Battesimo del Signore

battesimo-di-gesu-1.jpgColletta
Padre onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio,
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall'acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Padre, il tuo unico Figlio
si è manifestato nella nostra carne mortale,
concedi a noi,
che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Egli è Dio e vive e regna con te...

Oppure:
Padre d'immensa gloria,
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo
il tuo Verbo fatto uomo,
e lo hai stabilito luce del mondo
e alleanza di pace per tutti i popoli;
concedi a noi che oggi celebriamo
il mistero del suo battesimo nel Giordano,
di vivere come fedeli imitatori
del tuo Figlio prediletto,
in cui il tuo amore si compiace.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

    
Prima lettura
Is 55,1-11
Venite all'acqua: ascoltate e vivrete.

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all'acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un'alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l'ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d'Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L'empio abbandoni la sua via
e l'uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

Parola di Dio



Salmo responsoriale
Da Is 12


Attingeremo con gioia, alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele.

   

Seconda lettura
1Gv 5,1-9
Lo Spirito, l'acqua e il sangue.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l'acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.

Parola di Dio

   
Canto al Vangelo (Gv 1,29)

Alleluia, alleluia.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:
«Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!».
Alleluia.

   
Vangelo
Mc 1,7-11
Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore 



Commento

Il Battesimo di Gesù: l'Amen di Cristo al Padre.

Il battesimo nel fiume Giordano, infuso da Giovanni, rappresenta l'inizio della vita pubblica di Gesù.
Sembrerebbe un paradosso che Gesù possa farsi battezzare da Giovanni, soprattutto se si considera quanto lo stesso Giovanni afferma di Lui, dicendo di non essere neppure degno di "sciogliere i legacci dei suoi sandali".
Gesù, invece, di buon grado accoglie questo gesto, anzi quasi lo pretende, come ad indicare che quel segno è necessario per aprire la porta sulla via che porta a Lui.

L'immersione nelle acque del Giordano è indice di purificazione, Gesù accetta, pur essendo privo di ogni macchia e peccato, di "far parte dei peccatori", di dare valore alla sua umanità, al suo essere Uomo. E lo è in senso completo, Egli, infatti, pur consustanziale con il Padre, acquisisce interamente la natura umana con tutte le sue povertà eccetto il peccato.

Proprio riguardo all'incarnazione, è molto bella e significativa la testimonianza di san Paolo nella lettera ai Filippesi in cui, parlando della sostanza di Cristo, afferma che "pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini" (2, 6-7).
Gesù, quindi, nel momento del battesimo accetta ed inaugura la sua missione di Servo sofferente (cf. Is. 53), accoglie integralmente e sino alla fine, la volontà del Padre, una volontà che, attraverso il suo sacrificio e la sua risurrezione, libera l'uomo dalla schiavitù del peccato.
Questo è un momento di forte e piena autocoscienza dell'uomo Gesù che ratifica storicamente l'Amen eterno del Verbo nei confronti del Padre di amare e di amare sino alla fine.
Amare il Padre e fare ogni cosa che gli è gradita e per questo amare radicalmente l'umanità e ogni uomo.
Anche noi, dunque, con Lui, siamo stati immersi nel battesimo del giordano e lo siamo stati storicamente con Cristo ed esistenzialmente ogni volta che diciamo amen durante la liturgia e durante la vita quotidiana.

Il battesimo del giordano dunque pre-annuncia la Pasqua e il si, l'amen di Cristo alla Passione, in cui si immergerà totalmente nel male di ogni uomo di ogni tempo per sconfiggerlo e assieme con esso distruggere la morte e donando all'uomo, ad ogni uomo, la vita vera che conduce al Padre.
In questa immersione c'è tutta la volontà amante di Gesù, vero Dio e vero uomo, di immergersi totalmente nell'umanità e nella povertà umana facendosi carico del peccato e della disubbidienza per restituire all'uomo la vesta nuova della grazia e del perdono, della misericordia e della vita eterna.

L'evento del battesimo, inoltre, evidenzia anche la Terza Persona della Trinità, lo Spirito Santo, che discende su di Lui, come una colomba e che si manifesta in noi mediante la sua azione, quando rivela Cristo e quando opera nella Chiesa.
Non appena Gesù riceve su di sé lo Spirito Santo, si sente una voce dal cielo che attesta che Egli è stato mandato dal Padre. Questa testimonianza del Padre nei confronti del Figlio è anche, in qualche modo, la garanzia che Dio agisce nella storia e che la nostra fede è dinamica, non statica, è una fede che costantemente deve essere rinnovata attraverso la nostra partecipazione attiva e viva alla Parola di Dio, alla vita della Chiesa e all'ubbidienza gioiosa al magistero.
Nell'obbedienza gioiosa, effettivamente più che affettivamente, infatti, c'è la piena risonanza dello Spirito Santo e la certificazione che stiamo percorrendo, realmente, un cammino spirituale.
Come Gesù al Giordano.


Milko G. - Paul F.


Sussidio proposto dal Monastero del Sacro Cuore

docAnno_B_Battesimo_del_Signore.doc



congratio-pro-clericis










Citazioni di

Is 55,1-11:                           www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9abtmtbw.htm        


Tit 2,11-14; 3,4-7:                www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9araqeb.htm                

                                          www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9aggnbc.htm

Mc 1,7-11:                           www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9an3nga.htm



Non sempre ce lo ricordiamo: noi siamo nati dall’acqua. Naturalmente, il riferimento è all’acqua del Battesimo che ci ha fatti rinascere come nuove creature in Cristo. I Padri hanno insegnato che, scendendo nelle acque del fiume Giordano, il Signore Gesù ha santificato l’acqua, rendendola veicolo della Sua redenzione. Quando perciò veniamo lavati dall’acqua toccata dal Signore, noi nasciamo alla vera vita: siamo rigenerati dall’acqua.


Non basta, però, qualunque acqua, l’acqua in quanto tale. Sant’Ambrogio lo ricorda con chiarezza: «L’acqua, senza la predicazione della Croce del Signore, non serve a nulla per la salvezza. Ma quando è stata consacrata dal mistero della Croce che salva, allora è disposta per servire da bagno spirituale e da coppa di salvezza. [...] Perciò il sacerdote pronunzia su questo fonte [battesimale] una formula di esaltazione della Croce del Signore e l’acqua si fa dolce per conferire la grazia. [...] L’essere purificato istantaneamente [dal peccato] non è opera dell’acqua, ma della grazia» (I Misteri, 12-19).

Il Battesimo al Giordano di Gesù inaugura il Battesimo sacramentale dei figli di Dio. L’acqua è potente fonte di vita, perché trasformata dal mistero della Croce. Siamo nati, perciò, dall’acqua e dalla Croce. Ecco il messaggio della seconda lettura di oggi, in cui san Giovanni dice di Cristo: «Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue». Gesù discende nel Giordano non per essere purificato, ma per purificare e per manifestare il suo movimento di discesa dal Cielo a questo mondo, per noi peccatori. Egli si è fatto obbediente fino alla discesa più infima, fino allo svuotamento (kenosi) della sua dignità: fino alla morte di Croce. Di questo Sacrificio Egli riempie l’acqua; acqua che, scorrendo sino a noi, ci porta la Sua Croce e ci rinnova per i meriti della Sua Passione.

Il Battesimo di Gesù al Giordano ci ricorda, pertanto, il valore del nostro Battesimo e quanto esso è costato a Nostro Signore. Egli ci ha acquistati a caro prezzo. Di conseguenza, la vita del battezzato non può essere una vita «solo acqua», una vita annacquata: deve essere una vita acqua e sangue, gioia e dolore, risurrezione – certo! – ma raggiunta attraverso la Croce.

Contemplando Gesù che discende nel Giordano, chiediamo la grazia di accogliere anche noi il nostro destino di Croce, affinché il nostro rinnovamento come figli di Dio giunga al compimento ultimo nella gloria celeste, accessibile solo a coloro che scelgono – assieme a Gesù e grazie a Lui – di vivere con amore la loro piccola kenosi.



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