Le parole che hanno cambiato il mondo

I rotoli di Qumran a Toronto
"Le parole che hanno cambiato il mondo" recita il sottotitolo della mostra "I rotoli del Mar Morto", inaugurata nei giorni scorsi a Toronto $\e aperta al pubblico fino al 3 gennaio del prossimo anno (come si legge sul sito del Royal Ontario Museum, www.rom.on.ca). Non è un'esagerazione pubblicitaria:  l'esposizione riunisce infatti 17 autentiche pergamene di Qumran contenenti alcuni dei più famosi testi nella storia e i più antichi testimoni noti della Bibbia ebraica (di cui quattro mostrati al pubblico per la prima volta). Accanto alle pergamene - che includono frammenti dei libri della Genesi, del Deuteronomio e dei Salmi e alcune tra le più antiche versioni del Decalogo - sono in mostra anche duecento oggetti rinvenuti insieme ai manoscritti. Era l'aprile del 1947 quando un giovane pastore beduino, Muhammad el Dib, diede per caso avvio alle scoperte trovando decine di giare ancora sigillate contenenti uno straordinario tesoro:  un complesso di testi che come nessun altro permette di contestualizzare le origini del cristianesimo descritte nel Nuovo Testamento. Da allora documenti dall'inestimabile valore storico sono passati da un acquirente all'altro, a volte disperdendosi, fatti a pezzi dai venditori per ottenere un maggior guadagno, mentre la storia faceva il giro del mondo, accendendo curiosità legittime e dando vita a inesistenti misteri. Rivalità fra studiosi hanno rallentato l'edizione critica dei testi ritrovati; da qui fantasie e leggende, spesso variazioni sull'immancabile tema del complotto, il più delle volte ordito dal Vaticano che, preoccupato di conseguenze negative per la fede cristiana, si sarebbe naturalmente accordato con le autorità israeliane per impedire la pubblicazione dei manoscritti.

(©L'Osservatore Romano - 30 luglio 2009)