San Matteo Apostolo

martiriosanmatteo.jpg"Nel Vangelo odierno Matteo stesso racconta la propria chiamata da parte di Gesù. San Gerolamo osservava che soltanto lui, nel suo Vangelo, indica se stesso con il proprio nome: Matteo; gli altri evangelisti, raccontando lo stesso episodio, lo chiamano Levi, il suo secondo nome, probabilmente meno conosciuto, quasi per velare il suo nome di pubblicano. Matteo invece insiste in senso contrario: si riconosce come un pubblicano chiamato da Gesù, uno di quei pubblicani poco onesti e disprezzati come collaboratori dei Romani occupanti. I pubblicani, i peccatori chiamati da Gesù fanno scandalo. Matteo presenta se stesso come un pubblicano perdonato e chiamato, e così ci fa capire in che cosa consiste la vocazione di Apostolo. E prima di tutto riconoscimento della misericordia del Signore. Negli scritti dei Padri della Chiesa si parla sovente degli Apostoli come dei "principi"; Matteo non si presenta come un principe, ma come un peccatore perdonato.

Ed è qui ripeto il fondamento dell'apostolato: aver ricevuto la misericordia del Signore, aver capito la propria povertà e pochezza, averla accettata come il "luogo" in cui si effonde l'immensa misericordia di Dio: "Misericordia io voglio; non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". Una persona che abbia un profondo sentimento della misericordia divina, non in astratto, ma per se stessa, è preparata per un autentico apostolato. Chi non lo possiede, anche se è chiamato, difficilmente può toccare le anime in profondità, perché non comunica l'amore di Dio, l'amore misericordioso di Dio. ~ vero Apostolo, come dice san Paolo, è pieno di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, avendo esperimentato per se stesso la pazienza, la mansuetudine e l'umiltà divina, se si può dire così: l'umiltà divina che si china sui peccatori, li chiama, li rialza pazientemente. Domandiamo al Signore di avere questo profondo sentimento della nostra pochezza e della sua grande misericordia; siamo peccatori perdonati. Anche se non abbiamo mai commesso peccati gravi, dobbiamo dire come sant'Agostino che Dio ci ha perdonato in anticipo i peccati che per sua grazia non abbiamo commesso. Agostino lodava la misericordia di Dio che gli aveva perdonato i peccati che per sua colpa aveva commesso e quelli che per pura grazia del Signore aveva evitato. Tutti dunque possiamo ringraziare il Signore per la sua infinita misericordia e riconoscere la nostra povertà di peccatori perdonati, esultando di gioia per la bontà divina. "
© www.lachiesa.it


Colletta
O Dio, che nel disegno della tua misericordia,

hai scelto Matteo il pubblicano
e lo hai costituito apostolo del Vangelo,
concedi anche a noi,
per il suo esempio e la sua intercessione,
di corrispondere alla vocazione cristiana
e di seguirti fedelmente
in tutti i giorni della nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 


Prima lettura 
Ef 4,1-7.11-13
Cristo ha stabilito alcuni come apostoli, altri come evangelisti
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 18
 
Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.


Non è linguaggio e non sono parole
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola. 
 


Canto al Vangelo (Mc 2,17)
Alleluia, alleluia.

Non sono i sani che hanno bisogno del medico,
dice il Signore;
non sono venuto per chiamare i giusti,
ma i peccatori.

Alleluia. 
 


Vangelo 
Mt 9,9-13
Gesù gli disse: seguimi. Ed egli si alzò e lo seguì
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: "Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?".
Gesù li udì e disse: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: ‘‘Misericordia io voglio e non sacrificio''. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".

Parola del Signore 
 



Commento

"Misericordia io voglio e non sacrificio'',
Misericordia Io dono
Cos'è che impedisce ai farisei, e quindi a noi, di avere misericordia?
E che cos'è la misericordia?
Di certo la misericordia non è un atteggiamento buonistico che non riconosce il peccato e non lo chiama per nome.
La misericordia, piuttosto, è che Dio, nonostante il tuo peccato, ti ama e riconosce la tua unica dignità e dà il suo Figlio, il Suo unico Figlio, per te.
Dio ti ama e vuole per te la vita e ti dona la vita.
Questa è la misericordia.
Riconosce in te la capacità e la possibilità che puoi collaborare alla grazia dicendo un sì! che diventa sempre più vero e concreto e che ti cambia dal di dentro; anche se il tuo uomo esteriore si "va disfacendo".
La misericordia è lo sguardo di Dio sul mondo. L'unico.
Se vedi così, vedi come Dio e ami come Dio.
Solo così cambi te stesso e cambi la realtà.
È la misericordia che ti rende fruttuoso protagonista del quotidiano.
La prima scimmiottatura della misericordia è il buonismo che, da non confondere con la bontà e la mitezza, con l'affabilità e la compassione, confonde il peccatore con il peccato e non permette la distinzione necessaria tra questi; distinzione che porta la salvezza.
In nome di un relativismo etico giustifica il peccatore e il peccato assieme e compie un danno spirituale e sociale incalcolabile.
L'altra deviazione è la rigidità.
Non si vede il "peccatore" come lo vede Dio, non si riconosce in lui la dignità unica per cui Cristo si è incarnato è morto e risorto e lo si fa uccidere fuori dalle mura di Gerusalemme (se non fisicamente si usa la calunnia, la mormorazione, la detrazione e la menzogna).
Si allontana il peccatore, il capro espiatorio, il più lontano possibile, allontanando così le nostre paure e i nostri fantasmi. Cercando di zittire il senso di colpa che ci portiamo dentro. Togliendo la vista a ciò che ci disturba.
Ma, purtroppo, così facendo si compie il delitto peggiore che potremmo fare: non cresciamo nell'amore.
In definitiva questi due atteggiamenti, il "buonista" e il "rigido", fanno parte in maniera altalenante della nostra esistenza, dove, via via, nel tribunale del nostro cuore, giudichiamo il fratello non per ciò che egli è ma per ciò che ha fatto o fa, oppure annacquiamo il tutto in un dannoso relativismo spirituale ed etico.
Queste due "deviazioni" che allontanano dalla misericordia nascono in definitiva dallo stesso problema: l'incapacità di amarci e di essere leali davanti a Dio.
Siamo schiacciati dal senso di colpa.
Davanti a questo ci difendiamo o con il buonismo (sentimento finto di bontà con cui vogliamo essere guardati), oppure ci difendiamo con la rigidità (sentimento attraverso cui, mettendo l'evidenza sul peccato del fratello, ci distraiamo dalla nostra miseria o dal marciume che, pur non avendolo compiuto, potremmo compiere).
Il buonismo è un'autoassoluzione.
La rigidità nasce invece dal non riconoscere che noi siamo o potremmo fare molto peggio del fratello. Anch'essa è un'autoassoluzione.
In entrambi gli atteggiamenti, il motore che li anima è il senso di colpa.
Li anima il "no" più del "sì".
Il senso di colpa non lo ha inventanto la religione, né tantomeno il cristianesimo; il senso di colpa appartiene a ciascun uomo perché in fondo in fondo sa che ha compiuto e compie qualcosa contro Dio, contro i fratelli e contro se stesso; è la ferita del peccato originale.
Ognuno, che sia onesto, sa che qualcosa dentro di sé è rotto.
Davanti a questo ci si difende come si può.
Con gli atteggiamenti di cui sopra o, ideologicamente, con la Gnosi o l'ateismo, con la mondanizzazione o le passioni disordinate.
Una lotta patetica che manca il vero bersaglio, quello del "sì" a Dio ed in Dio.
Solo quando abbiamo visto realmente noi stessi sempre più alla luce del Padre, che non solo giudica ma scalda il cuore, cioè ci investe di misericordia, allora sappiamo giudicare le situazioni senza implacabilità o da altra parte con untuosi buonismi, ma con un cuore carico di misericordia e di pietà. Carico di speranza. Carico di gioia.
Quella pietà che non solo Dio esige ma quella pietà che egli dona a ciascuno di noi se smettiamo di curvare lo sguardo su noi stessi o le debolezze dei fratelli e cominciamo a fissare Lui, "autore e perfezionatore della fede".
È la misericordia che crea santità, capacità di costruire veramente il Regno, qui ed ora.
E perché?
Perché essa punta a costruire rettamente il "sì" davanti a Dio prima di ogni "no".
Ed Egli comandando, dona ciò che comanda, come possibile per te e per la Chiesa.
Crediamo dunque, sin da ora, che se Cristo, nostro Signore ci ribadisce che Dio, nelle tre Persone, dice "misericordia io voglio" sta dicendo "misericordia io dono".
Chi è toccato dalla misericordia di Dio non può non donarla a piene mani. E' la misericordia infatti, che muove alla missionarietà.
Perché la misericordia è il cuore del cuore del Padre.


Francesca e Paul




Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.