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SAN LIBORIO, VESCOVO DI LE MANS

2 754x1024Quarto vescovo di Le Mans, eletto nel 348, Liborio regge la diocesi per 49 anni. Ordina 217 sacerdoti e 186 diaconi e si dedica a opere di carità verso gli ultimi. Gli sono attribuite guarigioni di malati affetti da calcoli renali, per cui è spesso raffigurato con delle piccole pietre.  (Vaticannews.va)

Invocato contro i terribili dolori della nefrolitiasi o calcolosi renale, malattie della prostata, coliche renali, il santo vescovo Liborio nel Medioevo ebbe un culto degno di nota in particolare come santo ausiliatore e taumaturgo.
Secondo la tradizione egli sarebbe stato il quarto vescovo di Le Mans e pare che abbia guarito qualche fedele dal doloroso male facendo espellere le piccole pietre dai reni. Perciò in genere viene rappresentato con l’aspetto di vecchio barbuto vestito da vescovo mentre regge un libro su cui sono appoggiate piccole pietre.
Sempre secondo la tradizione il suo episcopato durò ben 49 anni densi di opere di carità e ti attenzione versi gli ultimi, proprio per questa sua attenzione probabilmente è stato poi associato alle guarigioni e alla salute del corpo oltre quella dello spirito. Non è noto dove e quando nacque ma, essendo stato vescovo di Le Mans dal 348, la sua nascita è da collocare nei primi decenni del IV secolo.
Fece costruire alcune chiese nei dintorni di Le Mans, per cui la sua attività evangelizzatrice fu presumibilmente limitata alla Gallia del suo tempo, instancabile camminatore della fede, si dice che abbia ordinato 217 sacerdoti e 186 diaconi, questa nota della tradizione vuole soprattutto mettere in luce la sua propensione alla evangelizzazione nella sollecitudine pastorale di rafforzare quanto più possibile la chiesa.
San Martino di Tours lo assistette quando morì nel 397, forse il 23 luglio.
Fu sepolto nella basilica apostolica di Le Mans a fianco del suo predecessore, san Giuliano di Le Mans, il vescovo Aldrico nel 835 suo successore nell’edificare la cattedrale, volle dedicare a lui un altare a memoria della sua santità riconosciuta da subito tra la popolazione e tramandata nei secoli. Nell’836 il vescovo di Paderborn inviò una delegazione a Le Mans per avere delle reliquie del santo, nella circostanza della traslazione avvennero dei miracoli, il più celebre il pavone che accompagnò la processione per tutto il suo tragitto come segno di misteriosa presenza che richiama la pasqua, si stabilì fra le due Diocesi una sorta di “Fraternità” per cui s. Liborio divenne patrono anche di Paderborn. Il Pavone insieme ai sassi dunque sono i due simboli iconografici che meglio lo distinguono, il suo culto dalla Francia si è poi propagato anche in Spagna, Germania e Italia, in particolare legato ad alcune casate nobiliari.
Viene ricordato il giorno 9 aprile dal martirologio romano.

Autore: Don Luca Roveda (continua su Santiebeati.it)





Sabato della VI settimana di Pasqua

S. Isidoro, contadino (1070-1130)