VII domenica del tempo ordinario - Anno B

Colletta
Il tuo aiuto, Padre misericordioso,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere
ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
Dio della libertà e della pace,
che nel perdono dei peccati
ci doni il segno della creazione nuova,
fa' che tutta la nostra vita riconciliata nel tuo amore
diventi lode e annunzio della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 
 


Prima lettura 
Is 43,18-19.21-22.24-25
Per amore di me stesso non ricordo più i tuoi peccati. 
Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi.
Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Tu mi hai dato molestia con i peccati,
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
e non ricordo più i tuoi peccati».

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 40
 
Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.

Beato l'uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.


Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato».


Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen. 
 


Seconda lettura 
2Cor 1,18-22
Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
 
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no». Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria.
È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.
 


Vangelo 
Mc 2,1-12
Il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra. 
+ Dal Vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore
 



Il Commento

Questo è il Vangelo della fede, quell'adesione a occhi chiusi che precede tutti i miracoli e le guarigioni di Gesù.
La fede è la condizione senza la quale nessun miracolo è possibile.
I miracoli non servono per convincere qualcuno a credere alla straordinarietà di Gesù, all'unicità dell'Uomo-Dio.
I miracoli sono solo il frutto dell'amore di Dio per l'uomo che crede in Lui.

In questo passo del Vangelo di Marco si va ancora oltre perché quello che colpisce non è tanto il miracolo della guarigione fisica del paralitico, quanto la domanda che precede il miracolo:
"Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?".

Di fronte all'atteggiamento scandalizzato degli scribi che non gli riconoscono il potere di perdonare i peccati Gesù si lascia provocare e compie qualcosa, agli occhi degli uomini, di ancora più straordinario, secondo la loro mentalità "carnale": dice al paralitico di alzarsi e di camminare e questi lo fa, sotto lo sguardo attonito dei presenti.
Con la sua domanda retorica e con la sua azione miracolosa Gesù vuole dirci che il vero miracolo, l'unico che effettivamente serva davvero è quello della guarigione spirituale, quello del perdono di Dio, vero miracolo dell'amore, guarisce l'uomo radicalmente e lo abilità ad amare con il cuore di Dio.
E' questa la risposta di Gesù alla fede dell'uomo che si affida a Lui.

Oggi abbiamo vero bisogno che questo miracolo si compia tra gli uomini, nella quotidianità di vite normali e nella straordinarietà delle situazioni di odio e di rancore che portano alle guerre, al terrorismo e alla vendetta.
Ed è a questo che deve essere rivolta la nostra preghiera, una richiesta incessante ed accorata perché l'amore di Dio porti il perdono laddove si cercano i segni della straordinarietà; straordinarietà che non può verificarsi se non nell'adesione coraggiosa, coerente e quotidiana alla Parola di Dio, e all'intimità con Cristo.

Paolo Aragona    www.paoloaragona.com

San Lorenzo, Diacono e Martire, festa

S. Lorenzo, diacono di Roma e martire († 258)

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