La minaccia digitale più efficace non attacca i sistemi: attacca la percezione. “Hackerare la mente” di Iezzi e Fusco mappa le vulnerabilità cognitive che algoritmi e social engineering sfruttano sistematicamente. La postfazione di mons. Renzo Pegoraro rilancia la posta: difendere la libertà di pensiero è una sfida spirituale prima ancora che tecnica
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