L'altra sera chiacchierando con mia figlia dicevo che alla fine leggere un qualsiasi libro fa sempre bene. Del resto scriveva Ferdinando Camon, “se non leggi non vivi”. La lettura è come una vaccinazione che agisce contro l'ignoranza, la disinformazione, il disinteresse per la vita politica, l'asocialità. E queste sono malattie gravi. La società dovrebbe avere tutto l'interesse a sconfiggerle, così “come ha interesse a sconfiggere il vaiolo o le altre malattie endemiche […]”. Addirittura, progredendo sempre più nella provocazione Camon arriva a scrivere che,“colui che non legge non può essere un buon figlio, o buon padre, o marito, o cittadino, o buon elettore[...] decide male per sé e per i figli, esprime giudizi disinformati, è un danno per la democrazia”.
 

Per la festa di san Giorgio

«Signore, risana la nostra vita affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo, e seminiamo bellezza e non inquinamento e distruzione». È questo il tweet pubblicato sull’account @Pontifex in occasione della giornata mondiale della terra indetta dalle Nazioni Unite. E al Papa, che festeggia il 23 aprile il suo onomastico, «L’Osservatore Romano» esprime gli auguri più affettuosi.

© Osservatore Romano - 23 aprile 2017
 

Per l’unità spirituale dell’Europa

L’attualità dei testimoni della fede in Polonia è tale che può ancora oggi essere «una fonte viva» per ispirare la nuova «opera di evangelizzazione». Rilanciando il valore delle radici della storia cristiana polacca, a cominciare da sant’Adalberto, Papa Francesco ha invitato a celebrare i seicento anni di Gniezno come sede primaziale. Nella lettera inviata il 10 aprile scorso all’a rc i v e scovo primate Wojciech Polak, il Pontefice ha infatti auspicato «che l’anno primaziale, e tutti gli avvenimenti a esso legati, diventino un’occasione per il discernimento delle nuove sfide e per la ricerca dei nuovi modi per far giungere al mondo contemporaneo il messaggio evangelico».
 
Oggi il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza le Loro Altezze Serenissime il Principe Regnante Hans Adam II e il Principe Ereditario Alois del Principato di Liechtenstein, i quali, successivamente, si sono incontrati con Sua Eminenza il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dal Rev. Mons. Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.
 

La domenica di Tommaso

di FABRIZIO BISCONTI

Durante la lunga e suggestiva veglia pasquale, nell’ambito del rito solenne del battesimo, i nuovi fedeli indossavano — come è noto — una simbolica e candida tunica, che portavano per tutta la settimana, sino alla domenica successiva che, per questo, era definita in albis , in quanto solo allora si deponeva questa veste (in albis depositis o deponendis ).
 
Stare con Gesù. «Il Signore ancora una volta ci ha sorpresi. Abbiamo riscoperto Dio in una nuova luce: lui è veramente l’unico Assoluto. Abbiamo sperimentato che le braccia del nostro Dio sono ancora aperte, che la sua pazienza ci attende sempre, per guarirci con il suo perdono e nutrirci con la sua tenerezza e la sua misericordia infinita». È un passaggio della lettera scritta dal Pontefice al francescano Giulio Michelini per ringraziarlo degli esercizi spirituali quaresimali predicati per la Curia romana, ad Ariccia, dal 5 al 10 marzo scorsi. Quella del frate minore, scrive Papa Francesco, è stata una lettura che «partendo dal dato esegetico» si è aperta «al mondo contemporaneo attraverso riferimenti letterari e notizie di attualità» e ha aiutato «a cogliere in profondità l’amore senza misura del Figlio di Dio per ciascuno di noi». Un cammino, si legge ancora nella missiva, che ha portato i presenti «a riscoprire la dimensione contemplativa nella nostra vita di sacerdoti e vescovi, privilegiando l’incontro con il Cristo sofferente e morente, cogliendone specialmente il senso più intimo degli ultimi momenti di vita terrena e delle ultime sue parole».
 

LA CROCE FESTEGGIA I 500 NUMERI

Lavoriamo al numero 500 del nostro quotidiano mentre l'eutanasia all'italiana viene varata dalla Camera dei Deputati con appena 37 voti contrari su 630 aventi diritto. Per fortuna il progetto di legge deve passare ancora al Senato e i tempi di questa disgraziatissima diciassettesima legislatura repubblicana vanno a compimento, ma certo se avevamo bisogno di trovare slancio per continuare a lavorare ogni giorno ad un quotidiano dichiaratamente prolife "contro i falsi miti di progresso", non poteva esserci giornata migliore di questa.
 

Manca tutto ma non la speranza

Testimonianza del ministro generale dei frati minori sulle condizioni di Aleppo

ALEPPO, 19. «Ad Aleppo la situazione è scioccante. Ho avuto occasione nella mia vita di visitare altre zone di guerra, specialmente in Africa, ma quello che ho visto ad Aleppo supera ogni immaginazione. Non ho mai visto nulla di simile»: è la testimonianza di fra Michael A. Perry, ministro generale dei frati minori, che ha raccontato al sito terrasanta.net la drammatica situazione nella città siriana, dove sabato scorso un’autobomba ha provocato la morte di 126 profughi, tra cui 68 bambini.
 

Quel filo rosso nell’enciclica

di MARTIN SCHLAG

Nel discorso pronunciato a conclusione dell’ultima sessione del concilio Vaticano II , Paolo VI paragonò la spiritualità del concilio all’«antica storia del Samaritano», in cui scorgeva «il paradigma della spiritualità del Concilio». Tramite il concilio, la Chiesa si rivolgeva all’umanità e ai suoi bisogni con la massima simpatia e «tutta si dichiara in favore ed in servizio dell’uomo», proponendo un «nuovo umanesimo» incentrato su Dio Padre, Cristo e Spirito Santo. L’altro pilastro concettuale, menzionato dal Beato nello stesso discorso, che aveva animato tutto il lavoro del concilio, era l’ottimismo, la visione positiva dell’uomo nella sua realtà concreta nella vita moderna: l’atteggiamento del concilio «è stato molto e volutamente ottimista».
 

La morte di Dio e gli atei

(GianPaolo Dotto) Il nucleo fondamentale della fede cristiana — che la separa nettamente da ogni altra religione e che l’accomuna all’ateismo — è la morte di Dio. Questa semplice verità, nuda e cruda, è spesso trascurata. Sia coloro che affermano che coloro che negano la fede cristiana nell’esistenza di Dio tendono a mettere da parte la croce.
 
Oggi, proprio nel giorno di Pasqua, il Papa emerito Benedetto XVI ha compiuto 90 anni. Per lui si è pregato nella Messa presieduta da Papa Francesco in San Pietro questa mattina. Tanti i messaggi di auguri che sono giunti a Sua Santità. In un messaggio la Conferenza episcopale italiana lo ha ringraziato per la sua opera, "che continua a interrogare e fecondare tutta la Chiesa". I festeggiamenti che si terranno domani, Lunedì dell’Angelo, avranno una forma molto semplice e riservata, presso nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. Per questa occasione, vi proponiamo la testimonianza di mons. Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, che segue ancora da vicino Benedetto XVI, e che ci racconta come vive le giornate del Papa emerito. L’intervista è dei colleghi di Radio Horeb, emittente cattolica tedesca:
 
Ho ritenuto opportuno in questi giorni pasquali, presentare un documento di S. Em. Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, letto in occasione del convegno su“Sacra Liturgia 2016”, tenuto a Londra, il 5-7-2016. Si tratta di una interessante allocuzione, pubblicata integralmente dalla rivista di Alleanza Cattolica, Cristianità( n. 382, ott.-dicembre 2016)
 
"Benedetto XVI è sereno, di buon umore, lucidissimo. Certo le forze fisiche diminuiscono. Nel camminare fa fatica, perciò usa un deambulatore che gli garantisce autonomia nel movimento e sicurezza. Le giornate sono ben scandite, come da sempre: preghiera, meditazione, lettura, studio, corrispondenza; ci sono anche visite, la musica ha certamente il suo posto insieme alla passeggiata quotidiana". Alla vigilia del 90° compleanno del Papa emerito abbiamo incontrato monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare di Benedetto XVI. Ecco cosa ci racconta
continua su SIR
http://agensir.it/chiesa/2017/04/15/i-90-anni-di-benedetto-xvi-laugurio-di-mons-ganswein-il-signore-gli-mantenga-la-pace-dellanima-e-la-gioia-del-cuore/
 
Un messaggio di auguri al Paese, alle “nostre Comunità”, a Papa Francesco e a Benedetto XVI per i novant’anni. Lo rivolge la presidenza della Conferenza episcopale italiana, in occasione della Pasqua.
 
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Sua Santità Papa Francesco il seguente messaggio:
 

Il sussidio di Pasqua

È online “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo”, il sussidio per il tempo di Pasqua. Curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale, il testo è disponibile sul sito dedicato ed è liberamente consultabile e scaricabile.
 

Tra il cielo e l’acqua

di RANIERO CANTALAMESSA

Abbiamo ascoltato il racconto della Passione di Cristo. Si tratta in sostanza del resoconto di una morte violenta. Notizie di morti, e di morti violente, non mancano quasi mai dai notiziari serali. Anche in questi ultimi giorni ne abbiamo ascoltate, come quella dei 38 cristiani copti uccisi in Egitto la domenica delle Palme. Queste notizie si susseguono con tale rapidità da farci dimenticare ogni sera quelle del giorno prima. Perché allora, dopo 2000 anni, il mondo ricorda ancora, come fosse avvenuta ieri, la morte di Cristo?
 

Auguri Pasquali dalle Clarisse di Camerino

Carissimi,
giungano a voi tutti i nostri auguri di una Santa Pasqua.
Vi ricordiamo nella nostra preghiera e vi affidiamo al Signore Gesù, nostro Redentore!

 

Nella lacerazione di Shabbat

di CRISTIANA DOBNER

Lo Shabbat è un vuoto da non eludere e da non considerare solo un passaggio momentaneo, anche perché cadremmo nel pregiudizio: noi già sappiamo come va a finire o crediamo di saperlo, in un giorno che non era ancora il sabato santo ma solo lo Shabbat prima di Pesach.
 

O CRUX, AVE SPES UNICA

Venerdì Santo – 14 aprile 2017. Basilica Vaticana. Celebrazione della Passione del Signore. Predica di P. Raniero Cantalamessa, OMF Cap, Predicatore della Casa Pontificia

La croce, unica speranza del mondo Abbiamo ascoltato il racconto della Passione di Cristo. Si tratta in sostanza del resoconto di una morte violenta. Notizie di morti, e di morti violente, non mancano quasi mai dai notiziari serali. Anche in questi ultimi giorni ne abbiamo ascoltate, come quella dei 38 cristiani copti uccisi in Egitto la domenica delle Palme.
 

CON LA SACRA LITURGIA NON SI SCHERZA

Il cristiano, il cattolico, ha bisogno sempre di alimentare la propria fede, rivedendo e studiando i fondamenti del proprio credere. Tra i temi più importanti c'è quello della liturgia. L'anno scorso il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, in un convegno proprio sulla Sacra Liturgia, ha letto un discorso che ogni battezzato dovrebbe conoscere e approfondire. Ma soprattutto ogni sacerdote dovrebbe studiare e presentare nelle catechesi parrocchiali. Io l'ho letto e studiato sulla rivista Cristianità (“Verso un'autentica attuazione di 'Sacrosanctum Concilium' “; ottobre-dicembre 2016; n.382)
 

Viene legato colui che scioglie Adamo

di MANUEL NIN

Il mistero pasquale nella tradizione bizantina viene inquadrato nella celebrazione della passione e morte del Signore in croce, la sua discesa all’Ade e la sua gloriosa risurrezione. Il Creatore di tutto, il Signore onnipotente e inaccessibile è inchiodato alla croce e muore. È messo in un sepolcro da Giuseppe di Arimatea e Nicodemo. Quindi il Signore che scende negli inferi per riprendersi Adamo e riportarlo al paradiso da cui era stato espulso.
 

La strada di casa

di HERMANN GEISSLER

Benedetto XVI parla della parabola dei due fratelli e del padre buono come «forse la più bella parabola di Gesù». E Papa Francesco accenna spesso a tale parabola per richiamare «la misericordia infinita di Dio». Oggi molti conoscono questa parabola, ma non sempre percepiscono il suo vero contenuto. John Henry Newman (18011890) da giovane pastore anglicano tenne due sermoni in cui spiegò l’atteggiamento interiore dei due fratelli. In questa meditazione cerchiamo di cogliere il messaggio del primo di questi sermoni, intitolato Il pentimento cristiano , pronunciato il 20 novembre 1831.
 

Luce ecumenica

Proclamare la vittoria della vita sulla morte per costruire insieme la pace: con tali parole si potrebbe pensare alla celebrazione della Pasqua di quest’anno che i cristiani vivono nello stesso giorno, per la coincidenza dei calendari giuliano e gregoriano, come era accaduto nel 2014 e come accadrà solo nel 2025.
 

A Valladolid il sermone delle Sette parole

di NURIA CALDUCH BENAGES

Le Sette Parole sono molto più delle sette parole che Gesù pronunciò sulla croce. Le sette parole sono molto più che parole; sono fatti, sono eventi, sono esperienza vissuta, sono dolore e sofferenza, sono gioia e speranza. Ognuna singolarmente e tutte nel loro insieme sono espressione e sintesi della vita di Gesù, una vita donata liberamente per amore all’umanità. Come introduzione al sermone, vorrei citare un frammento delle Sette parole di Cristo sulla croce , opera che san Roberto Bellarmino scrisse per prepararsi a morire bene e alle quali ricorrerò spesso nel mio commento alle sette parole.
 

Nessuno separi verità, misericordia e gioia

Nessuno cerchi di separare le «tre grazie del Vangelo»: la verità «non negoziabile», la misericordia «incondizionata con tutti i peccatori» e la gioia «intima e inclusiva». È quanto ha raccomandato Papa Francesco nell’omelia della messa crismale presieduta nella mattina del Giovedì santo, 13 aprile, nella basilica Vaticana. Rivolgendosi ai quasi duemila preti che hanno concelebrato con lui rinnovando le promesse sacerdotali, il Pontefice ha parlato della missione del «lieto annuncio».
 
Questo pomeriggio Papa Francesco si reca nel Carcere di Paliano, in Provincia di Frosinone. Qui presiederà la Messa in Coena Domini che segna l’inizio del Triduo Pasquale con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti. Il servizio del nostro inviato a Paliano Davide Dionisi:

 
Il libro di Carlo Puca,“Il Sud deve morire”, edito da Marsilio (2016) può essere facilmente liquidato come l'ennesimo saggio inchiesta sui mali del nostro Meridione. Forse è vero, ma Puca va oltre, non si limita ad elencare quello che non va, ma auspica una rivolta morale dei cittadini che ancora vogliono lottare e non solo quelli meridionali, anche quelli che vivono al Nord. Del resto hanno fatto lo stesso i due noti giornalisti, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, nel loro “Se muore il Sud”, pubblicato da Feltrinelli, nel 2013.