Festa della Santa Famiglia - anno B

santo-natale.jpgColletta
O Dio, nostro Padre,
che nella santa Famiglia
ci hai dato un vero modello di vita,
fa' che nelle nostre famiglie fioriscano
le stesse virtù e lo stesso amore,
perché, riuniti insieme nella tua casa,
possiamo godere la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...


Oppure:
O Dio, nostro creatore e Padre,
tu hai voluto che il tuo Figlio,
generato prima dell'aurora del mondo,
divenisse membro dell'umana famiglia;
ravviva in noi la venerazione
per il dono e il mistero della vita,
perché i genitori si sentano partecipi
della fecondità del tuo amore,
e i figli crescano in sapienza, età e grazia,
rendendo lode al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 



Prima lettura 
Gen 15,1-6; 21,1-3
Uno nato da te sarà tuo erede.
 

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 104
 

Il Signore è fedele al suo patto.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.

Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell'alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. 
 


Seconda lettura 
Eb 11,8.11-12.17-19
La fede di Abramo, di Sara e di Isacco.
 

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Eb 1,1.2)
Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia.
 



Vangelo 
Lc 2,22-40
Il bambino cresceva, pieno di sapienza.
 

Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.


Forma breve (Lc 2,22.39-40):

Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore 
 



Commento

"Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle"

Il Natale, la nascita di Gesù, illumina il senso profondo della Santa Famiglia.

E questa famiglia unica, unita e coesa da Gesù, illumina il senso di ogni famiglia.

Il criterio unico, il senso, il desiderio e l'attesa di ogni famiglia non sta nel "costruirsi un futuro", nel progettare un matrimonio, nella cerimonia e nei suoi addobbi di cornice.
Non sta nel trovare lavoro e costruire una casa.
Il criterio fondante è Gesù. Il quale, in un senso radicale e profondo, è il primo figlio della coppia, di ogni coppia.

C'è il rischio che, se diciamo "criterio", si pensi a qualcosa di concettuale e di astratto ma noi qui intendiamo il senso radicale e primario di ogni coppia, di ogni amore tra un uomo e una donna che si sigilla nella fedeltà.

Poiché Gesù è il criterio non può esserci famiglia senza un costante abbandono nella provvidenza.
Anche qui la provvidenza non è qualcosa di astratto o di magico.
La Provvidenza è svuotarsi di ogni terrore e di ogni fantasma e vivere nell'abbraccio del Padre. Dalle piccole cose alle grandi scelte.

Qui le resistenze sono tante a cominciare dalla ferita del sospetto che ciportiamo dentro dal peccato originale.
Una ferita che ci porta a costruire, fantasmi, ideologie, paure, durezze.
Una ferita che anche genera il politicamente corretto e che non ama cercare la Verità.
Proprio qui, in questo, non siamo come bambini: non siamo capaci di abbandonarci totalmente nelle mani del Padre.
Duri e rigidi, incapaci di svuotarci di tante costruzioni che ci siamo creati per paura... e, talvolta... per follia.

La provvidenza dunque è un dono ma anche un cammino di ascesi. Un cammino di ascesi proprio come quello vissuto da Abramo il quale matura la fede e l'abbandono passo dopo passo, fatica dopo fatica, taglio dopo taglio, maturazione dopo maturazione.
Facendosi violenza.
Violentando quella parte oscura che non conta le stelle del cielo ma si "china a baciare la terra e a strisciare sul ventre."

Contare le stelle del cielo, dunque non è solo un suggerimento, un consiglio facoltativo ma un imperativo che Dio già ci ha messo nel cuore.

Ritmare i nostri passi non sulle paure o sulle progettazioni mondane ma sul desiderio di "contare le stelle del cielo".
Il desiderio di fidarci di Lui singolarmente e come coppia e anche, dunque, come famiglia.

Chi ha avuto la grazia di fare un viaggio e un pellegrinaggio in terra santa sa cosa vuol dire la promessa di Dio.
Il cielo della notte è fitto di stelle come un tappeto di luce.
Qui a questa notte stellata il Padre ci chiama in Gesù in questa festa della Sacra famiglia.
A questo manto di stelle che illumina la notte della vita chiama ogni famiglia.
E chi ha testato con mano questo Amore del Padre non può tacere ma ha il dovere nello Spirito di annunciarlo, con discrezione e potenza, come Maria e Giuseppe, che veramente Dio regna, e che in Gesù, nel Dio-bambino ha veramente fatto tutte le cose e ci ha restituito la dignità.
Quella dignità di guardare il cielo e di stupirci nel non sapere contare le stelle del Cielo.

Perché tale è la magnanimità del Padre, senza misura; oltre ogni nostra piccola, e talvolta meschina, misura.
Facciamoci aiutare dalla fiducia sofferta e incrollabile di Maria e Giuseppe.
Chiediamola per la nostra famiglia e per ogni famiglia che conosciamo.
Questo sia il regalo di queste giornate cariche di gioia.

Paul e Francesca


Sussidio proposto dal monastero del Sacro Cuore

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