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PREGARE CON LE MANI

di M. Lamberti.

vd anche a compendio il PDF Opuscolo sulla Preghiera
Opuscolo_sulla_Preghiera.pdf

Osservando nel corso degli anni le persone che pregano e le immagini della gente che prega ( quadri, fotografie, statue, filmati...) ho notato che ci sono alcune posizioni tipiche delle mani. In questo breve documento presento alcuni di questi gesti e ne do la mia interpretazione, che è fondata sulla mia esperienza personale diretta. Infine accenno a come nel corso della storia umana si giunge ad avere dei gesti universali di preghiera per l'azione della Grazia.

NEL SEGNO DELLA VITA
La prima fotografia raffigura il modo più comune di tenere le mani quando si prega. Lo si trova in tutti i popoli di tutti i continenti. Lo si impara fin da bambini e indica due atteggiamenti: la supplica e la ricreazione. Per supplica intendo chiaramente l'azione dell'invocare aiuto, del supplicare, del chiedere . Quando questa supplica è rivolta a Dio, ai santi, agli angeli e alle persone buone, ed è fatta con fede e umiltà, produce sempre frutto. Per ricreazione intendo questo fatto che ho notato più e più volte: quando c'è uno in un ambiente che prega tenendo le mani così, si compie una vivificazione, una ricreazione, un rinvigorimento suo e di chi è unito a lui spiritualmente. Ricreazione, cioè: vita, energia, calore, gioia, dinamismo, luce...
 

Le antifone O - Antifone maggiori dell'Avvento


             In aggiunta alle meditazioni sui Prefazi dell' Avvento, che in queste settimane vengono proposte nell' "angolo liturgico" del nostro sito diocesano, ho pensato di offrire qualche ulteriore riflessione sulla ricca eucologia del Tempo che intercorre tra il 17 e il 24 dicembre, tempo questo che ci prepara in modo immediato alla celebrazione del Natale.          
 

L'Eucarestia: diritto o dono?

S.E. mons. Raymond L. Burke, finora arcivescovo di Saint Louis, è stato chiamato lo scorso giugno in Vaticano dal Santo Padre Benedetto XVI per dirigere il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Riportiamo il testo integrale dell'importante intervista pubblicata sull'ultimo numero di Radici Cristiane, nella quale mons. Burke affronta il fondamentale tema del rispetto dovuto all'Eucaristia da parte di ogni fedele che si accosti a riceverla e del diritto del ministro di rifiutarsi a dare la Comunione a chi persista nel peccato grave e pubblico.


Eccellenza, sembra che oggi prevalga una visione lassista nei riguardi della ricezione dell'Eucaristia. Perché? Crede poi che questo influenzi i fedeli nel modo di vivere come cattolici?
Una delle ragioni per cui credo che questo lassismo sia andato sviluppandosi è l'insufficiente enfasi nella devozione eucaristica: in modo speciale mediante il culto al Santissimo con le processioni; con le benedizioni del Santissimo; con tempi più lunghi per l'adorazione solenne e con la devozione delle Quaranta Ore.
Senza devozione al Santissimo Sacramento la gente perde rapidamente la fede eucaristica. Sappiamo che c'è una percentuale elevata di cattolici che non crede che sotto le specie eucaristiche ci siano il corpo e il sangue di Cristo. Sappiamo inoltre esserci un'allarmante percentuale di cattolici che non partecipano alla Messa domenicale.
Un altro aspetto è la perdita del senso di collegamento fra il sacramento della Eucaristia e quello della Penitenza. Forse nel passato c'è stata un'enfasi esagerata al punto che la gente credeva che ogni volta che si riceveva l'Eucaristia si doveva prima confessare anche se non avevano un peccato mortale. Ma ora la gente va regolarmente a comunicarsi e forse mai, o molto di rado, si confessa.
Si è perso il senso della nostra propria indegnità per accostarci al Sacramento e del bisogno di confessare i peccati e far penitenza al fine di ricevere degnamente la Sacra Eucaristia.
Si somma a questo il senso sviluppatosi a partire dalla sfera civile che consiste nel credere che ricevere l'Eucaristia sia un diritto. Cioè che come cattolici abbiamo il diritto di ricevere la Comunione.

È vero che una volta che siamo stati battezzati e abbiamo raggiunto l'uso della ragione, dovremmo essere preparati per ricevere la Sacra Comunione e, se siamo ben disposti, dobbiamo riceverla. Ma d'altra parte noi non abbiamo mai un diritto di ricevere l'Eucaristia.
 
  La centralità ontologica e liturgica della proclamazione Dossologica al termine della preghiera eucaristica nella Santa Messa
Traccia di formazione liturgica

- La Santissima Trinità nella celebrazione eucaristica: - La Trinità fa "liturgia" in sé - Il nostro dare culto è riconoscere l'Amore Trinitario ed esserne coinvolti - La liturgia è anzitutto una chiamata - Partecipi di misteri immensi che "significano" il nostro quotidiano - L'Amore Trinitario misura di tutte le cose e delle scelte - Liturgia e cammino vocazionale sono legati inscindibilmente - Le proclamazioni dossologiche sono centro della realtà liturgica
- I richiami veterotestamentari: - Gn. 1,1ss - atto trinitario ad extra - Sl. 150, 5 Tutta la creazione torna a Dio nella lode con la punta fra le creature che è l'uomo
- La centralità dell'Incarnazione: - Gv. 1,1ss En arché - la descrizione dell'atto creativo. L'atto creativo non è una tantum ma continuo, come la liturgia - La liturgia, dunque è un atto creativo e trasfigurativo - Lc. 1,26 il si di Maria - atto liturgico - Il Pater preghiera compiuta - Gv. 17 la preghiera sacerdotale - Le Eulogie paoline Efesini e Colossesi - testimonianza della coscienza teologico-liturgica delle prime comunità e della mistica paolina
- Il significato dell'Amen eterno e storico: - Gs. 24,24 la grande assemblea di Sichem - scegliere Dio prima di capirlo - sceglierlo concretamente -sceglierlo personalmente e assieme - Fare e capire, non è possibile il contrario - Sl. 40 - Amen di Maria - Amen di Gesù Eb. 5,8 e 10,1ss Cristo è la nuova alleanza è il sacerdozio e il sacerdote, altare e vittima - Amen è legato al si! Vocazionale e alla fedeltà - La simbologia dell'innalzamento; il celebrante alza il calice e la patena al Cielo e la tiene sostenuta nell'Amen corale
- L'importanza del Canto come autentica di Solennità: - Il canto rende solenni i gesti liturgici - Sacrosanctum Concilium: Educazione allo spirito liturgico 29. Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della « schola cantorum » svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine. - Partecipazione attiva dei fedeli 30. Per promuovere la partecipazione attiva, si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti, nonché le azioni e i gesti e l'atteggiamento del corpo. Si osservi anche, a tempo debito, un sacro silenzio. - Cristo Gesù, il sommo sacerdote della nuova ed eterna alleanza, prendendo la natura umana, ha introdotto in questo esilio terrestre quell'inno che viene eternamente cantato nelle dimore celesti Egli unisce a sé tutta l'umanità e se l'associa nell'elevare questo divino canto di lode. (SC. 83)
- La partecipazione assembleare ineludibile: - La Trinità richiede comunione e armonia orchestrata della lode
 
Inos Biffi - Anche se portano i segni del loro tempo, gli scritti di Romano Guardini sono letti ancora:  restano attuali l'acutezza e la suggestione che li distinguevano, e prosegue, così, la geniale opera di educatore che, per decenni e in varie forme, Guardini svolse con un successo unico, da una cattedra creata per lui, dedicata alla Weltanschauung, in pratica con lui conclusa. Egli non fu, come si direbbe, un teologo di professione - anzi la teologia ufficiale e rinomata lo ha ignorato, non mancando in qualche caso di snobbarlo e anche, come nota negli Appunti per un'autobiografia, di riguardarlo con riserve e diffidenza.
E, tuttavia, il tempo non ha declassato la sua ampia e originale lettura del mistero cristiano o del dogma; non ha cancellato le sue penetranti interpretazioni dei grandi pensatori antichi e moderni, né esaurito le sue riflessioni, che hanno spaziato su una varietà di temi religiosi e culturali.
Prendiamo il tema della liturgia, studiato e approfondito congiuntamente con quello della Chiesa, riguardo alla quale ha potuto scrivere:  "Ho operato sempre con la Chiesa, anche quando per servirla sono proceduto da solo".