Riceviamo da Mirko De Carli e pubblichiamodi Mirko De Carli
Inizia il Sinodo sulla famiglia e i fautori della disgregazione dell’istituto della famiglia naturale sferrano alcuni colpi decisi. Come spiegare altrimenti quando accaduto a Bologna dove la Diocesi guidata dal Card. Cafarra si trova a dover mettere in atto una forte risposta all’attacco sferrato dalla scrittrice Simona Vinci, la quale ha celebrato un matrimonio civile con il suo compagno ‘per tutelare loro stessi e il loro figlio’.
Ebbene si, proprio con queste parole la Vinci ha descritto le ragioni del perché è convogliata a nozze. Ma analizziamo nel dettaglio i fatti. La scrittrice emiliana si è spostata settimana scorsa a Budrio (comune nella provincia di Bologna dove risiede) con la presenza come testimoni di un amico e di un’impiegata comunale incontrata poco prima della cerimonia. Un matrimonio senza nessun ricevimento, nessun invitato e una spesa complessiva pari a 16 euro relativi alle marche per la notifica dell’atto. Un matrimonio vissuto quindi come una formalità burocratica per semplicemente rendere pubblico (nel senso di ufficiale) l’unione con Pietro Bassi, con il quale la Vinci ha un figlio di tre anni. Scrittrice che su Facebook spiega con queste parole la sua scelta: ‘Diciamo che il titolo potrebbe prestarsi a pensare cose brutte che non sono. Tranquilli, stiamo bene e ci siamo sposati per scelta. Obbligata. Perché se vuoi definire certi diritti, e hai la consapevolezza della moralità tua ed altrui non hai un altro modo per tutelarti. Negli ultimi anni sono accaduti eventi a persone alle quali volevamo bene e che ci hanno fatto riflettere. Ho preso in considerazione l’idea di sottoscrivere un contratto con la persone con cui vivo e con la quale ho la responsabilità di crescere un figlio. Vorrei che tutte le coppie che ‘fanno famiglia’, indipendentemente dal sesso, potessero sentirsi protette da una legge che ora invece discrimina. Se uno ama le feste, festeggi in allegria! Per me, i 16 euro di marca da bollo bastano ed avanzano’. Straordinario, ecco il modello del ‘fare famiglia’ con l’outlet del matrimonio a prezzo in offerta promozionale a 16 euro. Il sindaco del comune di Budrio si mostra convinto della regolarità dell’atto: ‘Con molto rispetto, ma anche molta fermezza, dico che non esiste alcun elemento per mettere in discussione la regolarità del matrimonio.. Allo stesso modo non possono essere messi in discussione i sentimenti e l’affetto che li legano’. Tenete conto che stiamo parlando di un sindaco che ha attivato un registro delle coppie di fatto e si è offerto di registrare matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. E il Card. Cafarra come ha riposto a questo ‘consumismo e utilitarismo del matrimonio’? Lo ha fatto con le parole del giudice del Tribunale ecclesiastico avvocato Cipolla, il quale ha dichiarato che ‘non si può decidere di sposarsi solo perché così si ottengono diritti e benefici che diversamente non si avrebbero secondo la legislazione vigente. Così tutto perde il suo senso, diventa un pro forma, una farsa, una simulazione: per l’ordinamento italiano quel matrimonio è nullo, così come il matrimonio celebrato al solo fine di acquistare la cittadinanza. Il matrimonio è di più, molto di più. Il senso del matrimonio non può stare nella ricerca di una tutela istituzionale’. Eh si, più chiaro di così non si può: non ci si sposa per ottenere tutele che altrimenti non si avrebbero. Gli istituti esistono per tutelare posizioni che meritano quella tutela e non per far si che chi vuole quella tutela debba adeguarsi ai crismi di quell’istituto. Stiamo attraversando un momento di vero ribaltamento della realtà: soprattutto stiamo vivendo un attacco da più parti per ottenere il matrimonio same sex attraverso la ‘svalutazione’ del matrimonio naturale. Occorre sostenere vescovi e curie come quelle di Bologna che riaffermano punto su punto il senso dell’istituto giuridico del matrimonio civile. Perché questa non è una battaglia da cattolici bigotti ma dai laici che amano le istituzioni repubblicane: istituzioni che portano l’idelebile marchio di fabbrica di grandi cristiani come De Gasperi. Quindi vigilate se per caso vi trovate in città con sindaci creativi come quello di Budrio e siate sentinelle pronte a risvegliare la coscienza civile dei vostri concittadini come l’avvocato Cipolla ha fatto a Bologna.
Articolo pubblicato su La Croce Quotidiano