IV domenica del tempo ordinario - Anno B

creaturanuova.jpgColletta
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l'anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

Oppure:
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio

ci hai dato l'unico maestro di sapienza
e il liberatore dalle potenze del male,
rendici forti nella professione della fede,
perché in parole e opere
proclamiamo la verità
e testimoniamo la beatitudine
di coloro che a te si affidano.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 


Prima lettura 
Dt 18,15-20
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole. 
Dal libro del Deuterònomio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea, dicendo: "Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia".
Il Signore mi rispose: "Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire"».

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 94
 

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.


Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.


Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». 
 


Seconda lettura 
1Cor 7,32-35
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.

Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Alleluia.
 


Vangelo 
Mc 1,21-28
Insegnava loro come uno che ha autorità.
 

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore
 



Commento

ZITTIRE SATANA E CHIAMARE BENE IL BENE
"Taci! Esci da lui!" (Mc. 1,25)
di Salvatore e Paul
Grazie a Cristo e alla sua autorità, infusa in noi nel battesimo, abbiamo la capacità di zittire satana.
Dunque non una nostra "forza" ma un dono che viene dall'autorità di Cristo Signore.
Zittire satana è fondamentale nella vita quotidiana come nelle grandi scelte dove il lavoro principale del nemico dell'uomo non è tanto quello di creare "il male" quanto quello di creare confusione chiamando male il bene e bene il male (Is. 5,20).
Infatti prima della capacità di "zittire" satana bisogna chiedere a Dio la capacità di discernere secondo Scienza, Intelletto e Sapienza ciò che è vero da ciò che è falso, ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò che è amore da ciò che è narcisismo ed egoismo.
Nel quotidiano.
Non sempre il discernimento è immediato e facile. La velocità del discernimento spesso dipende da quanto la nostra anima si è purificata nel crogiolo della sequela e dell'obbedienza a Cristo e alla Chiesa.
Chi ama e obbedisce poco, vede poco e si impantana nella stoltezza, nella piccineria, nell'insapore.
Come insegnano i santi, infatti, il demonio non sa né essere umile, né sorridere. Non sa obbedire né lodare. È invece maestro nel relativismo morale, nella confusione degli animi, nel generare sensi di colpa e terrore.
Odia l'uomo e cerca di danneggiarlo quanto più possibile nella mente e nel corpo.
Soprattutto desidera inquinargli il cuore, la capacità di amare e di discernere.
La capacità di vedere la Verità e di perseguirla.
satana è un cieco che brama nel creare altri ciechi.
Egli non ha senso di appartenenza perché l'ha spezzata con la superbia, principio di ogni ladrocinio e divisione.
Cristo invece è la luce del mondo. In Lui e per Lui ogni discernimento e ogni chiarezza; ogni bellezza e ogni forza. In Lui le piccole e grandi scelte acquistano "sapore" e luminosità e, nella fatica della fede, portano a compimento la gioia e la pace del cuore.
satana è nemico della pace del cuore e della fatica della fede essendo egli il fondatore vero e l'animatore di ogni ideologia e di ogni spiritualismo eretico travestito da sana dottrina.
Non si presenta nelle tentazioni con le corna ma con il "vello" della seduzione toccando e lavorando sui nostri bisogni fondamentali fisici, piscologici e affetivi.
Il suo scopo però non è quello di trasfigurare l'uomo alla statura di Cristo ma quello di abbrutirlo. Questo capolavoro gli riesce non tanto con peccati ed errori e scelte grossolane ma con scelte che hanno la parvenza di spirituale ma che invece sono cariche di miseria e dove il discernimento morale appare compromesso.
Lì abita la superbia.

Gesù, invece, si tuffa nella nostra miseria ma per sollevarci, per trasfigurarci, per fare chiarezza e luce nel nostro cuore ed abilitarci a deporre finalmente una condotta fatta di scelte erronee e malvage che feriscono noi e i fratelli.
Cristo Luce del mondo chiarifica il cuore dell'uomo all'uomo e lo scalda rendendolo, finalmente, capace di gioia e di amore. Questo satana non lo può fare neppure se lo volesse.
Ecco perché unita alla capacità di discernimento - sostenuta dal magistero della Chiesa e del Santo Padre, ordinario e straordinario - dobbiamo chiedere la capacità di zittire satana.
In questo, dopo la beatissima Vergine e Madre Maria, è stato maestro l'angelo e il custode del Redentore, san Giuseppe.
L'uomo del silenzio.

Colui che sulla terra ha fatto risuonare la voce dell'Arcangelo Michele, tacendo.
L'unica voce che merita di risuonare in lungo e in largo nella cattedrale del nostro cuore è la Parola di Cristo, che ogni cosa riempie e rinnova e ogni cosa fa bella nella potenza dello Spirito Santo.
Fidarsi di Dio, come abbiamo promesso nel battesimo, significa dire no! al peccato e a satana e dire sì alla gioia e alla luce, alla bellezza e alla carità di Cristo.
Discernere, dunque è proprietà donata da Dio uno e Trino che ci rende figli
e i figli zittiscono volentieri i fomiti di colui che ha spezzato ogni appartenenza.




In questo brano del vangelo di Marco Gesù compie due azioni: insegna e libera.
Insegna una nuova dottrina e in maniera nuova cioè con autorità, con potere. La sua dottrina era nuova perché mentre gli scribi spiegano la Parola come l'hanno imparata, Gesù, invece di spiegare qualcosa, svela se stesso attraverso il racconto di ciò che fa.
La seconda azione è quella di liberare, cioè pratica un esorcismo in giorno di sabato. Ordinando "taci" allo spirito immondo, lo libera dal male.

Queste due azioni sono strettamente unite perché Gesù ci libera dal male con la sua parola di verità che spezza le tenebre della menzogna. E' la menzogna che ci tiene separati da Dio, il quale ci rende liberi con la verità del suo insegnamento, della sua Parola per noi. La Parola di Dio per noi, il verbo incarnato è Gesù: Lui solo può liberarci dal male! Coloro che ascoltavano rimasero stupiti dal suo insegnamento perché la parola di Gesù ha il potere di Dio: libera dal male e opera quanto dice.

Vorrei però sottolineare due aspetti che mi hanno colpito leggendo e pregando questo brano del vangelo di Marco. Il primo è l'importanza dello stupore. Marco racconta che coloro che ascoltarono Gesù quel giorno nella sinagoga di Cafarnao rimasero stupiti dal suo insegnamento. Ritengo che lo stupore sia molto importante perché ci permette di aprirci ad accogliere l'altro e la sua novità. Se non rimaniamo più stupiti nell'ascoltare un brano del vangelo o se non ci meravigliamo più di ciò che Dio compie per noi ogni giorno, vuol dire che il nostro cuore si è indurito.

Il contrario dello stupore è la durezza di cuore che rinchiude tutto nella morte dell'ovvio e del già conosciuto, precludendo ogni novità. Rivolgiamoci allora con tutto il cuore a Gesù e chiediamogli di liberarci da quello spirito del male che vuole levarci la meraviglia e lo stupore di riconoscerci figli di Dio. Noi siamo quei bambini che Dio vuole stupire con tutto il suo amore.

Il secondo aspetto è l'esorcismo che opera Gesù. Ricordiamoci che abbiamo ricevuto un battesimo grazie al quale siamo entrati nella chiesa e siamo diventati figli di Dio! Prendiamo coscienza che il nostro esorcismo fondamentale è il battesimo! Mentre in Piazza San Pietro, giorni fa, un gruppo di persone sventolava con orgoglio uno striscione con su scritto "sbattezziamoci", ho pensato a quante persone non sono orgogliose di essere battezzate o peggio ancora vivono come se quel battesimo non l'avessero ricevuto. Questo è il risultato più grande del demonio: la menzogna di farci credere che non siamo figli di Dio mentre lo siamo realmente!

Con il battesimo Dio ci ha liberati da ogni male per sempre, dobbiamo solamente prenderne coscienza, e ringraziare il Signore con il dono da Lui più gradito: vivere da figli di quel Dio che ci permette di rivolgerci a Lui con il nome di Abbà Padre.
 
Alberto e Morena R.




Contributo del monastero del Sacro Cuore

docAnno_B_IV_Dom_TO.doc




congratio-pro-clericisCitazioni di
Dt 18,15-20:                www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9axgtir.htm  

1Co 7,32-35:               www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9brozdg.htm                    
Mc 1,21-28:                 www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9bapv1a.htm

Gesù, nell’atto di insegnare nella sinagoga di Cafarnao, suscita l’immediato stupore di coloro che ascoltano perché, sottolinea Marco, «insegnava loro come uno che ha autorità».

L’autorità con la quale Gesù insegna viene anticipata dalla prima lettura, nella quale si parla di un profeta pari a Mosè, suscitato da Dio, al quale Dio metterà sulla bocca le sue stesse parole. La figura di questo profeta, pertanto, sarà pienamente autorevole, perché la sua parola coinciderà con la parola stessa del Signore. Ciò appare particolarmente sottolineato dal giudizio che Dio riserverà a coloro che non ascolteranno la parola del profeta, identico a quello riservato a chi rifiuta Dio stesso: «Se qualcuno non ascolterà le sue parole, io gliene domanderò conto».
All’interno della sinagoga Gesù si presenta come la realizzazione, il compimento di questa promessa. Egli appare come il profeta “perfetto”, superiore ad ogni altro profeta umano. Questa perfezione si rende evidente nella caratteristica dell’autorità.
L’Evangelista Marco non descrive ciò che Gesù disse quel giorno, non riporta i contenuti della sua predicazione: annota solo la reazione degli ascoltatori, che appaiono stupiti.
È necessario considerare che questo stupore, che nasce da quanto ascoltato, sia motivato fondamentalmente dalla presa di coscienza che la promessa del Messia, il profeta “perfetto” tanto atteso, si stia finalmente compiendo.
In questo si rende evidente l’autorità: non solo in ciò che Gesù dice, ma anche nel modo in cui lo dice e, soprattutto, nella realizzazione della promessa di Dio.
Tale autorità, poi, trova un ulteriore grande segno nella capacità di Gesù di comandare agli spiriti immondi e ottenere la loro obbedienza. La reazione dello spirito immondo all’intervento di Gesù evidenzia che il suo insegnamento, pur descritto qui in un inizio solenne, non va considerato come un “gridato”, e meno ancora aggressivo o solo taumaturgico, ma piuttosto come un insegnamento di vita da accogliere in atteggiamento di ricerca e di filiale ascolto.
Gesù impone il silenzio allo spirito immondo, sia per le esigenze del segreto messianico, sia perché il cammino della fede, che nasce sempre da un incontro e dalla corrispondenza umana da esso suscitato per la forza della grazia, esige il “tempo dell’ascolto e del silenzio”.
Come recentemente ricordano dal Santo padre Benedetto XVI: «Silenzio e parola […] devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato».
Lo spirito grida che Gesù è il Santo di Dio e ciò non può essere compreso in modo superficiale o sbrigativo, ma va accolto come cuore della verità di Dio per il mondo, in un itinerario di fede che conduce nel mistero di Cristo, che culminerà nella Sua Pasqua.
L’invito che oggi la liturgia propone e di mettersi alla sequela di Gesù in questo atteggiamento di ricerca attenta e profonda, in ascolto della sua parola, la quale non ha eguali. Siamo invitati a lasciarci stupire dalla sua autorità e ad implorare ed operare una vera conversione di fede nella nostra vita.
Maria Santissima, Vergine dell’ascolto e del silenzio, educhi il nostro cuore, e ci conduca a saper meditare “tutte queste cose”, come fedeli discepoli del suo Figlio.

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