II domenica di Avvento - Anno B

teofania-5.jpgColletta
Dio grande e misericordioso,
fa' che il nostro impegno nel mondo
non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio,
ma la sapienza che viene dal cielo
ci guidi alla comunione con il Cristo, nostro Salvatore.

Oppure:
O Dio, Padre di ogni consolazione,
che agli uomini pellegrini nel tempo
hai promesso terra e cieli nuovi,
parla oggi al cuore del tuo popolo,
perché in purezza di fede e santità di vita
possa camminare verso il giorno
in cui manifesterai pienamente
la gloria del tuo nome. 

Prima lettura 
Is 40,1-5.9-11
Preparate la via al Signore.
 

Dal libro del profeta Isaìa

«Consolate, consolate il mio popolo
- dice il vostro Dio -.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».


 
Salmo responsoriale 
Sal 84
 

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.


Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.


Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. 
 


Seconda lettura 
2Pt 3,8-14
Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.
 

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.
Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Perciò, carissimi, nell'attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.


Canto al Vangelo (Lc 3,4.6)
Alleluia, alleluia.

Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.
 


Vangelo 
Mc 1,1-8
Raddrizzate le vie del Signore.
 

+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».




Commento

"Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri"


Non sono certo le vie del Signore ad essere storte o non giuste ma piuttosto le nostre vie, i nostri cammini, i nostri pensieri e le nostre scelte. A cominciare dalle piccole scelte quotidiane che creano una struttura, un "habitus", un cuore.
Ma il Vangelo ci dice di raddrizzare i suoi sentieri perché noi gli apparteniamo. Radicalmente, profondamente.
Ecco dunque che viene il nostro Re.
Non viene con potenza e gloria umana ma nella logica dell'incarnazione.
Una logica piccola e umile. In questa logica che crea e sostiene il creato Egli viene con potenza.
"Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio."


Che potenza è mai questa di un Dio che si fa fragile neonato?
Che potenza è mai questa di un Dio che desidera dipendere dal si di una fanciulla?
Come può il cuore comprenderla?

Il mistero sfugge e tuttavia è un mistero senza il quale la ragione stessa impazzisce e si avvita in se stessa senza cogliere il senso della vita, delle cose e dell'esistenza.
Senza questo mistero della potenza di Dio nascosta a Betlemme e nella logica dell'incarnazione noi non comprendiamo nulla di ogni nostro passo terreno. Ogni ragionare è vano e ogni scienza è insipiente.
Noi, senza questa sapienza, siamo ciechi, figli di ciechi che guidano altri ciechi e parlano di cecità.

Ma se il tuo cuore si umilia e finalmente ascolta.
Se il tuo cuore si commuove radicalmente e si mette all'operà nella Carità a partire dal sì! di Maria e dalla grotta di Betlemme...
allora inizi a comprendere tutto ciò che fin d'ora ti è sfuggito.
Ogni valle della solitudine è colmata e ogni monte della superbia abbassato.
Comprendi allora che realmente Dio Regna e qui è la tua gioia.

Fuggi dunque ogni distrazione con tutte le tue forze. Non perderti in altro. Fissa questo mistero. Fanne oggetto del tuo respiro.
Taccia tutto e si faccia silenzio dentro e fuori di te perché Dio viene, non tarderà e porta con sé il premio di se stesso che tutto riempie nella gioia incontenibile della Sapienza.

Opera nella penitenza e nella carità guardando incessantemente all'incarnazione.
Il mistero ti avvolga e ti sommerga, ti riempia e ti dia nutrrimento.
Il tempo si è fatto breve. Ora è il tempo della conversione, ora è il tempo della sua venuta.
Ora è il tempo del silenzio e dell'obbedienza.
Ora è il tempo dell'umiltà.
Ora è il tempo della gioia... non ve ne accorgete?
"Ecco, faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?" (Is. 43, 19)


Paul




Sussidio offerto dal Monastero del Sacro Cuore

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Citazioni


Is 40,1-5.9-11:                          www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9abtmtbh.htm    

2P 3,8-14:                                www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9ammsec.htm              

Mc 1,1-8:                                 www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9abs0xa.htm

 

«Una voce grida: nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio» (Is. 40,1).

Questo è il centro attorno al quale “ruota” l’intera liturgia di questa seconda domenica del tempo d’Avvento. A tutti il Signore chiede un’autentica apertura del cuore, per accogliere la sua venuta. Il cuore, che non di rado percorre “strade sviate” (cfr. Is. 40, 4-5), è ridestato da due fattori fondamentali: l’impatto con la realtà e l’incontro con una Presenza. Entrambi, in definitiva, stanno anche alla radice di quella vigilanza che deve caratterizzare l’uomo e che dall’Avvento viene particolarmente richiamata.

Il modello supremo e l’esempio compiuto di discepolato a Cristo, da imitare sempre, in sintonia con i Padri della Chiesa, è certamente la Madre di Dio; Maria, la più sublime e alta creatura, che ha saputo “appianare” e “abbassare” la sua intera esistenza, davanti al Signore, incamminandosi sulla via che Lui le indicava: quella dell’umiltà. Guardando alla Beata Vergine Maria, ciascuno è chiamato a rivestirsi di umiltà: la vera strada che “rivelerà la gloria del Signore”, dando possibilità a tutti di gridare, nell’esultanza dell’animo e nella fedeltà della vita: “Ecco il Signore Dio viene!”.

La Chiesa, di cui Maria Santissima è compiuta immagine, offre ai propri figli e a ciascun uomo, questo tempo di grazia, affinché “tutti abbiano modo di pentirsi”, di riconoscere i bisogni fondamentali del proprio cuore e, così, “aprirlo” all’unica reale possibilità di piena risposa: Cristo Signore che viene. Certamente “tutti abbiano modo di pentirsi” indica anche il forte richiamo alla conversione, a quel taglio, sanguinante ma necessario e fecondo, con il peccato, ma nell’ottica della risposta ad un dono più grande, del sì ad un incontro, che rivela un nuovo modo di vivere: più vero, più giusto, più umano e che rende più felici.

L’Apostolo Pietro invita, in tal senso, a ricercare una nuova ed autentica condotta di vita, che possa condurre alla santità piena, per essere trovati “senza macchia e irreprensibili davanti a Dio” (Cfr. 2Pt. 3, 8-14).

La venuta di Gesù, come ricorda il Vangelo odierno, richiede, anche storicamente, un tempo di preparazione, annunciato da Giovanni il Battista, attraverso “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”, in attesa del definitivo avvento del Signore che sempre si rinnova nel battesimo “con lo Spirito Santo”.

Il modo più autentico, più semplice, più immediato e, in fondo, più umano per “preparare la via del Signore” è iniziare a percorrerla; mettersi in cammino per andare, anche solo con qualche timido ed insicuro passo, verso Colui che con tutto il Suo Essere, misericordioso ed amante, gratuitamente viene incontro all’uomo. E avendo sempre, come insuperato modello, il “passo affrettato” della Beata Vergine Maria, verso la cugina Elisabetta.

Afferma Ugo da San Vittore: «O grandezza dell’amore, per mezzo del quale noi amiamo Dio, lo scegliamo, ci dirigiamo verso di lui, lo raggiungiamo, lo possediamo! […] Mi rendo conto che sei la via maestra, la quale accoglie, dirige e conduce alla mèta, sei la via dell’uomo verso Dio e la via di Dio verso l’umanità. O fortunata strada! […] Tu hai condotto Dio verso gli uomini, tu dirigi gli uomini verso Dio!». (Ugo di San Vittore, In lode del divino amore, p. 280).



Martedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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