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Francesco abbraccia Cristo e porta il sigillo del Suo Amore nel mondoDipinto della Custodia di Singapore-Malesia ofm concesso l'uso all'Associazione Zammeru Maskil


Mt 10,37-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».





Commentario

".. Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte" (dalla seconda lettura Rm 6,3-4.8-11)

Sepolti nella morte per rinascere con Lui a vita nuova, da Risorti.

Siamo talmente assuefatti alla prassi battesimale, anche per una decaduta pastorale liturgica e mistagogica, che non ci rendiamo veramente conto cosa accade con il Santo Battesimo.
Non siamo coscienti di quale legame di appartenenza si sviluppa tra noi e Dio.
Di quale legame di consaguineità si instaura tra noi e Cristo.
Per questo Egli può affermare "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me".

Il legame unico e vivificante che si crea con il Santo Battesimo supera e trascende il legame della "carne" creando, nella natura, una sovranatura che ri-significa e compie la natura stessa.
Attenzione dunque, questo è fondamentale per comprendere l'antropologia che scaturisce dal Vangelo: la natura è predisposta alla sovra-natura. Se non percorre questo cammino la natura  si snaturalizza e l'umanità si disumanizza.

L'inferno comincia da qui, dalla ottusa pretesa che la sovranatura sia qualcosa di non co-presente già nella natura. Il peccato compie proprio questo, "impantana" la natura senza coinvolgerla e portarla al suo fine intrinseco: la sovranatura.

Quindi potremmo dire, con assoluta certezza, che la natura stessa a noi donata è stata offerta e preparata per questo legame di sovra-natura con Cristo, in Cristo, per Cristo.
Più forte di ogni legame terreno e naturale.

Questo legame con Gesù, ovviamente, non toglie nulla ai nostri legami, anche più santi, ma li compie e li trasfigura a misura dell'Eternità.
Ecco perché si dice: "Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa" e con il salmista possiamo proclamare:
"È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà".

Ecco dunque il significato profondo della fedeltà, di ogni fedeltà e di ogni onore nei rapporti: è Cristo stesso il fedele che colma di onore, stima e fedeltà.
Egli che non ha ricusato di morire cruentemente per noi e di risorgere perché con Lui ed in Lui fossimo sepolti e rinati.

Ecco perché la Santa Messa è fondamentale e senza la Santa Messa domenicale non possiamo vivere, perché in essa e tramite essa, riconosciamo la nostra sovranatura personale e la nostra sovranatura come Chiesa.

Nel culmine della preghiera eucaristica, in quella dossologia solennemente proclamata e cantata, facciamo dischudere tutta la sovranatura che compie la natura stessa.
Sottoponiamo la nostra carne, la nostra persona alla sua predisposizione divina ricevuta con l'essere creati e l'essere battezzati.

Il peccato originale aveva spezzato questa dimensione introducendo un "moto selfistico" (ed illogico) che vuole darci la sovranatura senza Colui che l'ha donata e predisposta.
E il peccato orginale si reitera, per debolezza e talvolta intenzionalità responsabile, tutte le volte che pensiamo di volerci dare la sovranatura da soli. Qui, in questo moto disordinato si attiva il nemico, ladro di Bene, di Felicità, di Trascendenza, ladro di Cristificazione.
Diceva lucifero nel film "The devil advocate":

"Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. A Dio piace guardare. È un guardone! Riflettici. Lui ti dà gli istinti. Ti concede questo dono straordinario, e poi che cosa fa? Te lo giuro, per il suo divertimento personale, per il suo spot pubblicitario cosmico, fissa le regole in controtendenza! È una stronzata! [...] Guarda ma non toccare... Tocca ma non gustare... Gusta ma non inghiottire! E mentre tu ti agiti per cercare di obbedire, lui che cosa fa? Se ne sta lì a ridere! È un moralista! Un gran sadico! Un padrone assenteista! Adorarlo? Mai! [...] Ho coltivato ogni sensazione che l'uomo è stato creato per provare. A me interessava quello che l'uomo desiderava e non l'ho mai giudicato e sai perché? Perché io non l'ho mai rifiutato nonostante le sue maledette imperfezioni! Io sono un fanatico dell'uomo, sono un umanista... probabilmente l'ultimo degli umanisti."
La menzogna si insinua e si deposita nel cuore dell'uomo proprio qui: Dio non vuole il tuo Bene. Ed è ciò che ripete l'uomo ingolfato al pari di lucifero dentro di sé e fuori di sé: Dio ti vuole togliere, rubare, frodare. La realtà, piuttosto è invece che è il nemico portatore della deformazione dell'umano dissipandolo e distogliendolo dal suo anelito eterno, dato dalla natura verso la sovranatura. 
Lucifero non è un umanista, in realtà, menzognero sin dal principio, ma un ladro di logica, di Bene e di Vero, proprio sin dal principio. Ti illude di essere un fanatico dell'uomo quando invece è invidioso del destino eterno dell'uomo in Cristo. Se l'uomo vedesse chiaramente e non per inganno e malcelazione vedrebbe la totale inaffidabilità di satana. Perché colui che è "persona alla maniera di una non persona" non aiuta a rendere Persona. L'uomo, così, perde tutto il senso autentico della nostalgia che lo chiama alla Sua vera Casa: il Padre, per Cristo nello Spirito Santo.

È la contradizione intrinseca ed illogica del peccato ed è l'ingolfamento dell'umano.
Invece proprio in una situazione di limite, di prova e talvolta di croce, vissuta con Cristo ed in Cristo si schiude la sovranatura per i meriti (gli unici ontologicamenti presenti) di Gesù Cristo incarnato, sofferente, Risorto e Asceso al Cielo.

Pertanto tanto quanto si compie il Mistero Pasquale nella tua carne, così conoscerai la Sua Fedeltà, il Suo Amore, e farai esperienza del Suo Onore.

Ed è Sapienza quotidiana che apre i lidi dell'Eternità, che è ciò che il cuore del tuo cuore realmente desidera ed anela. Ad ogni respiro, ad ogni scelta, ad ogni desiderio e a cui solo Cristo Risorto e Asceso al Cielo dona risposta, senso, Grazia e vita.

La santità è un dovere battesimale nello Spirito Santo.


Paul Freeman