Giovedì Santo - Messa del Crisma

oli santiColletta
O Padre, che hai consacrato il tuo unico Figlio
con l'unzione dello Spirito Santo
e lo hai costituito Messia e Signore,
concedi a noi, partecipi della sua consacrazione,
di essere testimoni nel mondo
della sua opera di salvezza,
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 


Prima lettura 
Is 61,1-3.6.8-9
Il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri e a dare loro un olio di letizia. 
Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l'anno di grazia del Signore,
il giorno di vendetta del nostro Dio,
per consolare tutti gli afflitti,
per dare agli afflitti di Sion
una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell'abito da lutto,
veste di lode invece di uno spirito mesto.
Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,
ministri del nostro Dio sarete detti.
Io darò loro fedelmente il salario,
concluderò con loro un'alleanza eterna.
Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 88
 

Canterò per sempre l'amore del Signore.

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l'ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.


La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s'innalzerà la sua fronte.
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza». 
 


Seconda lettura 
Ap 1,5-8
Cristo ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre. 
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo

Grazia a voi e pace da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,
anche quelli che lo trafissero,
e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto.
Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Is 61,1)
Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
 


Vangelo 
Lc 4,16-21
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione.
 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l'anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore
 


Commento

"Lo Spirito del Signore è sopra di me"

La messa del Crisma del Giovedì santo è uno dei momenti preziosi per tutta la comunità cristiana che fa memoria efficace che Cristo Risorto è in mezzo a noi, vivo, presente, efficace e che in Lui si è compiuta la Parola di Dio.
Questa celebrazione anticipa in certo qual modo quella della Cena del Signore.

Infatti oggi è il giorno sacerdotale per eccellenza.

Il sacerdote infatti è colui che riceve in dono, per la Chiesa e tramite la Chiesa, il dono dello Spirito per:
fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
promulgare l'anno di grazia del Signore,
il giorno di vendetta del nostro Dio,
per consolare tutti gli afflitti,
per dare agli afflitti di Sion
una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell'abito da lutto,
veste di lode invece di uno spirito mesto.


In questa giornata di grazia non solo celebriamo Cristo, sommo sacerdote, ma ogni sacerdote, legittimamente istitutito che è chiamato al compito di Cristo di stare davanti a Dio e stare davanti all'uomo.

E' festa della comunità perché è la comunità che rende lode a Dio per il dono del sacerdozio e si fa carico, nell'amore obbediente, di ogni sacerdote cattolico, fedele alla Chiesa, al proprio vescovo e al Santo Padre.

La comunità rende lode per "l'unto del Signore" e per ogni unzione.
Come diceva Papa Benedetto XVI nell'omelia della S. Messa Crismale del 2006 "Il mistero del sacerdozio della Chiesa sta nel fatto che noi, miseri esseri umani, in virtù del Sacramento possiamo parlare con il suo Io: in persona Christi. Egli vuole esercitare il suo sacerdozio per nostro tramite. Questo mistero commovente, che in ogni celebrazione del Sacramento ci tocca di nuovo, noi lo ricordiamo in modo particolare nel Giovedì Santo. Perché il quotidiano non sciupi ciò che è grande e misterioso, abbiamo bisogno di un simile ricordo specifico, abbiamo bisogno del ritorno a quell'ora in cui Egli ha posto le sue mani su di noi e ci ha fatti partecipi di questo mistero."

Lode perfetta è quella che si volge a Dio con un cuore umile e obbediente.

Perché se è vero che è la chiamata di Cristo che fa il Sacerdozio nella sugellazione della traditio apostolica è anche vero che è l'obbedienza del fedele al sacerdote che "scioglie" questo dono di grazia dell'unzione e lo rende fecondo nel suo cuore e nell'ambiente intorno a sé.

Amate dunque i vostri sacerdoti; amateli indipendentemente dai loro limiti e difetti umani e persino indipendentemente dal loro peccato.
Amateli per fede e chiedete loro più che la perfezione morale e di comportamento, chiedete e pregate per la retta fede e la retta dottrina.
Perché contro il peccato c'è perdono ma contro l'errore c'è solo la verità del Vangelo e del magistero della Chiesa.
E' l'errore infatti che genera ogni eresia, microscopica e macroscopica.
I fedeli dunque sono chiamati a chiedere ai loro sacerdoti fede retta, dottrina chiara e fedele.
Obbedienza al proprio vescovo e al santo padre.

E un sacerdote obbediente genera obbedienza e diffonde realmente ed efficacemente,
meglio di qualunque agire pastorale e di ogni opera e carisma,
il suo stare davanti a Dio e davanti all'uomo e, in una parola sola, il suo essere "in persona Christi".
Ogni unzione infatti chiede e genera un Amen e, se rettamente vissuta, propaga nel fedele un "Amen", come quello eterno di Gesù al Padre.


Paul