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SAN DOMENICO DI GUZMÁN, SACERDOTE, FONDATORE DELL’ORDINE DEI PREDICATORI

“Umile ministro della predicazione”: in realtà un gigante. Domenico di Guzmán è una delle figure più straordinarie della Chiesa del Medioevo e di ogni tempo. Affronta con ardore le eresie, fonda e diffonde l’Ordine dei Frati Predicatori, vive con la forza e la grazia di un alter Christus. (VaticanNews)
«Era di media statura ed esile di corpsandomenicoo; aveva un bel viso e la carnagione rosea; i capelli e la barba tendevano al rosso; gli occhi erano belli. Dalla sua fronte e di tra le ciglia, irradiava come uno splendore che a tutti ispirava rispetto e simpatia. Rimaneva sempre sereno e sorridente, tranne quando era addolorato per qualche angustia del prossimo. Aveva lunghe e belle mani e una voce forte e armoniosa. Non fu mai calvo, ma aveva la corona della rasura tutta intera, cosparsa di qualche capello bianco».
A presentarlo così in tutto il suo fascino umano e soprannaturale è la beata Cecilia Cesarini, che da san Domenico di Guzman nel 1220 aveva ricevuto il santo abito religioso. Il medesimo fascino verso di lui lo sentirono quelli che lo conobbero di persona o soltanto ne sentirono raccontare, così da mettersi alla sua sequela, per vivere più intensamente sulle sue orme, la sequela Christi.
Nato nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna), si distinse fin da giovane per carità e povertà. Convinto che bisognasse riportare il clero a quella austerità di vita che era alla base dell'eresia degli Albigesi e dei Valdesi, fondò a Tolosa l'Ordine dei Frati Predicatori che, nato sulla Regola agostiniana, divenne nella sostanza qualcosa di totalmente nuovo, basato sulla predicazione itinerante, la mendicità (per la prima volta legata ad un ordine clericale), una serie di osservanze di tipo monastico e lo studio approfondito. San Domenico si distinse per rettitudine, spirito di sacrificio e zelo apostolico. Le Costituzioni dell'Ordine dei Frati Predicatori attestano la chiarezza di pensiero, lo spirito costruttivo ed equilibrato e il senso pratico che si rispecchiano nel suo Ordine, uno dei più importanti della Chiesa. Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l'aveva. Gregorio IX, a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234. (Santiebeati.it)


Lunedì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Venceslao, duca di Boemia e martire (907-935)