Appartenenza non gelosia

candelaDalla prima lettura del giorno:
"... Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!"

Una lezione chiara quella data da Mosè a Giosuè.
L'amore, se autentico, non è mai sottrattivo ma moltiplicativo.
Persino le ineludibili "relazioni particolari", quando sono un dono di Dio, non tolgono nulla alle altre relazioni ed alla comu
nità.
Anzi portano fecondità.
La predilizione di Gesù per Pietro, Giacomo e Giovanni non toglieva nulla agli altri apostoli, anzi.. aggiungeva amore su amore, ricchezza su ricchezza.
Così nella pastorale.
Se uno opera nella "recta fede", anche se con prassi diverse, aggiunge gli orizzonti dello Spirito a tutta la comunità.
La stessa Chiesa Cattolica è una grande orchestra dove ognuno suona uno strumento particolare ed in cui Pietro, vicario di Cristo, è chiamato ad orchestrare perché "il tutto" suoni bene e sia armonioso a vantaggio di tutti e del mondo intero.. purché però, si rimanga nel solco della "retta fede" di cui Pietro, è tra l'altro custode.
Perché dunque essere gelosi se uno suona il flauto e non la tromba?
Perché impedire che uno suoni l'arpa se tu suoni le percussioni?
Ciò che conta è il suono intero, la sinfonia che ne esce.
Pertanto diventiamo gelosi ma per senso di appartenenza e cura
e non per invidia del carisma dei fratelli.
Perché nel legame di Cristo quello che è di uno è non solo per tutti ma di tutti.

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