Santo Natale del Signore Gesù Cristo

santo-natale-2.jpgSanta Messa del giorno di Natale

Colletta
O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa' che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...


Prima Lettura  Is 52,7-10
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio

 
Dal libro del profeta Isaia
Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace,
messaggero di bene che annunzia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Senti? Le tue sentinelle alzano la voce, insieme gridano di gioia,
poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore in Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli;
tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.


Salmo Responsoriale  Dal Salmo 97

Tutta la terra ha veduto, la salvezza del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.


Seconda Lettura   Eb 1,1-6
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.


Dalla lettera agli Ebrei  
Dio, che aveva gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo. 

Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei cieli, ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. 
Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato"? E ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: "Lo adorino tutti gli angeli di Dio".

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.
  


Vangelo  Gv 1,1-18
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.


Dal vangelo secondo Giovanni  
[ In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. ]
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
[ Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. ]
Giovanni gli rende testimonianza e grida:
«Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.



Commento

"Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato."


La gioia che pervade il Santo Natale non è solo la gioia della Famiglia di nazareth.
Ma anche la gioia di ogni famiglia e di ogni uomo e di ogni donna.
Questo perché anzitutto è la gioia dell'Amore del Padre, fatta carne, nel tempo.
La generazione eterna del Figlio che è la gioia del Padre si è resa manifesta nel tempo con il Natale.
Il Padre ha voluto dare un'immagine reale e concreta della sua paternità e della sua maternità con Giuseppe e Maria.
Ecco perché non si può essere tristi a Natale, perchè riecheggia la gioia di Dio.

Il Padre viene rivelato proprio da questa gioia fattasi carne in un "semplice" neonato.
La vita nuova, ogni vita nuova, ogni parto, ogni gravidanza porta in sé questa gioia.
Il lavoro che fa il tentatore è proprio quello di distrarre dalla Gioia e dalla fecondità.
satana è nemico dell'uomo e della gioia; è infecondo e artificioso per mestiere e natura.

Lo sforzo che dobbiamo chiedere al nostro cuore è quello di fermarci e non farci distrarre da nulla ed immergerci a piene mani in questa Gioia.
Qui c'è la vita. Qui la pienezza.
Qui il destino di ogni uomo e ogni donna. Qui il senso.
Qui lo stupore e l'ardore.
Qui la pienezza dell'Amore.

Il regalo più grande che possiamo fare per Natale è quello di rimanere in silenzio e farci pervadere dalla gioia.
Relativizzare ogni tristezza e cogliere la Gioia del Padre che nel Suo Figlio ci ha amato. Anzi ci ama oggi come ieri e come domani.
Lodiamo dunque il Padre con tutta la gioia possibile. Lodiamolo nell'innocenza del Figlio e nel gaudio dello Spirito.
Questa Gioia converte e muove a fare la carità del cuore,
amare i nemici, condividere i beni, aiutare i bisognosi, visitare i carcerati, nutrire gli affamati, sopportare i molesti, confermare i dubbiosi, perdonare di cuore, sia se stessi che i fratelli.
La Gioia del Padre è il principio dell'essere e il culmine della salvezza.

Regaliamo volentieri ciò che abbiamo ricevuto e facciamo tacere ogni distrazione e ogni dissipazione del cuore.

Maria



Sussidio proposto dal Monastero del Sacro Cuore

docAnno_B_25_dicembre_Natale_del_Signore.doc

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congratio-pro-clericis«Oggi è nato per noi il Salvatore». Così canta il ritornello del Salmo responsoriale nella Messa della Notte e così afferma sempre la Liturgia: non duemila anni fa Cristo è nato, è morto, è risorto... ma oggi! Nel Mistero della Divina Liturgia, Cristo veramente oggi è nato. E, nella Messa dell’Aurora, il ritornello del Salmo fa da controcanto: «Oggi la luce risplende su di noi».
La Liturgia, perciò, si caratterizza come scuola della fede. Solo l’occhio della fede sa vedere questo «oggi»: solo chi crede riconosce che il Natale non è un ricordo nostalgico, una favola puerile o, peggio, un’illusione consolatoria. La fede vede che oggi è nato il Salvatore.
Ma la fede non è una scelta irrazionale, senza fondamento nel pensiero e nella parola, perché il cristianesimo è fede nel Logos: il Pensiero-Parola in Dio, fattosi uomo per la nostra salvezza. Nella seconda lettura della Messa della Notte, san Paolo dice: «è apparsa la grazia di Dio». E il Salmo della Messa dell’Aurora afferma: «Tutti i popoli vedono la sua gloria», cioè la gloria di Dio.
Per definizione, la grazia è invisibile, come può dunque essere apparsa? E come si può vedere la gloria di Dio? Entrambe si possono vedere sul volto umano di Cristo. Siamo ancora lì, al tema della fede: solo chi guarda al Bambino di Betlemme con fede non vede solo l’uomo, ma vede il Dio invisibile fatto visibile, il Verbo fatto carne, la Grazia in Persona che si dona alla natura umana.
La credibilità della fede riposa sulla credibilità di Gesù Cristo, sull’unicità della sua Parola, sui segni che la accompagnano e la dimostrano quale Parola vera ed efficace di Dio. Per questo, «I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto» (Vangelo della Messa dell’Aurora). Noi non glorifichiamo più un Dio sconosciuto ed enigmatico: noi adoriamo ciò che conosciamo, ciò che abbiamo veduto e toccato, perché la Vita si è resa visibile.
Il Natale ci insegna la concretezza del cristianesimo, che non è un sentimento, bensì una relazione di mente e di cuore con una Persona, Gesù Cristo, il Verbo incarnato, cui è dedicato il mirabile inno giovanneo della Messa del Giorno.



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