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Onora il tuo limite
 
di Andrè Louf

Il testo di A. Louf, uno dei "padri spirituali" del nostro tempo, è intriso di profonda "ruminatio" biblica, tanta esperienza di accompagnamento spirituale e sintesi psicologica veramente rare. Un testo che si legge facilmente ma che necessita di una "scrutatio" profonda per quanto è intenso e vibrante nel descrivere tutte le pieghe biblico-psicologiche della Direzione Spirituale.
 
L'invito a leggere il "Diario di Santa Faustina Kowalska, la Misericordia divina nella mia anima" viene innanzitutto dalla bellezza di questa mistica polacca (1905-1938) alla quale Gesù aveva detto: "Il tuo compito è quello di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia Misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me" (Q. VI, 1693).
 
E' il secondo testo di Federico Suarez nelle Edizioni Ares che recensiamo.
Ne siamo lieti perché è veramente un bel testo su un santo straordinario come San Giuseppe, lo sposo di Maria.

La devozione a San Giuseppe è biblicamente fondata e cristologicamente fondata.
Preziosa in ogni tempo ma sopratutto oggi in cui la "crisi della paternità" dell'autorevolezza, dei ruoli, è così presente.
Un santo da richiamare spesso alla mente per ogni papà e anche per ogni donna che vuole, come Maria, amare e rispettare il proprio sposo in Cristo.
 
Come promesso siamo tornati ad occuparci di Lewis e della sua fervida capacità apologetica. Lewis, dopo un passato da ateo, ha scoperto la fede e questa lo ha sorpreso, come egli stesso scrisse "sorpreso dalla gioia".
 
Psicologia e culto di sé di Paul Vitz
Edizioni Dehoniane bologna in vendita online anche qui

"Non c'è scienza umana che non abbia, almeno tacitamente, dei presupposti antropologici sulla natura dell'uomo." Così inizia Alessandro Manenti nella prefazione dando il là ad un libro intenso che offre un'analisi sistematica del "selfismo" come corrente di "scienza psicologica" che ha segnato tanti ambiti quotidiani.
 
Un testo prezioso per capire un pezzo significativo della storia politica ed etica dell'Italia. Un testo per comprender-ci oggi al di la delle righe di gossip del giornalismo quotidiano.
Capire i tentativi di una visione fondante sulla Costituzione come elemento etico-politico.

«...Lo scriviamo assieme! Facciamo nell'arco finale della vita quello che avremmo dovuto fare nel 1970». Con queste parole don Gianni mi disse di getto che avremmo scritto assieme quel libro su Dossetti di cui gli avevo appena sottoposta una traccia sommaria. Nasce così il volume che avete tra le mani, frutto di un comune, appassionante, continuo lavoro di approfondimento, confronto e verifica che mi ha reso possibile essergli particolarmente vicino nell'ultimo scorcio della sua vita. Il volume è articolato su due testi - Costituzione & politica e Dossetti, il monaco «Principe» - la cui logica è, tuttavia, assolutamente unitaria.
 
di Paolo Cilia in arte Paul Freeman
 
di Enrico Garlaschelli

Un viaggio nel pensiero antico
per rispondere alle domande fondamentali di oggi

Il libro sarà presentato in anteprima lunedì 9 giugno, alle ore 18 presso la Galleria San Fedele (via U. Hoepli 3a - Milano).

Modera l’incontro: padre Andrea Dall’Asta, direttore della Galleria

Interverranno con l’Autore:

Cesare Cavalleri - direttore delle Edizioni Ares

Silvano Petrosino - Università Cattolica di Milano e Piacenza


Questo studio non è il solito manuale che illustra i principali concetti filosofici nè una storia della filosofia ridotta a successione di concezioni interessanti da includere in un "museo archeologico" della storia delle idee; bensì si propone di far capire che cosa sia la filosofia e si presenta nella forma di "esercizi a pensare filosoficamente" per rispondere al bisogno umano di porsi domande sull'esistenza, sulla verità, e sull'uomo stesso. La filosofia, che nasce dalla meraviglia quale esperienza fondante, nel nominare le cose ci pone a distanza da esse e si profila come "pensiero dell'altro". Perciò è vero che, come afferma Heiddegger, l'unico modo per comprendere il pensiero occidentale è di percorrerlo. E' per questo che nel libro il pensiero greco dalle origini all'età ellenistica è ripercorso in contrappunto sia con quiello cristiano, sintesi della Bibbia e dellògos greco, sia con quello contemporaneo, specialmente con il dibattito filosofico italiano più recente. L'analisi è accessibile ad un pubblico ampio in quanto si concentra sugli esponenti più noti della speculazione greca (Parmenide, Eraclito, Socrate, Platone, Aristotele, Plotino), interpretati in un modo originale e innovativo che fa emergere chiaramente quanto sostiene Gadamer, ossia che "per il pensare filosofico nessuna definizione, e quindi nessun termine che con essa sia stato introdotto, può valere come un risultato preciso. Esso avrà continuamente bisogno di essere ricondotto al processo pensante".

in vendita online qui
http://ares.mi.it/products-esercizi-di-filosofia-589.html



Enrico Garlaschelli è docente di filosofia nei licei e all'Istituto superiore di Scienze religiose di Milano. Insegna inoltre Dialogo interreligioso all'Issr "S. Ilario di Poitiers". Tra le sue pubblicazioni: L'umano Patire (2009), con Pierangelo Sequeri; Nel tempo dell'assenza (2011); Lo stare degli uomini. Sul senso dell'abitare e sul suo dramma (2012), con Silvano Petrosino; L'ermeneutica veritativa per un "tomismo ermeneutico" (2012), con Gaspare Mura.



 
La conservazione del patrimonio artistico rappresenta un onere per la società. Lo stesso dicasi circa la sua conservazione e la sua manutenzione. Sappiamo tutti che l’Italia è ricca di un patrimonio inestimabile situato dappertutto e anche le chiese della nostra Diocesi possiedono numerose opere d’arte. L’esempio concreto può essere la Chiesa di San Giovanni Battista a Patrica, dove, purtroppo, l’azione del tempo hanno messo in percolo importanti capolavori.
 
di MANLIO SIMONETTI
Il libro che qui presentiamo, Forme di vita spirituale nei Padri della Chiesa (Roma, Lateran University Press, 2013, pagine 168, euro 20) «accoglie alcune lezioni di teologia spirituale patristica che — scrive nella pagina liminare l’autore, il vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense — ho tenuto in vari centri di studio e ricerca».
 
E se la scienza fosse una grande impresa metafisica?

di Olivier Rey

Un matematico di successo indaga la crisi spirituale dell’uomo di oggi

La nostra vita assomiglia sempre più a una semplice carrellata di emozioni senza senso. Le domande di fondo sull’esistenza autentica scompaiono dall’orizzonte.  Forse, l’unica via di uscita a questa crisi incomprensibile è di rifare il cammino da capo. In questa appassionata ricerca sulle cause del disorientamento spirituale dell’uomo moderno, Olivier Rey, brillante matematico, docente alla Sorbona, riscopre il valore della scienza come una straordinaria impresa metafisica.
 
I temi del ritorno a casa, della riconciliazione e dell’abbraccio benedicente del padre, in una avvincente interpretazione della parabola evangelica del ritorno del figlio prodigo, condotta alla luce di un celebre dipinto di Rembrandt.

Così l'autore (Nouwen Henri J.) nella prima parte del libro:
 
Esce il libro con un nuovo sorprendente ritratto della santa con le stimmate

Santa Gemma Galgani (12 marzo 1878-11 aprile 1903)

Nei 110 anni della morte, un nuovo libro racconta la straordinaria esperienza di santità di Gemma Galgani: la dolcissima mistica lucchese, prima donna stimmatizzata  agli albori del XX secolo che la Chiesa ha elevato presto agli onori degli altari, morta a Lucca nell’aprile 1903 a soli 25 anni, dopo aver offerto la sua vita per la salute altrui, in comunione con i patimenti di Gesù sulla Croce. Lo stesso Gesù che per tutta la vita le è apparso, insieme con la Madonna, chiedendo alla giovane di condividere con Lui perfino il grande segno e il grande dolore delle stimmate.

«Amore vuole Amore» –questo il titolo della biografia – è frutto di anni di studio, lavoro e passione da parte del Prof. Giuseppe Farinelli, dell’Università Cattolica di Milano, e della Prof.ssa Gemma Giannini, discendente e membro della famiglia lucchese in cui visse la grande mistica toscana. L’originalità dell’opera sta proprio nell’avere attinto documentazione, fatti, aneddoti, direttamente dalle fonti originali certe che riguardano santa Gemma: cioè dagli atti del processo di canonizzazione e dagli archivi e dai ricordi privati della famiglia Giannini.

La Presentazione in anteprima del volume è fissata per venerdì pv, 19 aprile, a Lucca, alla presenza dell’arcivescovo della città, Mons. Italo Castellani, che ne ha firmato anche la Prefazione.



IL LIBRO

«Gesù è venuto... Per due volte mi ha ripetuto stamattina:

“Amore vuole amore; fuoco vuole fuoco”»

(santa Gemma Galgani)



Giuseppe Farinelli - Gemma Giannini

«AMORE VUOLE AMORE»
Vita, scritti ed eredità spirituale di
SANTA GEMMA GALGANI
mistica di Lucca

(Edizioni Ares Milano, pp, 408 – con inserto fotografico a colori, € 19,90)

In queste pagine si svelano, fra l’altro, le apparizioni a Gemma Galgani del suo Angelo custode, di san Gabriele dell’Addolorata, della Madonna, e, infine, di Gesù; la descrizione di ciò che accadde nel momento della stigmatizzazione alle mani, ai piedi e al costato; le manifestazioni del demonio, le continue tentazioni e le lotte con lui. Finalmente «un’opera veramente completa», come l’ha definita nella sua Prefazione l’arcivescovo di Lucca mons. Italo Castellani, «che affida alla nostra sensibilità una santa in una forma moderna, avvicinabile da tutti nella sua vita, nei suoi scritti e, soprattutto, nella sua eredità spirituale».





LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME

SER Mons. Italo Castellani

Salone dell’Arcivescovato

Piazzale Arrigoni – Lucca

Venerdì 19 aprile 2013 – ore 18

Partecipano con gli Autori: SER Mons. Italo Castellani, don Piero Ciardella, dott. Cesare Cavalleri



GLI AUTORI

Giuseppe Farinelli è ordinario emerito di Storia della Letteratura moderna e contemporanea nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e, dopo essere stato direttore dell’Istituto di Italianistica, dirige oggi la rivista di critica letteraria «Otto/Novecento». Autore di molti volumi di carattere critico e storico, per Ares ha già pubblicato in questa stessa collana Profili, «Allora non è pane!». Vita di san Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars.

Gemma Giannini, lucchese, è insegnante di Lettere e presidente del Centro di Cultura dell’Università Cattolica nella sua città. Nata nella grande famiglia Giannini, è pronipote del cavaliere Matteo che ospitò santa Gemma; suo nonno era Gabriele, nato nel 1900, fratello di Eufemia, poi diventata madre Gemma.

Per informazioni, presentazioni, richiesta di materiali (anche fotografici) e di contatti con gli Autori si prega di contattare l’Ufficio Stampa delle Edizioni Ares:



Dott. Riccardo Caniato, interno 202, cell. 333.3584110, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b = 'riccardo.caniato' + '@'; addy157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b = addy157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b + 'ares' + '.' + 'mi' + '.' + 'it'; var addy_text157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b = 'riccardo.caniato' + '@' + 'ares' + '.' + 'mi' + '.' + 'it';document.getElementById('cloak157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b').innerHTML += ''+addy_text157f4f133ae54eb43180ed86a19ead2b+'';

Dott. Alessandro Rivali, interno 204, cell. 349.3344541, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak38ab934e755244c5e9f388df705c8c8b').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy38ab934e755244c5e9f388df705c8c8b = 'alessandro.rivali' + '@'; addy38ab934e755244c5e9f388df705c8c8b = addy38ab934e755244c5e9f388df705c8c8b + 'ares' + '.' + 'mi' + '.' + 'it'; var addy_text38ab934e755244c5e9f388df705c8c8b = 'alessandro.rivali' + '@' + 'ares' + '.' + 'mi' + '.' + 'it';document.getElementById('cloak38ab934e755244c5e9f388df705c8c8b').innerHTML += '
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Andrea Lonardo, Il potere necessario. I vescovi di Roma e la dimensione temporale nel Liber pontificalis da Sabiniano a Zaccaria (604-702) (Medioevo, 22), Ed. Antonianum, Roma 2012.

Nel 2013 ricorrono i 1700 anni dall’editto di Milano del 313 mediante il quale l’imperatore Costantino diede termine alle persecuzioni dei cristiani. A quell’evento la tradizione lega la “donazione di Costantino” secondo la quale lo stesso imperatore avrebbe fatto dono al papa san Silvestro del territorio della Chiesa.
 
Andrea Lonardo, Il potere necessario. I vescovi di Roma e la dimensione temporale nel Liber pontificalis da Sabiniano a Zaccaria (604-702) (Medioevo, 22), Ed. Antonianum, Roma 2012.

Nel 2013 ricorrono i 1700 anni dall’editto di Milano del 313 mediante il quale l’imperatore Costantino diede termine alle persecuzioni dei cristiani. A quell’evento la tradizione lega la “donazione di Costantino” secondo la quale lo stesso imperatore avrebbe fatto dono al papa san Silvestro del territorio della Chiesa.
 
Flavia Marcacci, professoressa di filosofia presso la Pontificia Università Lateranense, è sposa e madre di tre figli. Coniugando nella sua vita l’attività didattica e di ricerca – soprattutto inerente alla filosofia della scienza – a quella famigliare, in una continua dialettica tra ragione e fede, assieme al marito Roberto è capace di rendere ragione della bellezza e importanza della famiglia.

 

Il tempo, l’Avvento, l’attesa
 

Ognuna di quelle famiglie [nominate nella genealogia di Gesù in Mt 1,1-17]viveva nell’attesa. Aspettavano un Messia, come tutti gli ebrei che attendevano il compimento delle promesse del Signore (cfr. C.M. Martini - P. Messa, L'infinito in una culla. San Francesco e la gioia del Natale, Edizioni Porziuncola, Assisi 2009). Nel cuore dei patriarchi, e così di ogni uomo e donna della storia della salvezza, ardeva la speranza di un adempimento, il desiderio di vedere con i propri occhi la realizzazione della promessa. Quegli uomini, e quelle donne, vivevano con questa fede e con questa speranza: vivevano profondamente dentro un tempo di avvento. Che cos’è infatti l’Avvento? È anche il tempo dell’attesa. È il tempo che meglio specifica e identifica il cuore dell’uomo come un cuore luogo concepito strutturalmente per desiderare e attendere.

È questo un passaggio molto delicato e va compreso bene. Il nostro cuore spera, desidera, e, proprio perché desidera, spesso progetta. L’attesa e la trepidazione rendono vivo il cuore dell’uomo. Se eliminassimo tale dimensione dalle nostre esistenze, come saremmo? Se rinunciassimo all’aria fresca e nuova che i desideri buoni procurano, che cosa sarebbe la nostra vita? E se cancellassimo l’attesa del matrimonio a due fidanzati, del parto a una donna gravida, o dei doni di Natale a un figlio? Vivrebbero ugualmente, certo, ma di cosa e come? Non si tratta di concentrare il discorso sulle emozioni: attendere non è solo questione di emotività. Attendere è immaginare, comprendere il presente alla luce di un futuro che ci si prefigura, progettare il domani iniziando da oggi.

Volendo in qualche modo esagerare, l’attendere è una delle vene pulsanti della vita. A togliere all’uomo la percezione positiva dell’attesa hanno provveduto molti pensatori, che hanno descritto l’attendere come qualcosa di angosciante, un’attività dell’anima che porta a prefigurarsi ciò che ora non si ha e che non si potrà forse mai possedere e che, per questo, getta il non senso sul presente.

Forse anche in noi pesa inconsciamente questo vezzo intellettuale, che porta a pensare all’attesa come a una dimensione da escludere totalmente e – proprio per fuggirne le presunte conseguenze – ci spinge a un attivismo irrequieto e senza sosta. Per rimuovere l’ansia e la frustrazione di non possedere qualcosa, e per respingere l’idea insostenibile di non poter soddisfare ogni desiderio, cerchiamo di afferrare immediatamente e subito tutto il possibile.

Purtroppo di frequente viviamo l’attesa nell’angoscia: siamo spesso innervositi da quello che dovremo fare dopo o domani, invischiati in una catena interminabile di responsabilità che ci pesano, ma anche in un’insoddisfazione incessante di ciò che ora abbiamo o di ciò che oggi siamo. A questa modalità di vivere rischiano di essere particolarmente esposte le famiglie – specie le giovani coppie di sposi – quando hanno ancora molto da costruire: spesso, infatti, il lavoro per loro non è stabile, i figli piccoli, insieme alla gioia, portano anche fatica e stanchezza, i rapporti con i nuclei familiari di origine non sono stati rielaborati totalmente, la sessualità può presentare molte fragilità, l’essere donna e l’essere uomo non si integrano a pieno perché la femminilità e la mascolinità non sono completamente adulte, molte debolezze nell’affettività rendono nervosi i vissuti.

Addirittura anche le vacanze diventano solo un modo di scatenare i nervosismi: quante coppie, quando rallentano i ritmi lavorativi, si ritrovano a litigare in maniera insana (perché esiste anche un sano litigio di coppia)1 o a stupirsi di non riuscire a godere pienamente dei primi giorni di ferie. Si può persino vivere proiettandosi nel domani, aspettando di diventare chissà quando una coppia forte, capace di amarsi tanto; ma, a conti fatti, non si riesce a immaginare bene come.

 
Da: Flavia Marcacci, Il Natale degli sposi. Per una spiritualità della tenerezza, EDB, Bologna 2012, pp. 80, euro 5,00.

 

 

 
L’Io, la crisi, la speranza  

Il nuovo saggio di Giovanni Fighera
Prefazione di Giovanni Reale
Invito alla lettura di Gianfranco Lauretano

Il libro è  un saggio per riflettere sulla crisi della modernità
·        Un percorso tra poeti e scrittori in cerca del mistero
·        Perché le conoscenze scientifiche si sono trasformate in idoli
·        Gli effetti del relativismo e dell’ideologia tecnicistica



 
Perché ci è piaciuto -
il parere della redazione di Cristiano Cattolico

Abbiamo già recensito un altro testo del Prof. Giovanni Fighera: "Amor che move il sole e l’altre stelle" (qui).
Quello che ci è piaciuto e ci piace di questo autore è la buona capacità di sintesi e la scorrevolezza espositiva.
Quest'ultimo testo di Giovanni Fighera ci ha colpito proprio per questa sua "narrazione" a 360 gradi del'epoca in cui viviamo.
Scendendo nel particolare ci è piaciuta la breve ma centrata disamina del problema dei problemi del nostro tempo: l'ideologia illluminista.
Al Cap. XII del libro si centra il paradigma dell'ideologia illuminista che ha in Rosseau e Voltaire i suoi ideatori primigeni.
Quello che conta per l'ideologia illuminista è "schiacciare l'infame", cioè il cristiano. Nei tempi successivi quando questo non ha avuto seguito da un punto di vista culturale si è passati ad un altro modo di "schiacciare l'infame": scippargli ogni buona idea (l'illuminismo ruba ogni cosa buona del Vangelo dissacrandola ed immanentizzandola e, come dice l'autore, "affrancandosi dal Mistero") e farlo passare come sub-cultura con l'uso della prepotenza economica, mediatica e del "refrain" ripetitivo.
Il cristianesimo è medioevo, è oscurantismo, questo è il ritornello, il refrain usato dall'intollerante illuminista che ha le sue radici più intime nel razzismo e nella prepotenza dell'uomo che basta a se stesso e che si salva da sé.
Il lavoro titanico di Papa Benedetto XVI è quello di ritrovare (e rifondare) un nuovo umanesimo. Nell'ultima parte del libro questo viene ben tracciato.

Un testo, questo di Fighera, ottimo per catechisti ed educatori; genitori e sacerdoti...
e perché no, anche per docenti desiderosi della buona battaglia per la vera tolleranza e per il bene dell'uomo.
La gloria di Dio, infatti, è l'uomo vivente; cioè reale, autentico, presente; presente allo stupore della grazia e al tempo del mondo.


Sintesi delle Edizioni Ares
«Questo libro di Giovanni Fighera entra nel vivo della crisi della modernità, e analizza i fondamenti che l’hanno prodotta e che tuttora ne producono gli sviluppi in modo veramente impressionante»: la libertà sciolta dai valori e dalla verità, la parcellizzazione del sapere, il relativismo, l’ideologia scientistico-tecnicistica. «Fighera si fonda soprattutto su testi di poeti e di letterati, che dimostra di conoscere molto bene, citando in modo puntuale molti loro passi particolarmente significativi». Così si esprime Giovanni Reale nella Prefazione, mentre Gianfranco Lauretano nell’Invito alla lettura soggiunge che attraverso un documentato percorso storico (dall’antichità alla contemporaneità) si delinea la «questione che l’autore ritiene fondamentale: senza il Mistero, il mondo è più piccolo e assurdo, soprattutto la parte più interessante del mondo, cioè l’io, la persona».

L’uomo, come dimostra la sua storia, soprattutto in questa età post-moderna, non è autosufficiente, non è in grado di salvarsi da solo. Bisogna fondare un nuovo umanesimo, che per Fighera deve riscoprire Dio e riappropriarsi della legge morale universale guardando di nuovo alla ragione umana non più intesa in modo riduttivo. «Questo Tu che ha creato il mondo apre le porte all’amore, vero fulcro della conoscenza, e all’appartenenza a esso, per cui la solitudine che contraddistingue i contemporanei è sconfitta con l’adesione e l’appartenenza alla Verità. Rinasce così anche la capacità di costruzione di un mondo più umano, attraverso la responsabilità, che è etimologicamente un rispondere a qualcuno».

Edizioni Ares in vendita anche online



L'Autore  
Giovanni Fighera, laureato in Lettere moderne, insegna Italiano e Latino nei Licei e collabora con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studi di Milano. Con le Edizioni Ares ha già pubblicato nel 2008 «Che cos’è dunque la felicità mio caro amico?», nel 2009 La Bellezza salverà il mondo e nel 2010 «Amor che move il sole e l’altre stelle». L’amore, l’uomo, l’Infinito. Il blog dell’autore è http://www.giovannifighera.it/


 
Massimo Introvigne, Il dramma dell'Europa senza Cristo. Il relativismo europeo nello scontro delle civiltà, Sugarco, Milano 2006, 192 pp., euro 16, ISBN 88-7198-513-3 Massimo Introvigne è noto per i suoi scritti scientifici in tema di sociologia e storia delle religioni, ma in questa occasione «scende in campo», parlando da cattolico a cattolici di quella crisi dell'Europa che deriva ultimamente dal suo ostinato rifiuto di riconoscere le sue radici cristiane.
 
Rodolfo Lorenzoni

Perché la bella addormentata esiste davvero, da circa duemila anni, e si chiama Chiesa Cattolica Apostolica Romana. D'altra parte è stato proprio un Papa, per la precisione Paolo VI, a dire: "Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa; è venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza". Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro non hanno fatto altro che prendere sul serio le parole di un Pontefice e agire di conseguenza, esaminando cause ed accadimenti delle difficoltà che la Chiesa sta attraversando in questo tempo. Ne è risultato un agile volume che non ha niente di pessimistico, fin dal suo sottotitolo: "Perché dopo il Vaticano II la Chiesa è entrata in crisi, perché si risveglierà". Gli autori, per loro stessa ammissione, sono infatti innamorati della Chiesa in quanto sposa di Cristo, e sanno quindi che nel corso dei secoli essa ha patito ben altri turbamenti, senza mai cedere o darsi per sconfitta. Ma che cosa vedono Gnocchi e Palmaro nella Chiesa del Terzo Millennio? Quel che vedono tutti, probabilmente. E che si evince, ad esempio, dallo sconsolato racconto di un prete: alcuni confratelli gli nascondono il crocifisso per non farglielo collocare sull'altare durante la messa. Fatto comico, se non fosse a suo modo tragico. In centinaia di parrocchie ci si esercita in chiacchiere, assemblee, comitati, adoperandosi in attività ricreative ed educative di ogni genere, ma l'unico, vero scopo di "tutta la baracca", ossia Gesù, finisce in soffitta come fosse un inutilizzabile ferrovecchio. E ciò persino in occasione della celebrazione liturgica, ovvero nel momento in cui la centralità di Cristo è in tutta evidenza un fattore irrinunciabile, costitutivo. Non è cosa da poco, e vale la pena di chiedersi: perché? "La prassi ruba la scena all'ortodossia. Concetti come 'aggiornamento' e 'segni dei tempi' diventano le nuove parole d'ordine, necessarie ad alimentare questo primato della prassi sulla dottrina. Il che comporta un capovolgimento della tradizione, secondo la quale occorre che gli uomini si adattino alle cose sacre e non le cose sacre agli uomini". Se le fondamenta non sono solide, come insegnano al primo esame del primo anno di architettura, il rischio che la casa crolli cresce pericolosamente. E forse, sembrano suggerire Gnocchi e Palmaro, sarebbe il caso che tale assunto - di carattere squisitamente logico - venisse ulteriormente chiarito anche in qualche parrocchia. "Rubare la scena" non è del resto un'espressione casuale poiché, secondo gli autori, nel processo che ha condotto al torpore della Chiesa rispetto ad alcune sue funzioni capitali, un ruolo non secondario è stato giocato dai mass media e dal loro utilizzo. Basti pensare al giorno in cui uno smaliziato operatore televisivo venne incontro al disagio di un Giovanni XXIII davanti alle telecamere e disse al Pontefice: "Santità, si inginocchi e faccia finta di pregare". La sostanza, costituita dal reale raccoglimento nella preghiera, cede qui definitivamente il passo alla rappresentazione, in cui non è importante quel che veramente è, ma solo ciò che appare. Tanto da far implodere il tutto in un grottesco e sacrilego paradosso: chiedere al Papa di rivolgersi a Dio solo per finta. "La dottrina cattolica non viene negata o abrogata, ma semplicemente soppiantata da generiche quanto vaghe e psicoanalitiche esortazioni", scrivono gli autori. Una vaghezza che ha nuociuto alla tradizione più dell'attacco diretto, infatti la dottrina è come svaporata e al suo posto sono comparsi benevoli e fatalmente impropri suggerimenti: alla fin fine puoi anche prendere la comunione senza confessarti, basta che tu "te lo senta". L'analisi di Gnocchi e Palmaro in "La Bella Addormentata" resta volutamente confinata all'interno del recinto della Chiesa, ma i travagli descritti nel libro determinano alcune importanti conseguenze sociali. Infatti un certo disordine interno produce necessariamente un atteggiamento rinunciatario nel confronto con la realtà, lì dove diverse agguerrite "agenzie di socializzazione" sono vigorosamente al loro posto per imporre la propria agenda. Succede allora che in nome del rispetto delle altre religioni - e soprattutto del totem intoccabile della "laicità" - al cattolico venga richiesto di ridurre ai minimi termini la sua stessa identità. E questo affinché siano invece gli altri a poterla esprimere nella massima completezza. Emblematico il caso di qualche tempo fa: alcuni genitori hanno protestato perché una suora (regolarmente abilitata e avente diritto per graduatoria) era stata assegnata all'insegnamento di materie letterarie in una scuola pubblica. La dirigente scolastica ha respinto le richieste dei genitori e ha osservato: "Se fosse venuta un'insegnante di altre religioni, i genitori cattolici l'avrebbero accolta con grande disponibilità; non capisco il perché di questo atteggiamento di alcuni nei confronti di suor Annalisa". Per avere risposta a questo e ad altri simili perché, la lettura del libro di Gnocchi e Palmaro è fortemente consigliata.

© www.iltempo.it - 15 dicembre 2011

In vendita online qui
 
BERLINO, 28. Un incoraggiamento "ad aprire ovunque nel mondo cammini di fiducia": è quanto contenuto nel messaggio, a firma del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, che Benedetto XVI rivolge in occasione della trentaquattresima edizione del raduno europeo dei giovani della comunità ecumenica di Taizé, che si svolge da oggi 28 dicembre fino al 1° gennaio, per la prima volta a Berlino, in Germania. "Mentre siete riuniti a Berlino - si legge nel testo - con migliaia di giovani provenienti da tutt'Europa e anche dagli altri continenti, per cercare con i fratelli della comunità di Taizé di approfondire le sorgenti della fiducia, Papa Benedetto XVI si unisce a voi con la preghiera e vi incoraggia ad aprire ovunque nel mondo cammini di fiducia. L'accoglienza che ricevete, gli scambi con i giovani di numerosi Paesi, i tempi di preghiera che vi uniscono e che vi fanno superare tante barriere umane, sono per ognuno di voi una bella esperienza di fiducia!". La fiducia "non è ingenuità cieca". Questa fiducia, si puntualizza, "attinta dalla vostra fede in Cristo e dalla vita del suo Spirito Santo nei vostri cuori, vi rende più perspicaci e più disponibili per rispondere alle numerose sfide e difficoltà che gli uomini e le donne di oggi devono affrontare". Nel testo si fa poi, in conclusione, riferimento alla prossima edizione del raduno europeo dei giovani di Taizé, la trentacinquesima, annunciata per il 2012 a Roma. "Il Santo Padre vi dice la gioia che proverà nell'accogliervi il prossimo anno per il 35° incontro europeo del vostro "pellegrinaggio di fiducia sulla terra". Roma vi accoglierà calorosamente!". All'annuncio segue "la benedizione apostolica ai fratelli di Taizé, ai giovani partecipanti all'incontro di Berlino, come pure ai pastori e ai fedeli che li ospitano".
 Migliaia sono i partecipanti all'iniziativa. Un appello a rinnovare il senso di solidarietà è rivolto ai giovani da fratel Alois, priore di Taizé, nella lettera Verso una nuova solidarietà, scritta in occasione del raduno. "Se la solidarietà umana è sempre stata necessaria, ha bisogno di essere costantemente rinnovata, rinvigorita attraverso nuove espressioni. Oggi, forse come mai nella storia, è vitale che le giovani generazioni si preparino a una condivisione più equa delle risorse della terra, a una più giusta distribuzione delle ricchezze, fra i continenti, all'interno di ogni Paese". Il testo della lettera - tradotto in più di cinquanta lingue e consegnato oggi ai 30.000 partecipanti - sarà al centro delle riflessioni che accompagneranno l'incontro, ospitato alla Messegelände, centro espositivo della città. Più di 1.500 volontari hanno accolto i giovani nella struttura, dove hanno avuto luogo, oggi, le prime due preghiere comuni.
Per la prima volta, scrive fratel Alois, il raduno si svolge a Berlino, "città segnata dalle più grandi diversità, rivolta verso il futuro ma anche alla ricerca di una integrazione della dolorosa memoria del passato, città la cui popolazione ha mostrato di non lasciarsi scoraggiare da situazioni difficili". La prima visita di un fratello di Taizé a Berlino risale al 1955. Poi, da quando, nel 1961, venne costruito il muro che divideva in due la città, i membri della comunità ecumenica hanno moltiplicato i loro viaggi a Berlino Est. Lo stesso fratel Roger, fondatore di Taizé, vi si è recato nel 1986 per una tappa del "pellegrinaggio di fiducia": fu necessario - rivela il priore - chiedere alle autorità comuniste il permesso di celebrare una preghiera che si svolse poi simultaneamente in due grandi chiese, cattolica e protestante, riunendo seimila giovani della Germania dell'Est. Il permesso era stato accordato a condizione che non vi fossero partecipanti dell'Ovest. "Questo periodo è adesso superato e Berlino è un simbolo per tutti coloro che, in tutto il mondo, cercano di oltrepassare muri di separazione per diffondere la fiducia", osserva fratel Alois. Tuttavia, "affinché una nuova solidarietà fra gli esseri umani fiorisca a ogni livello, nelle famiglie, nelle comunità, nelle città e nei villaggi, fra i Paesi e i continenti, sono necessarie decisioni coraggiose. Consapevoli dei pericoli e delle sofferenze che pesano sull'umanità e sul pianeta, non vorremmo lasciarci andare alla paura e alla rassegnazione".
Nella lettera di fratel Alois si sottolinea che lo slancio verso una nuova solidarietà è possibile e "si nutre della convinzione che la storia del mondo non è determinata in anticipo". Il priore di Taizé fa l'esempio del periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando "un pugno di responsabili politici hanno creduto, contro ogni speranza, alla riconciliazione e hanno iniziato a costruire un'Europa solidale". E ricorda come una rivoluzione pacifica sia riuscita a modificare profondamente la situazione delle Filippine nel 1986, come il movimento popolare polacco Solidarno?? abbia preparato senza violenza una strada di libertà per molte nazioni europee, come la caduta del muro di Berlino nel 1989 fosse inimmaginabile fino a pochi anni prima. E poi il cammino democratico e lo sviluppo economico avviato in America latina, la fine dell'apartheid in Sud Africa e, più recentemente, delle violenze politiche in Irlanda del Nord e nei Paesi Baschi.
Le scosse dell'economia mondiale ci interrogano; gli equilibri geopolitici cambiano; crescono le disuguaglianze; le sicurezze del passato si rivelano oggi deboli. "Potrebbe essere questa una ragione per riflettere maggiormente sulle scelte da prendere per la nostra vita?", si domanda Alois. L'invito è a promuovere e a sostenere la fiducia fra gli esseri umani, a contare sulla fiducia in Dio, a cercare di essere "sale della terra", perché "il Cristo di comunione non è venuto per costituire i cristiani in una società isolata e separata" ma "per servire l'umanità come fermento di fiducia e di pace". Ma il sale potrebbe perdere il suo sapore, il messaggio di Cristo venire offuscato dalla divisione fra gli uomini. Occorre allora "rivificare questo messaggio di amore e di pace", liberandolo dai malintesi, facendolo risplendere nella sua originaria semplicità. E alle prove personali da affrontare nella ricerca di nuove solidarietà e vie di fiducia risponderemo - conclude fratel Alois - amando sempre di più".

(©L'Osservatore Romano 29 dicembre 2011)