I figli della Sapienza

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«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli» (Lc 7, 31-35)

I "figli della Sapienza"
sono tutti intenti a vedere Dio
ed a coglierlo nella storia
non per prurito carnale di sé
ma per meglio amare Dio, i fratelli e sé stessi.
Se rimane vero quanto detto da Seneca: "Ogni volta che sono stato in mezzo agli uomini, sono ritornato meno uomo"
(Seneca, Epist. VII.3)
è vero soprattutto che
"Più si permane in Cristo più si è uomini,
figli della Sapienza".

Non perdono tempo i "figli della Sapienza"
non perdono tempo per tacere.
Perché il silenzio è migliorabile solo dalla Parola.

Venerdì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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