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Andrea Palmieri, Sotto-segretario del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani

Il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, portato avanti dalla Commissione mista internazionale, fin dalla sua istituzione è stato concepito non tanto come un forum puramente accademico ma come riflessione condivisa di pastori e teologi delle due Chiese su alcuni temi teologici essenziali nella prospettiva del futuro ristabilimento della piena comunione fra cattolici e ortodossi. A motivo della natura prettamente ecclesiale della commissione, è ben comprensibile che il cammino del dialogo sia condizionato dagli eventi vissuti da ciascuna Chiesa.
 
Pubblichiamo l’omelia che il cardinale Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha pronunciato il 18 gennaio nel corso della messa celebrata a Roma nella basilica dei Santi XII Apostoli, per il centenario dell’Appello ai «liberi e forti» e nel sessantesimo anniversario della morte di don Luigi Sturzo.

 

VIVA STURZO E ORA BASTA CHIACCHIERE

Le cerimonie hanno sempre qualcosa di polveroso, specie quelle di un centenario ed è andata così anche con le celebrazioni per il secolo trascorso dal 18 gennaio 1919, dall'appello ai "liberi e forti" di don Luigi Sturzo che non fu solo un breve e pregevole scritto, ma l'atto di nascita del soggetto politico autonomo cristianamente ispirato che raggruppò i cattolici italiani sotto le insegne del Partito popolare italiano. A forza di ascoltare rievocazioni storiche sembra che si tratti di qualcosa da studiare sui libri, per niente buono per i tempi attuali. Solo il cardinale Gualtiero Bassetti ha spiegato con nettezza anche nelle parole pronunciate a Santi Apostoli che la lezione di Sturzo è viva a maggior ragione oggi, va studiata e messa in atto proprio in questi tempi difficili. Sono poi comparsi sui giornali infiniti retroscena sul "partito cattolico" prossimo venturo, Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera si è spinto ad augurarsi che la ispirazione sturziana possa dare la stura a un "populismo buono", evidentemente da contrapporre a quello "cattivo" in salsa gialloverde.
 
Il Partito Popolare Italiano (PPI) è stato un partito politico, nato il 18 gennaio 1919, di cui ricorre il centenario. Il PPI rappresentò per icattolici italiani il ritorno organizzato alla vita politica attiva dopo lunghi decenni di assenza a causa del “ Non Expedit”.
 
Metodo di lavoro, protagonismo delle Conferenze Episcopali Regionali, stile sinodale, contenuti significativi, fiducia nella possibilità di riuscire insieme ad affrontare e superare le sfide del tempo presente. Il confronto su questi punti ha aperto la sessione invernale del Consiglio Permanente, riunito a Roma da lunedì 14 a mercoledì 16 gennaio 2019 sotto la guida del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve.
 
Il 10 febbraio i cittadini di Ginevra saranno chiamati alle urne per esprimersi su tre referendum. Uno riguarda la legge sulla laicità dello Stato adottata il 26 aprile 2018 dal Gran consiglio del cantone svizzero. La legge si inscrive nel quadro dell’attuazione della nuova Costituzione ginevrina che, all’articolo 3, prevede il principio della neutralità religiosa dello Stato, al quale sono tenute le autorità cantonali e comunali.
 
Francesco M. Valiante

L’abuso sui minori resta «uno dei crimini più vili e nefasti possibili», ha ribadito Papa Francesco nel recente discorso al corpo diplomatico. Ma dinanzi alla crisi che ha provocato nella Chiesa «non è giustificato un atteggiamento di disorientamento e di paura». Occorre piuttosto «impegnarsi a fondo», con «decisione e radicalità», per dare concretezza ai tre «atteggiamenti positivi» proposti come punti focali dell’incontro in programma dal 21 al 24 febbraio: la responsabilità, il dovere di rendere conto, la trasparenza.
 

SONO SOLO I PRIMI CENTO ANNI

Come spesso avviene sono in molti (quasi tutti) a citare l'appello ai "liberi e forti" di don Luigi Sturzo senza averlo mai davvero letto. Qual è la enorme novità storica rappresentato da questo scritto del 18 gennaio 1919 che diede il via alla ormai centenaria storia del popolarismo in Italia? La chiave è racchiusa in una delle ultime frasi dell'appello, ovviamente sconosciuta a chi se ne riempie la bocca senza avere minima coscienza del terremoto che questa frase provoca: "Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell'Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi". Un sacerdote siciliano rompe mezzo secolo di cattolicesimo politico italiano impotente e inchiodato al non expedit dicendo che la missione di civiltà che spetta agli italiani deriva dalla radice e dall'ispirazione cristiana. Bum. Sostituite a "nuovi imperialismi" le nuove "colonizzazioni ideologiche" che come cristiani siamo sempre richiamati a combattere da Papa Francesco ed eccola là tutta la vitalità enorme di una lezione politica che ha attraversato solo i suoi primi cento anni di storia e attende fresca di essere condotta nel futuro come cura necessaria al malessere profondo di un Paese.
 

Un concilio dall’orientamento ecumenico

Cardinale Kurt Koch, Cardinale presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani) «Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo diocesano per l’Urbe, e di un Concilio ecumenico per la Chiesa universale». Con queste parole, sessant’anni fa, alla fine dell’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, il santo Papa Giovanni XXIII annunciava il concilio Vaticano II, a San Paolo fuori le Mura, in un breve discorso tenuto davanti a un ristretto gruppo di cardinali.
 
Caro fratello Custode, Fr. Manuel,
e fratelli tutti della Custodia del Marocco,
 
Rapporto_povertà_2017_-_Sintesi.pdf

Roma, una città che impoverisce e invecchia a vista d’occhio. Con i figli dei più poveri che ereditano l’esclusione sociale. È l’impietoso ritratto che emerge dalla nuova edizione del rapporto «La povertà a Roma: un punto di vista» — 180 pagine con focus dedicati a immigrati, anziani soli, salute mentale e dipendenze — presentato questa mattina dalla Caritas diocesana. In ogni municipio capitolino, infatti, si registrano circa 10.000 persone ultrasessantacinquenni che non raggiungono il reddito annuo di 11.000 euro, per un totale complessivo di 146.941 abitanti: «Un’intera grande città fatta di anziani che vivono di stenti dentro una grande metropoli contemporanea», sottolinea il rapporto.
 
di Mario Adinolfi
tratto dalla versione per abbonati de La Croce Quotidiano del 13 novembre 2018

Il Reddito di Maternità (RdM) è una proposta politica del Popolo della Famiglia contenuta nel programma presentato per le elezioni del 4 marzo 2018, deliberata poi con la formula del disegno di legge di iniziativa popolare nel documento politico conclusivo della festa nazionale de La Croce di Camaldoli del 23 settembre 2018 e ratificata dall’assemblea nazionale del PdF del 17 ottobre 2018. La proposta di legge è stata presentata presso la Corte suprema di Cassazione a Roma il 9 novembre 2018 e pubblicata sulla numero 262 della serie generale della Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018. Per essere presentata alle Camere la legge deve essere sottoscritta da almeno cinquantamila cittadini con firma autenticata su moduli vidimati. La vidimazione dei moduli è in corso e consentirà di partire con la raccolta firme in tutta Italia il 28 novembre 2018 per concludersi il 9 aprile 2019, data in cui il Popolo della Famiglia consegnerà anche le centocinquantamila firme per la presentazione delle sue liste alle elezioni europee del 26 maggio 2019.
 

Storia di un fallimento clamoroso

La conferenza di pace che si riunì a Parigi il 18 gennaio 1919, due mesi dopo il termine della Prima guerra mondiale, avrebbe dovuto ricostruire l’Europa su basi