In un tempo in cui il suicidio assistito viene raccontato come “diritto” e l’identità come un terreno interamente autodeterminato, il rischio è che la società smarrisca i suoi fondamentali: il senso della vita, il peso educativo della famiglia, la solidità dei legami, persino la capacità di generare futuro. È questo il quadro che emerge dalle parole di Mario Polia, storico, antropologo, etnografo, archeologo ed esperto di Storia delle religioni, intervistato da Pro Vita & Famiglia.
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