Non più madonne, semplicemente donne
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Sembra che questo slogan fosse presente alla manifestazione di domenica scorsa in alcune magliette delle partecipanti.Talmente alto lo sdegno e la rabbia politica.
Talmente alto lo sdegno verso l'uso e la cosificazione della donna.
Talmente alta l'antropologia ideologica presente in tale manifestazione... che ci si è dimenticati alcuni punti fondamentali:
1 - la cosificazione dei corpi e dei ruoli investe tutti, donne ed uomini. Ed in questo non ci sono vinti o vincitori ma solo deformazioni e caricature. Epilogo di scelte quotidiane che nascono anche dal "vitello d'oro" di slogan come "il corpo è mio e me lo gestisco io", "l'utero è mio", "la donna ha il diritto di abortire", "sono fatto così che ci posso fare", "nella propria casa ognuno fa come gli pare", ecc.
2 - la Madonna non è un'invenzione del maschio dominatore ma la creazione straordinaria del cuore di Dio. E' la creatura che meglio e più compiutamente ha risposto a Dio.
Modello per ogni uomo e soprattutto per ogni donna. Un privilegio elettivo, non un limite. Maria è posta in alto non per farne un "feticcio" ma per guardare il nostro destino e smettere di ripiegarci sulle nostre ombre e sui nostri fantasmi. Perché dove Lei guarda è il nostro cuore.
3 - Chi guarda a Maria ordina se stesso; ogni uomo rafforza la sua virilità e ogni donna educa la sua femminilità. Chi non lo comprende non fissa adeguatamente su di Lei lo sguardo.
4 - L'acquiescenza delle donne cattoliche presenti a certe provocazioni è complicità e tradimento di se stesse ed una pessima testimonianza evangelica.
Non basta ribadire il "proprio no alla mercificazione"; questo è buon senso, non discepolato evangelico. Occorre ribadire nel nome di chi proponiamo il volto autentico dell'uomo e della donna. Nel nome di colui che tutto dona e il cui "amore chiama per nome".
5 - Se ogni luogo, che sia la piazza, o la casa, o il lavoro, o la scuola, le scelte piccole e grandi, non sono il luogo e l'opportunità di un annuncio evangelico, opportuno ed inopportuno, tradiamo il dono ricevuto e anche noi "mercifichiamo" il dono ricevuto della grazia di Cristo. Tradiamo la Speranza ricevuta. Tradiamo l'Amore che ci anima.
Facciamo del nostro cuore "un prostituto" opportunista.
Non lo facciamo in un festino ma in maniera feriale, soft, accomodante, politicamente corretta e in coscienza "giustificante".
Non c'è niente di meglio che una piazza che mischia un po tutto, tra sdegno, ribellione, emozioni, ideologia e voglia di protagonismo.
Come Giuda di Keriot. Per meno di 30 denari mendicando un po di autostima e dire "io c'ero".
Staff ZM
Partiti e manipolazioni
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Sono passati oltre vent'anni da quando il sottoscritto, con altri laici non appartenenti ad alcun preciso movimento cattolico, un importante gruppo di Francescani e un nutrito gruppo di CL incontrammo a Palazzo dei Notari (Perugia) alcuni dirigenti del PCI locale per chiarire il loro slogan di quei mesi: "In fatto di natura c'è un partito che la pensa come San Francesco". Al loro annaspare, scoperta la manipolazione, cercarono di fare dietro-front senza sconfessarsi.Ci arrabbiammo veramente tanto e CL, molto più militante di noi, lo fece anche con un linguaggio piuttosto colorato.
Ci indignammo per uno sfruttamento così sfacciato di un partito che di li ad un anno stava per fare una svolta storica ad epilogo del proprio vissuto.
E' veramente triste quando un partito politico, di qualunque orientamento tira per la giacchetta la Chiesa e figurarsi un santo così imponente come San Francesco.
Un santo che non può essere racchiuso in nessun cliché buonista, animalista, populista, socialista, comunista, liberale, pacifista e o conservatore.
Proprio perché questo uomo di Dio, definito da molti un alter Christus, tanto era impressa in Lui la stimmata della somiglianza con il Signore Gesù, era ed è tutto ciò che è grazie ad una obbedienza totale e sponsale a Cristo e filiale alla Chiesa.
Tout court.
Ogni realtà politica o "centro sociale" che se ne vuole appropriare si dovrebbe vergognare se avesse un minimo di pudore.
Ora veniamo a sapere che i comunisti italiani e i socialisti si sono opposti al solo inserimento dei due santi storici e fonte di cultura umbra, nazionale ed internazionale, quali San Francesco e San Benedetto negli statuti regionali. VD qui
Ripiegare la questione come ideologica è negare la storia e i fatti, le proprie ineludibili radici.
Ma gli opportunisti, di qualunque colore, per ora rosso, sono maestri del negare la verità e la sostanza pur di rifondare, ideologicamente a proprio vantaggio, un a-priori etico, storico e antropologico.
Questo è un primo modo, truffaldino, per non fare né il bene dell'Umbria né della nazione.
Paul
Il prestare il fianco di Enzo Bianchi, il Card. Martini e non solo..
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Chi vorrà strumentalizzare una parola, un testo, uno scritto, non solo ci proverà sempre ma, talvolta, vi riuscirà anche contro la volontà di chi lo pronuncia, lo scrive, lo annuncia.Accade. E' accaduto con lo stesso Gesù, nostro Signore, in cui i presenti hanno cercato di manipolare la sua vita, la sua testimonianza, le sue parole.
L'intervento preferito del diavolo è quello di creare confusione, smarrimento, dissipazione e paura, dando, per contrasto voce alle parti basse e oscure del cuore; quelle ferite dell'ira, della gelosia e dell'invidia.
Però ci chiediamo se siano opportuni certi interventi su quotidiani del Card. Martini, del priore Enzo Bianchi, di certi vescovi emeriti o di altri non emeriti e (almeno a tiro di giacchetta) simpatizzanti o meno per l'una o l'altra posizione politica. A chi giova?
Fare un intervento come quello sulla lussuria, su La Stampa del 19 gennaio 2011, da parte del priore Enzo Bianchi è lodevole dal punto di vista dei contenuti ma inopportuno dal punto di vista della modalità e, si sa, anche questa mancanza di temperanza è una forma di lussuria.
A meno che non sia una chiara scelta politica velata da un'opportunità riflessiva, cosa che, francamente, non ci auguriamo.
Ma se io so che un mio discorso può essere colto da una parte politica come un "portabandiera", così come di fatto è avvenuto e sta avvenendo con le "campagne civili" de L'Unità e di Repubblica , sarà bene che trovo altra sede e altra modalità per esprimerlo.
A poco possono servire le chiarificazioni nella trasmissione della Bignardi - che non è certo nota per un epoché di giudizio - dicendo: "... stiamo molto attenti, noi monaci, a non giudicare le persone.." se poi poniamo in essere non una riflessione generale che, realmente riguarda tutti, ciascuno, qualunque sia la sua sensbilità politica, ma un discorso che, sia per il giornale in cui si scrive, sia per clima politico, è strumentalizzabile.
Che la lussuria sia un problema di tutti e che nelle vesti patinate, dei reality, dei massmedia e di "artisti", attori e cantanti, corrompa l'uomo e le donne dal di dentro è vero.
Che la "cosificazione", non solo fisica ma ancor più psicologica e spirituale sia un danno gravissimo ad una umanità bella e cristificata, è indubbio.
Ma che si manchi di temperanza, cioè di scelta oculata di esposizione e di luogo in cui ne parlo per evitare ogni sorta di strumentalizzazione... beh, tutto questo non è rispettoso del messaggio stesso che io sto proponendo.
Non è' il solo il priore Enzo Bianchi a prestarsi a questi scivolamenti. Ma diversi uomini di Chiesa che hanno una certa esposizione e alcuni vaticanisti noti si prestano e si sono prestati a questo giochetto.
Meglio sarebbe dire, per correttezza epistemologica, io ho il cuore a sinistra o a destra ed ora faccio, a partire da questo, una riflessione. Io sono anti berlusconiano o berlusconiano e da questo parlo di principi.
Io amo, rispetto e ascolto Pietro oppure io ho una visione di Chiesa tutta mia e alternativa.
Senza contare poi che fare "gli alternativi", nel cammino evangelico ed ecclesiale, è già una forma spiritualizzata di lussuria.
Non vogliamo certo negare un proprio personale approccio a determinate tematiche... ma la temperanza e l'equilibrio sono, in certe situazioni, non accessorie ma veicolanti. La temperanza, aiuta a fissare lo sguardo sui principi e non sulle circostanze.
Proprio per tale motivo aiuta, poi, a giudicare correttamente gli eventi e la storia e anche le circostanze specifiche... ma senza farsi tirare per la giacchetta.
I piani non si devono confondere, possono avere dei punti di contatto. C'è infatti vicinanza stretta tra etica e morale ed etica politica, ma mai ci dev'essere confusione di punti di partenza, di obiettivi e di ruoli.
Se parlo della lussuria su un giornale "laico" devo specificare a chiare lettere che non voglio essere strumentalizzato e che il discorso riguarda veramente e realmente tutti e che la circostanza storica è uno spunto per riflettere e non per prendere parte politica o alimentarne una. Altrimenti anch'io pongo in essere una cosificazione e alimento quella "lussuria politica" che porta alla divisione e alla faziosità così deleteria per un paese immobilizzato.
Ci auguriamo che non avvengano più certi scivoloni e che si lavori veramente per il bene degli uomini e delle donne di questa nazione.
Lo staff di Zammerù Maskil