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Le sedi di Pro Vita si chiudonoOgni anno l’8 marzo, assistiamo al solito rito delle donne più o meno politicizzate che manifestano contro un improbabile patriarcato, inesistente almeno per quanto riguarda l’Italia. Da sempre ho rifiutato di festeggiare questa pseudo festa e non mi sono mai sognato di portare una mimosa a nessuna donna compresa la mia consorte.

Non credo a queste feste che odorano di rivendicazione classista, tra l’altro come scrive Messori basata su una fake news storica. Essendo cattolico ho un grande rispetto per tutte le donne di qualsiasi razza e soprattutto mi inchino davanti a loro per il grande compito che hanno di generare e di educare. Già sento le critiche, e visto che ci sono un applauso al cantante napoletano che ha vinto Sanremo con quel brano che forse senza volerlo ha sbrindellato il mainstream imperante. Andiamo alla cronaca delle manifestazioni delle cosiddette femministe “Non una di meno” (che razza di sigla) intanto si sono distinte per aver cacciato le donne iraniane che volevano partecipare per ricordare le donne uccise dal regime. Un gesto doppiamente grave sia per la situazione che sta vivendo il popolo iraniano sia perché avviene in un corteo durante la Giornata della donna. Per queste donne sinistre, si vede che esistono donne che meritano di essere prese in considerazione e altre no. Inoltre, anche quest’anno sembra che abbiano cercato di assalire la sede di Pro Vita & Famiglia a Roma, i militanti dell’associazione sono colpevoli di combattere l’aborto. “Le sedi di Pro Vita si chiudono col fuoco ma coi pro vita dentro sennò è troppo poco. E se un provita muore: champagne! E se non muore: molotov!”. Sono gli agghiaccianti cori intonati vicino alla sede di Pro Vita & Famiglia a Roma, durante il corteo per l’8 marzo.

«Immaginiamo la scena a parti invertite – commenta l’associazione in una nota -, se dei manifestanti pro life avessero rivolto minacce di morte ad associazioni transfemministe o Lgbt. Sarebbe scoppiato uno scandalo nazionale, con titoli di apertura su tutti i giornali e i vari Schlein, Zan, Conte, Gualtieri e Boldrini si sarebbero stracciati le vesti. Dove sono ora? Non hanno nulla da dichiarare contro questo odio?». I dirigenti di Pro Vita & Famiglia, ogni anno si aspettano la solidarietà dei leader della sinistra italiana, che puntualmente, non arriva mai. E’ un desiderio inutile, perché queste donne sono dei sodali di quei partiti di sinistra che nei loro programmi sostengono valori diametralmente opposti a quelli di Pro Vita. Inoltre, l’associazione ha biasimato i manifesti affissi, nelle strade adiacenti alla sede, firmati da qualche sinistro collettivo (non diamo troppa visibilità), che scimmiottano i messaggi originali di Pro Vita & Famiglia. Una sequenza di provocazioni e minacce neanche troppo velate: “Pro Vita parassita a che pro sei in vita?”; o ancora: “Pro Vita: prepotenti omofobi, contro la vita e la libertà di tutti” e persino un attacco al diritto all’obiezione di coscienza, definita “violenza commessa su chi sceglie di praticare un aborto”. Naturalmente, «Solo il presidio costante delle forze dell’ordine – si legge nella nota di Pro Vita & Famiglia – ha impedito che i facinorosi si avvicinassero fisicamente alla sede. Un presidio che ringraziamo sentitamente, e che purtroppo conosciamo bene perché si rende necessario ad ogni manifestazione simile, soprattutto dopo il gravissimo attacco del 25 novembre 2023 quando i collettivi transfemministi lanciarono un ordigno all’interno della nostra sede dopo aver sfondato le vetrine. Solo per un caso fortuito non andò tutto a fuoco». Per la verità in un post su Fb avevo scritto che sarebbe opportuno in questi casi presidiare la sede da amici pronti (bisogna vedere la disponibilità) a usare la forza, visto che questa gente non sa cosa sia la tolleranza.

Torino, 11 marzo 2026

S. Costantino re e martire.                     DOMENICO BONVEGNA