Nella Carità attenta, dinamica e veritiera i cieli si aprono

bimbo mamma«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo» (Giov. 1,51)

"Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui.
In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità." (1Giov. 3,14-18)
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ὀφείλομεν, possiamo e dobbiamo, per debito interiore e rispetto della nostra natura profonda, dare la vita per i fratelli.

Non un dovere esterno, non un comando che non è già nel tuo cuore.

Se adempi a questa spinta interiore, a questa possibilità, a questo dovere, tu sei in grado di vedere i Cieli aperti.
Dunque è nella Carità viva e reale, a similitudine di quella di Cristo,
che tu compi e vivi ogni atto liturgico
ed entri "nell'Opera di Dio".

Avere cura della Sacra Liturgia è avere cura dell'Amore,
ed avere cura dell'Amore è avere compreso la Sacra Liturgia
ed entrare a piene mani "nei Cieli aperti"
nell'Opera di Dio, nell'Ergon tou Theou.

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