Agrippino CastaniaIl discorso che Papa Leone XIV ha rivolto ai partecipanti al Progetto Policoro della CEI, ricevuti in udienza il 21 febbraio, mi ha riempito il cuore pieno di gioia. Il Pontefice con il suo stile pacato e riflessivo ha indotto i presenti a delle sane riflessioni. Papa Leone XIV ha comunicato delle cose dalla grande importanza esistenziale.
Il Progetto Policoro ha raggiunto l'importante traguardo dei 30 anni, un risultato veramente importante. "Voi giovani siete il volto bello - afferma Sua Santità nel corso del suo discorso davanti alla platea - dell’Italia che non si arrende, non si rassegna, si rimbocca le maniche e si rialza. In trent’anni avete seminato un’immensa quantità di bene che vale la pena raccontare: giovani che si sono impegnati nel sociale e nella politica; vite che si sono rimotivate grazie al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa. Sono stati detti tanti “no” a scorciatoie di corruzione, sfruttamento del lavoro e ingiustizie; alcuni beni confiscati alle mafie sono diventati investimenti nel sociale; sono nate cooperative che hanno fatto fiorire città e territori; molti giovani sono stati accompagnati nel creare attività imprenditoriali. In più, avete speso ore nelle scuole e nelle parrocchie per educare al senso del lavoro e della giustizia, per formare alla pace, per sensibilizzare al bene comune. Avete medicato le ferite di giovani tenuti ai margini, delusi e disimpegnati. Grazie per tutto questo bene seminato! Grazie perché avete ben chiaro che nessun giovane nella vita può essere lasciato “in panchina”, ma va sostenuto nel realizzare i suoi sogni e nel migliorare il mondo".
Parole bellissime quelle del Papa, che arricchiscono ognuno di noi. "C’è ancora bisogno - continua - del vostro impegno, soprattutto in una stagione di inverno demografico, di spopolamento delle aree più fragili del Paese, di giovani che rischiano di essere demotivati e di chiudersi. Nessuno dev’essere trascurato. Nessuno deve sentirsi abbandonato. Il Progetto Policoro è nato come esperienza ecclesiale ed è il frutto della fantasia di una Chiesa che non solo vuole fare qualcosa per i giovani, ma li rende protagonisti del suo cammino e del futuro di ogni territorio. Con voi siamo Chiesa al servizio del mondo, come lievito nella pasta".
Il Pontefice ha inoltre precisato che uno degli atteggiamenti più belli che essi vivono quotidianamente è quello dell’accompagnamento. "Le Diocesi vi scelgono - sottolinea - e vi prendono per mano, e voi affiancate giovani alla ricerca di una strada nel lavoro, nell’economia e nella società. In questo modo, il vostro impegno per rispondere alla crisi lavorativa e sociale del Mezzogiorno si è trasformato in rinnovato coinvolgimento anche di altri territori. È sempre il momento di contagiare col vostro entusiasmo e con la vostra sensibilità anche i luoghi più refrattari e le persone più rassegnate. Guardando avanti, non perdete di vista i riferimenti che vi hanno condotto fino a qui e che vi permetteranno di camminare ancora a lungo. In questo momento, vorrei idealmente riconsegnarli di nuovo a tutti voi". I giovani che hanno assaporato con attenzione ogni frase del Papa, sono stati particolarmente emozionati perché egli ha toccato i loro cuori. Un momento veramente speciale, incentrato su sane riflessioni.