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CeutaContinuano a essere confuse e contraddittorie le notizie che arrivano da Ceuta, l’enclave spagnola in Africa affacciata sul Mediterraneo e confinante con il Marocco, invasa nei giorni scorsi da decine di migliaia di ragazzi nordafricani in gran parte marocchini. Il governo spagnolo il 31 luglio ha dichiarato che la maggior parte degli oltre 50 mila ragazzi che sono entrati a Ceuta via mare e via terra hanno già fatto volontariamente ritorno a casa. In tutto sarebbero 48.300 ad aver lasciato Ceuta. Ne resterebbero quindi poche centinaia, a meno che non abbia ragione il sindaco presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, secondo cui gli arrivi sono stati 60.000. Se avesse ragione, allora sarebbero più di diecimila le persone rimaste nell’enclave e questo determinerebbe una situazione critica, al limite del sostenibile, dal momento che Ceuta ha meno di 90 mila abitanti e, già prima, le sue strutture di accoglienza si stavano occupando di un afflusso considerevole di emigranti irregolari: quasi tremila dall’inizio del 2026. 

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