Quali sono le sfide che dovrebbero preoccupare maggiormente gli italiani? Alfredo Mantovano nel 1° Congresso Nazionale del PdL ha dedicato il suo intervento a due sfide, che il nostro Paese sta affrontando e sempre più dovrà affrontare: la prima è quella del fondamentalismo islamico provocata dall'immigrazione, più o meno selvaggia di migliaia di uomini e donne che per la loro cultura, la religione, creano problemi al nostro Paese. Di fronte a questa sfida ci siamo noi, italiani, europei che abbiamo forti difficoltà a capire qual è la nostra Identità, inoltre stiamo sempre più diventando un Paese di vecchi, non si fanno più figli e quindi, rischiamo seriamente di estinguerci. Non solo ma a causa della mentalità che abbiamo acquisito in questi ultimi decenni, che Mantovano chiama, dittatura del desiderio, siamo diventati amanti della morte e non della vita, è la seconda sfida.
La cosa grave è che questi problemi hanno poca cittadinanza nel dibattito politico odierno, nessuno escluso da quello locale a quello nazionale. Ho presente certi amministratori locali della mia provincia che si dimenano tra "salsicciate" e giornate varie, senza minimamente porsi altri problemi ben più gravi.
Mantovano utilizza due fotogrammi, inerenti a episodi accaduti nei primi tre mesi di quest'anno: il primo riguarda la preghiera islamica in piazza Duomo a Milano, analogo episodio davanti al Colosseo a Roma, dove centinaia di musulmani hanno pregato occupando quei luoghi-simbolo del nostro paese. Attenzione, quella preghiera, sostiene Mantovano, non è l'esercizio di un diritto religioso e neanche una semplice provocazione e qualcosa di più e più grave di una manifestazione religiosa, si tratta di un blitz simbolico, per rivendicare come proprio un territorio che si trova in Occidente. E' la manifestazione di un Islam che non separa lo Stato dalla moschea, che rivendica l'islamizzazione di Milano, di Roma e dell'Italia. L'altro fotogramma riguarda un giovane figlio francese che teneva la madre morta in casa per ricevere la pensione e qui non si tratta di un espediente per truffare allo Stato la pensione della madre.
E' un'immagine coerente con l'Europa di oggi che spesso preferisce vivere con i morti piuttosto che far nascere i bambini. Un'Europa che subisce una morte demografica, piuttosto che affrontare i problemi della vita.
Per Mantovano le immagini sono collegate e segnalano la difficoltà dell'Europa di capire qual'è la sua identità. C'è un equivoco che va sciolto - afferma Mantovano - è che quando si parla di questi argomenti, il dibattito è bloccato su due posizioni, da un lato il Laicismo, dall'altro il fondamentalismo con la conclusione obbligatoria che se io non aderisco all'opzione laicista sono automaticamente schierato con le falangi del fondamentalismo e non importa la mia confessione religiosa di appartenenza.
In base a questo schema, tra me e l'imam di viale Jenner concettualmente non c'é differenza. Invece le opzioni sono tre: certamente quella laicista, la fondamentalista (il radicalismo islamico) c'è una terza opzione quella dell'et et, coerente con la nostra tradizione italiana che non conosce una radicale separazione tra fede, cultura e politica, ma che coglie una opportuna distinzione, quella che è stata chiamata laicità positiva. In pratica esistono dei principi di diritto naturale riconoscibili da chiunque sui quali si fonda il nostro vivere occidentale. Questi principi, secondo Mantovano sono negati sia dal laicismo sia dal fondamentalismo.
Il sottosegretario ricorda che queste riflessioni non sono cose astratte, sono invece le questioni più importanti che toccano la vita, la morte, la sicurezza di ciascuno di noi, quelle della nostra vita quotidiana. I pericoli dell'opzione fondamentalista radicale, tutto sommato sono note, ma quelle laiciste si dimostrano contraddittorie e spesso sfociano anch'esse nel fondamentalismo.
Nella nostra società, per Mantovano, esiste una sorta di Dittatura del desiderio, espressione di un fondamentalismo che è diventato un vero e proprio regime dittatoriale che agita il nostro vivere quotidiano. Voglio qualcosa, la tecnica mi deve procurare gli strumenti per attuarla a qualsiasi costo, anche della vita. La legge deve permetterlo, se non lo fa, diventa una legge oppressiva, dunque va cancellata, magari anche con il sostegno armato della Magistratura, com' è avvenuto con il caso Eluana.
"E' o non è espressione di fondamentalismo laicista questa rinuncia a guardare in faccia la realtà del continente in cui viviamo. Un continente che con l'attuale trend demografico nel giro di qualche decennio rischia di essere a maggioranza musulmana, - insiste Mantovano - rischia di far sì che quelle immagini davanti al duomo di Milano e davanti al Colosseo, diventino le immagini più normali.
Il diritto a morire diventa una sinistra rivendicazione, espressione di fondamentalismo laicista. Ma la morte non é un diritto, è un fatto, tragico. I diritti, che invece bisogna riconoscere sono quelli a non essere abbandonati, a non considerare rifiuti i disabili. Quando di fronte ad un capo di stato iraniano o un capo di Hezbollah che proclamano la distruzione di Israele, o quando sostengono che la sharia va applicata ovunque in modo letterale e rigoroso, non reagire, non è fondamentalismo laicista e multiculturalista. Quando ogni giorno le comunità che anche da noi si richiamano agli ordini della sharia soprattutto nei confronti delle donne, quando si uccide una donna di ventenni perché non vuole lasciare il fidanzato italiano.
Il risultato di questo fondamentalismo procura l'indebolimento della nostra identità, che non deve essere intesa come la porta blindata di casa nostra. Bisogna giocare in attacco, afferma Mantovano. Il PdL deve convincersi che vi è uno spazio pubblico della nostra vita civile e politica nel quale certi principi devono essere riconosciuti tutelati, rilanciati.
Riferendosi a una frase di Zapatero, l'onorevole conclude il suo intervento: "La Religione è il tabacco del popolo", è una frase che richiama a quella più celebre: "oppio del popolo", Zapatero la aggiorna in maniera più soft. Oggi il tabacco è escluso da qualsiasi spazio pubblico, Parlamento, scuole, ristoranti...Se qualcuno proprio vuole fumare deve farlo di nascosto, in luoghi appartati. Nell'ottica di Zapatero al tabacco bisogna sostituire la Religione intesa in quel senso ampio di principi oggettivi di diritto naturale, va trattata alla stessa maniera del tabacco, va tenuta a distanza dei luoghi pubblici, va etichettata come gravemente nociva alla salute, ne va vietata la vendita soprattutto ai minori. A questo punto si auspica che il PdL impedisca che la Legge Sirchia sia estesa a quei principi per i quali vale la pena lottare vivere e impostare l'impegno politico per questo nasce il PdL.
Rozzano MI.
DOMENICO BONVEGNA domenicobonvegna(et)alice.it