dei soldati statunitensi dichiarati dispersi durante la guerra di Corea, e il rimpatrio delle spoglie di quanti sono già stati identificati.

© Osservatore Romano - 13 giugno 2018

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