Il vero digiuno

traditioDalla lettura del giorno delle lodi: Is 58, 4-6

Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
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E quali sono le catene inique se non le nostre piccole e feriali abitudini con il peccato?
Le nostre dipendenze affettive con le cose e persino con gli affetti legittimi?
Le nostre inerzie vocazionali, imprigionati in un perenne "vitellonaggio" spirituale.. senza ampi orizzonti, senza slancio del cuore, rinchiusi nei piccoli problemi personali, nelle nostre piccole "parrocchiette", nelle nostre piccole comunità?
E quali sono i legami del giogo se non le "coniugalità" inique con le nostre ideologie, con il chiacchiericcio interiore? Invece di essere e riscoprire la coniugalità in Cristo?
Non siamo forse noi oppressi e oppressori che ci leghiamo e tendiamo a legare più che a sciogliere in Cristo? Schiavi tendiamo a rendere schiavi chi ci sta intorno. Non rimandiamo noi stessi a Lui a colui che è stato trafitto e che abbiamo trafitto. A colui a cui fissare perennemente lo sguardo. Egli che è autore e perfezionatore delle fede.