Soliloquia: Le Parole di Dio compiono ciò che chiedono, ciò che comandano, ciò che esortano.

accende luce avvento bimba

Deponi
,(ἔκδυσαι), o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,

rivèstiti dello splendore della gloria

che ti viene da Dio per sempre. (Bar. 5,1)

Sorgi (Ἀνάστηθι), o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura

e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,

dal tramonto del sole fino al suo sorgere,

alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. (Bar.5,5)

Preparate (Ἑτοιμάσατε) la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri! (Lc.3,4)

Deponi, levati, spogliati dalla veste, dalla struttura della tristezza, e del lutto.

Alzati, Risorgi da morte, Levati in piedi e guarda l’orizzonte imminente di Dio.

Preparate, preparatevi, state pronti al cambiamento. Non attaccatavi alla vostre certezze ma a quelle che Dio vi dona. Magari stravolgendovi.

Il più bel regalo che possiamo chiedere a Dio e donare ai fratelli è proprio quello di mantenere lo sguardo fisso su l'Emmanuele e preparargli la via.

Meno televisione e più adorazione!

Meno social, più orazione!

Meno dissipazione, più sguardo contemplativo!

Meno lamentele, più gioia e speranza!

Perché possiamo essere “Ricolmi (πεπληρωμένοι) di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.” (Fil.1,11)

Addobbiamo la cameretta del cuore, personalmente e assieme, al Bimbo che viene, al Re dei Re.

"ecco faccio una cosa nuova, propria ora germoglia, non ve ne accorgete?" (IS. 43,19)

Ascoltare, dunque, non è un optional, un sovrappiù, non è neanche una consolazione spirituale,

ma l'essenza stessa della fede e il fondamento dell'attesa del Natale.

Umanizzare, divinizzare, cristifcare il tuo desiderio profondo, la tua coscienza. Il tuo esserci.

Significa "fare il tagliando" a noi stessi per ri-entrare nella dimensione sapienziale della vita.

Significa trascendersi.

Il massimo della discesa e del disarmo di Dio ha l’effetto della nostra massima ascesa e della nostra piena umanità divinizzata.

Se permettiamo alla grazia di esserne “ricolmi”.

Cogliere Dio in mezzo a noi, attenderlo e farlo nascere come il bene più prezioso.

Non in un'altra storia ma in questa storia; non in un altro momento, ma ora!

In questa umanità ferita perchè ricordi il suo vero, eterno, destino.

Non con mezzi umani ma con la povertà umile di riconoscere che tutto viene da Lui e procede da Lui;

come a Nazareth, come a Betlemme;

dove l'infanzia spirituale e la visione nella sapienza fa scuola, ritmo, habitus,

per i credenti e gli uomini di buona volontà di ogni tempo.

Veni, Veni, EmmanuEl..