Così ha detto in una intervista a ZENIT il ginecologo e docente di Medicina dell’Età prenatale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, denunciando quell’ideologia che utilizza le moderne tecnologie prenatali per far crescere le paure e indurre all’aborto.
“La diagnosi prenatale ha amplificato le conoscenze del mondo prenatale migliorando enormemente, nelle coppie, la consapevolezza e la responsabilità nei confronti del nascituro”, ha spiegato il professore.
Da un punto di vista scientifico questo ha rappresentato un formidabile mezzo di ricerca della relazionalità tra madre e concepito. Continua su ZENIT