La Parola di Dio e la Grazia trasformano il cuore dell’uomo

«Figlio dell’uomo, ecco, io ti tolgo all’improvviso colei che è la delizia dei tuoi occhi: ma tu non fare il lamento, non piangere, non versare una lacrima. Sospira in silenzio e non fare il lutto dei morti: avvolgiti il capo con il turbante, mettiti i sandali ai piedi, non ti velare fino alla bocca, non mangiare il pane del lutto» (Ez. 24,16-17)

- La Parola compie ciò che chiede, purché accolta con cuore umile da discepolo. Non importa quale sia la tua conoscenza nozionistica di essa o della teologia. Più e alta più deve immergersi nella consapevolezza, altamente reale, di essere un nulla di nulla nelle mani del Padre. Quest’ultima infatti è la vera conoscenza, fine della compunzione. La Parola co-muove, profondamente. Nasce e si compie nella Grazia Liturgica e Sacramentale.

- La Parola addomestica e ridisegna i contorni del cuore. Della tua affettività, delle emozioni, del tuo io profondo giungendo fino alle midolla, per tirare fuori il vero sé, quello bello ed immacolato, uscito dalle mani di Dio per farlo germogliare senza difese e fughe.

- La Parola ti compie non senza di te e non senza passare per il crogiolo che raffina. Le cose di Dio sono gratuite ma infinitamente preziose e necessitano di questa coscienza che le valuta per quello che esse sono: il tesoro dei tesori, sopra ogni tesoro e sopra ogni desiderio. Lo Spirito del Signore è leggero come un venticello, come una velina delicatissima e non sopporta la vanità.

- La Parola ti dona esperienza perché tu sia credibile. Nessuno annuncia con efficacia, in Spirito e Potenza, se non passa per la via stretta della ridisegnazione di sé nella Grazia. Quello che vivi, nei misteri di Cristo, ti rende autentico.

- La Parola è per te e per molti. La tua esperienza è per te e per molti. Per tale motivo il cammino di discepolato è un cammino di autenticità. E più si cresce nel cammino più si è consapevoli che occorre chiedere perdono anche del bene che si compie.

lamp