Santissimo Corpo e Sangue di Cristo - Corpus domini - Anno B

eucarestia-22.jpgColletta
Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa' che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre...

Oppure:
Signore, Dio vivente,
guarda il tuo popolo radunato intorno a questo altare,
per offrirti il sacrificio della nuova alleanza;
purifica i nostri cuori,
perché alla cena dell'Agnello
possiamo pregustare la Pasqua eterna
della Gerusalemme del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima lettura 
Es 24,3-8
Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi.
 

Dal libro dell'Èsodo

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d'Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l'altra metà sull'altare. Quindi prese il libro dell'alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

Parola di Dio 

Salmo responsoriale 
Sal 115
 

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
 
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. 


Seconda lettura 
Eb 9,11-15
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.
 

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.

Parola di Dio 

Sequenza
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l'esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell'intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev'essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
 


Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia. 


Vangelo 
Mc 14,12-16.22-26
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
 

+ Dal Vangelo secondo Marco

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Parola del Signore
 


Commento

Amen, Signore Gesù

Sono passati più di cinquanta giorni dalla Pasqua, il Signore è già asceso al cielo, dove può di nuovo bere il frutto della vite.

E continua a berlo insieme a noi.
Il rapporto che si instaura tra noi e Gesù è quello evidenziato da un lato dal "tu" dei discepoli verso Gesù e dall'altro dal "noi" di Gesù nei confronti dei discepoli (cf. vv. 12, 15).
Il "tu" dei discepoli diventa un "noi" per Gesù.
Anche qui, come in altri brani di Marco (cf. 3,31-35; 8,31-33; 10,42-45), si evidenzia il lato tipicamente umano, quello del "tu" che relativamente a se stessi diventa un "io", con il lato divino di Cristo che guarda oltre se stesso e pensa a(l) "noi".

Egli sa bene che non è celebrare solamente il rito della Pasqua, quanto un condividere se stesso, ed intende condividerlo con noi.
Totalmente, interamente, fino in fondo, senza riserve.
Carne e sangue, nella presenza del pane e del vino, sono dono di Gesù al mondo, un dono a ciascuno che si fa sempre realmente presente nella cerimonia eucaristica.

E qui Lui fornisce l'insegnamento e ancor più la sua consegna che i discepoli non riescono ancora a cogliere, o almeno non integralmente.
Gesù dona se stesso a noi, ogni volta che celebra la Pasqua con noi, ogni volta muore e risorge per noi.
Ogni volta si consegna per noi. Un dono di fedeltà e di amore assoluto e completo.
Un amore e una fedeltà che ri-creano ogni volta.

Quell'io a cui noi facciamo sempre riferimento, per Gesù non esiste in forma egoistica e narcisistica, Egli è dono, diventa dono, si fa pane e vino, si fa vita per noi.
Egli è dunque la nostra vita ed anche sorgente di salvezza per noi.

Ma da dove passa questa salvezza? Passa attraverso la morte, attraverso il sacrificio che Gesù fa di sé per noi.
E se è vero che poi vi è la risurrezione, Egli non fugge il dolore, non fa passare il calice, lo beve, nonostante sia un calice amaro, un calice che solo Lui è in grado di bere.
Passando attraverso Lui quel sapore amaro svanisce, mutandosi nel delicato sapore del vino a cui ciascuno di noi può accedere (cf. 10, 39), anche nei momenti più dolorosi.
Il giogo di Gesù è leggero proprio perché Lui si è accollato la parte più pesante e più difficile, impossibile per l'uomo; con Lui, il sapore amaro dell'olio nell'orto degli Ulivi si trasforma per noi nell'olio profumato, nel pane fragrante, nel vino delizioso e sobrio che Egli ci ha concesso con il sacrificio della sua carne e del suo sangue.

Non è metafora; non è mistica disincarnata ma necessità, fondamentale e vitale, di immergersi totalmente nel mistero presente.
Per valorizzare tutto questo occorre in primo luogo una fede ben radicata in Lui e nell'Eucarestia, reale presenza di Cristo Risorto, nonché la consapevolezza che al sacramento dell'Eucaristia corrisponde il sacrificio gratuito, totale e senza riserve di Cristo per la salvezza del mondo e di ciascun uomo.
Occorre dunque che l'Amen che proclamiamo nella dossologia liturgica (Per, Cristo, con Cristo ed in Cristo, a Te Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo...) risuoni realmente nell'Amen che proclamiamo prima di ricevere la Santa Eucarestia.

Amen, Signore, io credo e mi consegno totalmente a te che tutto ti sei consegnato a me.
 
Milko G. - Paul
 
 
Altri spunti
 
" Corpus Domini, l'Amore si fa carne perchè la carne si trasfiguri
" La stima di sé e la Verità della coppia
" Francesco d'Assisi modello d'amore eucaristico
" MANE NOBISCUM DOMINE
" Redemptionis sacramentum
" Abramo padre nella fede, maestro nell'ascolto, cantore delle meraviglie di Dio
Vd sezione documenti


 Inno antico per il sabato Santo
Borgia, Frammenti eucaristici antichissimi, p. 46-50

« Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti  »

Oggi abbiamo contemplato sull'altare il nostro Signore Gesù Cristo.
Oggi ci siamo nutriti del carbone ardente (Is 6,6), all'ombra del quale cantano i Cherubini.
Oggi abbiamo sentito la voce potente e dolce dirci:

Questo corpo brucia le spine dei peccati, illumina le anime degli uomini.
Questo corpo è stato toccato dalla donna che aveva delle perdite di sangue ed è stata liberata dalla sua infermità.
Questo corpo è stato visto dalla figlia della Cananea ed è stata guarita.
Questo corpo è stato avvicinato dalla peccatrice, con tutta la sua anima, ed è stata liberata dal fango del suo peccato.
Questo corpo è stato toccato da Tommaso ed egli l'ha riconosciuto esclamando: «Mio Signore e mio Dio».
Questo corpo, grande e altissimo, è il fondamento della nostra salvezza.

Un tempo colui che è il Verbo e la Vita ci dichiarò:
«Questo sangue è stato versato per voi ed è stato dato per la remissione dei peccati».
Abbiamo bevuto, carissimi, il sangue santo e immortale.
Abbiamo bevuto, carissimi, il sangue che è uscito dal fianco del Signore,
che guarisce ogni malattia, che libera tutte le anime.
Abbiamo bevuto il sangue per mezzo del quale siamo stati riscattati.
Siamo stati riscattati e istruiti, siamo stati illuminati.
Guardate, fratelli, quale corpo abbiamo mangiato!
Guardate, figlioli, quale sangue ci ha inebriati!
Guardate l'alleanza conclusa con il nostro Dio, perché non veniate ad arrossire, nel giorno terribile, nel giorno del giudizio (cfr 1 Cor 11,29)

Chi è in grado di glorificare il mistero della grazia?
Siamo stati ritenuti degni di partecipare al dono.
Vigiliamo fino alla fine, per sentire la sua voce beata, dolce e santa:
«Venite benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi» (Mt 25,34)...

Carissimi, celebriamo le meraviglie del battesimo di Gesù (cfr Mtc 10,38), la sua santa e vivificante risurrezione,
grazie alla quale la salvezza è stata data al mondo.
Tutti ne aspettiamo il compimento beato,
nella grazia e nella benevolenza del nostro Signore Gesù Cristo:
a lui sono la gloria, l'onore e l'adorazione.

© il vangelo del giorno




Segue sussidio proposto dal Monastero del Sacro Cuore

docSantissimo_Corpo_e_Sangue_di_Cristo.doc

Martedì della III settimana di Quaresima

S. Caterina da Bologna, vergine O.S.C. (1413-1463)

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